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Harry Potter I doni della morte - Parte 1

15 anni di Harry Potter e i Doni della Morte

Il 19 novembre di 15 anni fa usciva nelle sale Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1, l’inizio del settimo capitolo della saga fantasy di J.K. Rowling.

Harry Potter è una saga che non ha bisogno di presentazioni. Personaggi dai nomi immortali che oggi vengono usati come metafore per indicare comportamenti buoni o cattivi. D’altronde, se accusiamo qualcuno di essere proprio un Voldemort gli stiamo dando della persona buona o dello spietato malvagio? Tutti, nessuno escluso, sa cosa intendiamo.

Sembra ieri, ma sono passati già 15 anni dall’uscita in sala di Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1, il penultimo capitolo dell’adattamento  cinematografico del romanzo della scrittrice britannica. Questo racconta la storia del più famoso mago del mondo, Harry Potter, interpretato da Daniel Radcliffe, e dell’eterna lotta contro la magia oscura impersonificata da Lord Voldemort, interpretato dal grande Ralph Fiennes. Considerato uno dei film più belli della saga, usciva il 19 novembre 2010.

Gli ultimi due capitoli: I Doni della Morte

Le riprese del film ebbero inizio nel 2009 in concomitanza con quelle dell’ottavo e ultimo film, Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2, uscito nel 2011, entrambi diretti dal regista David Yates (che ha diretto anche l’Ordine della Fenice e Il Principe Mezzosangue). Questi due ultimi capitoli vedono il giovane Harry insieme ai suoi inseparabili amici Ron Weasley (Rupert Grint) ed Hermione Granger (Emma Watson) andare alla ricerca degli Horcrux, oggetti nei quali l’Oscuro Signore, per proteggersi da un’eventuale attacco, nel corso della sua vita ha nascosto pezzi della sua anima così da poter rimanere in vita per sempre.

Sappiamo poi com’è finita: non senza difficoltà e con gravi perdite da far piangere anche il più insensibile degli spettatori, la magia oscura viene sconfitta nella battaglia finale tra le mura di Hoghwarts. La conclusione coincide là dove l’avventura era iniziata, dal binario 9 3/4 quarti della stazione ferroviaria londinese di King’s Cross.

Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1 fu un vero successo al botteghino: con una spesa stimata in circa 200 milioni di dollari, ha ottenuto un guadagno globale di 960 milioni di dollari. Nella classifica complessiva tuttavia è arrivato “solo” terzo, dietro a Harry Potter e la Pietra Filosofale, con un guadagno di poco più di 1 miliardo di dollari, e a Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2, che ha portato a casa ben 1,3 miliardi di dollari (il 20esimo maggior incasso nella storia del cinema).

Ci fu anche grande riconoscimento a livello di premi: 15 a livello globale, oltre a 2 candidature ai premi Oscar come miglior effetti speciali e miglior scenografia e 2 ai premi BAFTA come miglior effetti speciali e come miglior trucco.

Perché Harry Potter – I Doni della Morte è stato diviso in due?

Il settimo e ultimo romanzo della saga firmata J.K.Rowling, in base alle diverse edizioni, si aggira tra le 650 e le 760 pagine, uno dei più lunghi della serie. L’adattamento cinematografico è stato costretto, per vari motivi narrativi, commerciali e produttivi, a dover “spezzare” in due il romanzo e dare vita a due film separati. Questo data la densità del racconto e varie sotto trame al suo interno, come le storie degli Horcrux e dei Doni della Morte. Nei capitoli precedenti infatti era stato necessario tagliare numerose scene e spiegazioni importanti per garantire un minutaggio adeguato, che di media sfiora nel 2h30. L’obiettivo era quello di rimanere il più possibile fedeli al libro.

Altro motivo riguarda il ritmo e il tono dei due film, diversi tra loro: il primo più lento e introspettivo, con molti dialoghi, mentre il secondo con molta più azione. Questo per poter raccontare gli eventi finali in modo più adeguato e lasciare un adeguato spazio emotivo alla storia. Ciò ha dato modo alla casa di produzione, la Warner Bros, di creare un vero e proprio evento cinematografico, creando un’innegabile suspense narrativa e dare maggior peso all’epilogo.

Ultimo ma non meno importante è stato il motivo commerciale: Harry Potter è uno dei franchise più redditizi della storia, e la divisione dell’ultimo capitolo ha permesso di massimizzare gli incassi, come detto in precedenza, in modo imponente.