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Damsel

Damsel, Netflix sforna un fantasy-dark troppo scontato

Damsel, il nuovo film Netflix, con protagonista Millie Bobby Brown, ripropone trame e personaggi del genere fantasy-dark già visti in passato.

Damsel, la trama

La giovane protagonista di Damsel è Elodie (Millie Bobby Brown) principessa del regno di Inophe, ligia al suo dovere che, per amore del suo popolo, accetta di sposare il principe Henry (Nick Robinson) di Aurea. Il matrimonio le è stato riservato dai suoi genitori, suo padre Lord Bayford (Ray Winstone) e la sua matrigna Lady Bayford (Angela Bassett).

Elodie, che pian piano si innamora di Henry, crede di coronare il suo sogno d’amore ma non è così. Infatti la giovane “Damsel” (damigella) scopre che è stata reclutata dalla famiglia reale come sacrificio per ripagare un antico debito che non è stato mai saldato e verrà gettata in una caverna dove vive un furiosissimo drago.

Da questo momento in poi inizia la lotta di Elodie contro il drago per cercare di sopravvivere all’immonda bestia, contando solo ed esclusivamente sulle sue forze. Si trasforma così in una vera e propria guerriera che in ogni istante della giornata lotta contro il drago per non farsi uccidere. Riuscirà la principessa a sopravvivere?

Damsel, Elodie e Harry

Damsel, la produzione e il cast

La giovane attrice Millie Bobby Brown torna a collaborare nuovamente con Netflix in Damsel, dopo la serie tv Stranger Things (in produzione dal 2016) e il film Enola Holmes (2020), che l’hanno resa nota. Il film è un fantasy dalle tinte dark in cui la giovane star si cala nei panni della protagonista, la principessa Elodie.

Al timone troviamo il noto regista spagnolo Juan Carlos Fresnadillo, che ha diretto l’horror 28 settimane dopo (2007), mentre la sceneggiatura è stata affidata a Dan Mazeau, sceneggiatore di La furia dei titani (2012), Fast X (2023). Damsel vede come produttori il regista Joe Roth produttore di Alice in Wonderland  (2010) di Tim Burton e Dolittle (2020) e Jeff Kirschenbaum. 

Damsel, il cast

Le riprese hanno avuto luogo nel 2022 in Portogallo, per la precisione a Tomar, comune situato nel distretto di Santarém. Oltre alla star di Stranger Things, il cast di Damsel include Angela Bassett (Lady Bayford, la matrigna di Elodie), Robin Wright (la Regina Isabelle), Ray Winstone (il Re) e Nick Robinson (Principe Henry).

Damsel, Elodie nella caverna

Tanti cliché del genere fantasy 

Il titolo e le immagini di questo nuovo film Netflix portano lo spettatore ad intuire la storia narrata: la protagonista di questa storia non è la solita damigella in attesa di essere salvata ma una donna che mostra carattere e determinazione.

Ormai, questa è la materia perfetta di base sulla quale Netflix lavora. Storie che promuovono inclusività, parità di sesso e sovvertimenti dei consueti atteggiamenti di gender che edificano un’identità molto precisa, fino a scardinare qualsiasi credibilità di queste idee e svelare continuamente la convenienza aziendale di queste tipologie di storie.

Si potrebbe pensare che questo film possa essere un’occasione di mix tra fantasy e dark ma purtroppo non è così. Damsel ricade nei cliché dei film fantasy degli ultimi anni, con tematiche ormai affrontate troppe volte: il patriarcato che sfrutta le donne, le considera una moneta o al massimo una pedina sacrificabile in un gioco più grande. Tematiche e storie che sembrano portare qualcosa di innovativo in queste tipologie di film, invece risultano uguali, se non un po’ peggiori, a quelli cui si ispira.  

Una sceneggiatura su vicoli ciechi

Damsel perde la sua credibilità e ideologia anche per la struttura della sceneggiatura che porta a tanti vicoli ciechi. Sono presenti diverse possibilità narrative come la scelta dei sovrani nel salvare i loro sudditi o i loro figli, oppure i dubbi dei principi di obbedire ai loro genitori o meno. Dubbi e domande soltanto affidate alla battute da manuale o a personaggi di maniera, senza una valida risposta per lo spettatore.

Damsel. Millie Bobby Brown è Elodie

Millie Bobby Brown nuovamente supereroina

Millie Bobby Brown, interpretando il personaggio come quello di Elodie, impaurita ma determinata, si lascia sulla sua pelle la rendita che le ha dato Stranger Things con Undici. L’attrice continua a cercare di essere il simbolo di un livello di girl empowerment più elevato; nonostante questo, essere solo l’icona di un certo tipo di pubblico rende la sua bravura troppo riduttiva.

La verità è che Millie ha ancora vent’anni e non sembra compiuta come attrice in sé per sé, quindi punterà ancora su questa tipologia di personaggi, adatti a lei. Tuttavia sta cercando di scrollarsi di dosso questo credito perché è
consapevole che non potrà essere Eleven in eterno.

In conclusione

Damsel funziona proprio per la presenza di Millie Bobby Brown: gli spettori sono abituati a vederla con i superpoteri e non si fanno problemi a vederla combattere contro un drago anche quando è solo un’ingenua sposa offerta in sacrificio. Netflix ha capito questa sua attitudine e sfrutta abilmente la sua comfort zone. I suoi ruoli restano verosimili finché l’illusione resiste soprattutto alla sua voglia di uscire dal bozzolo.

Recensione a due stelle su Almanacco Cinema