Skip to content Skip to footer

Dostoevskij, ecco il trailer della serie

A luglio arriverà su Sky una nuova serie: si tratta di Dostoevskij, ed è la prima serie tv diretta dai Fratelli D’Innocenzo. Ecco cosa aspettarci dal trailer.

Il trailer della serie, disponibile da oggi 27 maggio, si apre mostrando volti di ragazzini messi in primo piano seguiti dai frame di alcune lettere. Ad accompagnare la sequenza un adagio al pianoforte che pian piano si trasforma in una musica sempre più vorticosa. Il ritmo delle scene diviene incalzante facendo comparire quelli che sembrano i primi indizi di un tragico giallo.

Dostoevskij arriva prima al cinema e poi su Sky

Presentata in anteprima alla 74esima edizione del festival internazionale del cinema di Berlino, Dostoevskij sarà disponibile divisa in due atti prima al cinema dall’11 al 17 luglio, e poi trasmessa sulla piattaforma Sky in sei episodi. La serie, scritta è diretta dai fratelli D’Innocenzo, ruota attorno agli omicidi di un serial killer che, accanto ad ogni sua vittima, lascia una lettera scritta a mano. Filippo Timi, nei panni del detective Enzo Vitello, accanto a Gabriel Montesi, Federico Vanni e Carlotta Gamba.

Un prodotto che parla a pochi

Lo stile dei fratelli D’Innocenzo si adatta benissimo al racconto di un personaggio tormentato dagli incubi. Il detective Vitello, per motivi che verranno chiariti nel corso della serie, non può fare a meno di sviluppare un’affinità con il killer. La risoluzione del caso, infatti, sembra incidere su un chiarimento emotivo del personaggio.

Quello che appare come un semplice dark thriller si espande in una narrazione che si occupa soprattutto del lato umano dei suoi protagonisti. D’altronde, l’indagine psicologica attuata dai D’Innocenzo è ben visibile sin dal loro primo lungometraggio La terra dell’abbastanza, passando poi per Favolacce, che conquista ben cinque Nastri d’argento all’edizione del 2018, fino all’ultimo film America Latina.

I fratelli D'Innocenzo all'anteprima di Dostoevskij

 

I due registi, già considerati come i due “enfant prodige” del cinema italiano parlano di Dostoevskij come di un prodotto al quale “non interessa seguire le mode”. Il racconto cerca di allontanarsi dalle abitudini del pubblico mainstream, sfidando lo spettatore a digerire quella che è una rappresentazione difficile. I ritmi, prima lenti, diventano sempre più serrati con il susseguirsi delle puntate grazie ad un’importante svolta narrativa che terrà lo spettatore incollato allo schermo.