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Brigitte Bardot

Brigitte Bardot: la morte dell’eterna bellezza

Brigitte Bardot: morta l’attrice francese simbolo e icona al tempo stesso dell’eterna bellezza, destinata a restare per sempre nel cuore del grande cinema.

E’ stata una delle più grandi attrici del cinema francese, internazionale e non solo. Artista di spessore superiore, giustamente inserita nella lista delle dive più popolari del passato, presente e  futuro (dal momento che il suo nome e i suoi lavori non verranno mai dimenticati).

La sua recitazione era classe, stile, arte pura, in grado di mantenere un certo equilibrio ma anche di osare quel tanto che basta. Simbolo di bellezza ma non solo in senso meramente estetico. Bellezza come luce, solarità, charme, fascino, al pari di altrettanto meravigliose attrici come Sophia Loren (per dirne una, non a caso anche lei icona mondiale).

Come ogni artista, ma anche essere essere umano che si rispetti, ha avuto i suoi momenti di crescita, stabilità, caduta, crisi, riscatto. Ma quello che nessuno potrà mai toglierle è la  capacità di arrivare alle anime del suo pubblico, come un segno indelebile nel tempo che non passa mai.

Brigitte Anne Marie Bardot, anche conosciuta come B. B. (Parigi, 28 settembre 1934- Saint-Tropez, 28 dicembre 2025), è stata nel corso della sua lunga vita (91 anni) attrice, attivista, modella e cantante francese. Proprio il lavoro da attivista portò al suo abbandono del cinema nel lontano 1973, per dedicarsi agli animali. Nel 1962 divenne anche cantante, in seguito agli esordi come modella per diverse riviste e copertine di moda. Figlia dell’industriale Louis Pilou Bardot (1896-1975) e di Anne Marie Mucel (1912-1978), vede la sua infanzia molto tormentata. I suoi genitori le preferiscono sin dagli inizi la sorella, con una educazione per entrambe comunque molto severa e dettata alle regole. Soffre inoltre di ambliopia, che non le consente di vedere correttamente con l’occhio sinistro.

Il suo talento si nota già dai 7 anni, con il padre che inizia a scrivere film su di lei iscrivendola  al Conservatorio di Parigi. Man mano, negli anni, viene contattata per vari servizi fotografici, sino ad essere notata a piccoli passi dai più grandi registi del momento, come Marc Allegret.

Brigitte Bardot, la prima apparizione cinematografica

Il suo esordio ufficiale sul grande schermo avviene nell’anno 1952, per il film Le true Normand, cui seguirà poco dopo Manina ragazza senza veli. Al pari di Marilyn Monroe ( simbolo di bellezza di eguale livello) diviene ben presto, soprattutto per i media degli Stati Uniti d’America, icona della sessualità degli anni Cinquanta e Sessanta. Sarà la prima ad esibire il monokini. In Francia, dove il topless era conosciuto, la cosa non suscitò grande scalpore, ma negli Stati Uniti venne considerato un vero scandalo a tutti gli effetti. Questo le consente di divenire però il soggetto per eccellenza per i dipinti di Andy Warhol. Nonostante la sua carriera continui a decollare, continua al tempo stesso a non essere vista di buon occhio specialmente dal mondo hollywoodiano, poichè considerata “solo” come semplice modella glamour. Tutto ciò non le evita l’appellativo di “dea del sesso”, agli inizi dei primi anni Sessanta.

Brigitte Bardot, tre film, tra successo e dolore

La verità (1960, diretto da Henri-Georges Clouzot) si rivela doloroso ma fondamentale per la sua carriera. Per girarlo trascura la sua famiglia (il marito malato ed il figlio appena nato), ma il regista le richiede totale impegno e dedizione, come caratteristica delle grandi professioniste. Inizia una relazione difficile con il protagonista del film Samy Frey. A fine riprese arriverà a tentare il suicido, ma il film riceverà numerosi apprezzamenti da pubblico e critica.

Vita privata (1961, diretto da Louis Malle) contiene molti elementi autobiografici. Poco tempo dopo Brigitte si ritira nel Sud della Francia e tenta il suicidio (in questo periodo i tentativi saranno molteplici) ma in seguito la sua vita comincia ad apparire più normale e le pressioni su di lei si affievoliscono.

Erasmo il lentigginoso (1965, al fianco di James Stewart) è l’occasione invece per apparire nelle vesti di se stessa. Dopo aver poi girato più di cinquanta film , deciderà di ritirarsi dalle scene nel 1974, posando nuda (nello stesso anno) sul numero dell’edizione italiana della rivista Playboy.

La musica

Nel 1962 affianca alla sua carriera di attrice anche quella di cantante, , pubblicando numerosi singoli e album. Nel 1967 collabora con Serge Gainsbourg, che scrive per lei alcune canzoni quali Bonnie and Clyde, Comic Strip e Je t’aime … moi non plus. A causa di beghe legali, quest’ultimo brano inciso durante il periodo della loro breve relazione, viene ritirato, per poi essere ripubblicato nel 1986 in versione remixata (con la nuova compagna di Serge), divenendo un successo planetario tra i più censurati.

Attivismo

Altra importante carriera è quella di attivista, specialmente nelle cause legate agli animali (cui si dedica dal momento in cui sceglie di abbandonare le scene). Interviene spesso nelle cause di diritti animali, arrivando molte volte a denunciarne lo sfruttamento e a diventare vegetariana. E’ del 1968 la sua Fondazione Brigitte Bardot per il benessere e la protezione degli animali, che finanzia con 3 milioni di franchi vendendo all’asta numerosi suoi gioielli e altri oggetti personali di varia caratura. Nel 1996 pubblica il romanzo autobiografico Initiales B.B. (ispirato all’omonima canzone di Serge Gainsbourg) pubblicato anche in Italia ma con il titolo Mi chiamano B.B., in cui racconta la sua vita, i suoi tormentati amori, la sua carriera ed il sempre conflittuale rapporto con la stampa.

Sempre nel campo del’attivismo, riguardo la politica, Brigitte non nasconde mai il suo orientamento a destra, sostenendo con forza Charles de Gaulle. 

Musa ispiratrice di cantanti, registi, fumettisti e pittori

La morte

Brigitte Bardot muore il 28 dicembre 2025, a Saint-Tropez, all’età di 91 anni. Si può dire che sia stata una diva dalla doppia personalità. Quella pubblica, fatta di successi, soddisfazioni, riconoscimenti, ricchezza. E quella privata, purtroppo più complessa, tormentata, falcidiata dai tentativi di suicidio, da matrimoni non riusciti, da eccessi incontrollabili. Come accade spesso ai grandi, la loro aura professionale si scontra senza esclusione di colpi con la fragilità interiore, difficile da gestire, da controllare e da sostenere.

Nonostante ciò, una cosa soltanto resterà intatta. Una certezza. Brigitte Bardot è di diritto tra i grandi nomi del cinema mondiale, ed il suo grande mito, legato anche alla sua controversa immagine di artista e donna, non tramonterà mai.

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