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David Bowie

David Bowie, dieci anni dalla morte

Il Duca Bianco, Ziggy Stardust o David Robert Jones: con qualsiasi nome lo vogliate ricordare, oggi celebriamo David Bowie nel decennale della sua scomparsa.

David Bowie

Correva l’anno 2016: Donald Trump diventava presidente per la prima volta, in televisione esordiva Stranger Things, e al cinema si affrontavano senza esclusione di colpi Lo Chiamavano Jeeg Robot, Batman V Superman: Dawn of Justice, Animali Fantastici e Dove Trovarli e Star Trek Beyond.

Ma fu anche un anno estremamente negativo dal punto di vista mediatico: i telegiornali erano costellati di attentati, conflitti e tensioni internazionali, la società appariva divisa e instabile come in pochi altri momenti della storia moderna, e da Alan Rickman a Prince, da Bud Spencer a George Michael, passando per Carrie Fisher e Muhammad Ali, numerosissime celebrità sono passate a miglior vita.

Ma il 10 gennaio di quell’infausto anno, esattamente dieci anni fa, a lasciarci fu David Bowie: cantante, attore, pittore, innovatore e provocatore, non esiste forma d’arte che David Robert Jones non abbia in qualche modo toccato, e di conseguenza influenzato, facendo di lui uno dei più grandi intrattenitori e showman della storia moderna.

L’innovazione da lui portata nel mondo musicale rivoluzionando il Glam Rock per mezzo di brani quali Heroes o Starman, la creazione del personaggio di Ziggy Stardust, risultato dall’incontro di musica, immaginario fantascientifico e l’icona divistica dello stesso Bowie, la sua fascinazione per qualsiasi forma di trasgressione e ambiguità, sono tutte cose che da spettatori già conosciamo e che sono già state ampiamente approfondite e snocciolate in sedi più opportune da persone più competenti, e che sicuramente non ha alcun senso cercare di sintetizzare forzatamente in un sito di cinema.

Ma il Duca Bianco ha lasciato la sua inconfondibile orma multicolore anche in quest’ultima forma d’arte, un’orma che andremo a ripercorrere in memoria di un divo la cui arte ha trasceso qualsiasi forma di mortalità.

David Bowie e il cinema

La prima apparizione di David Bowie al cinema, avvenuta con L’Uomo che cadde sulla Terra, di Nicolas Roeg, nel quale interpretava il protagonista Thomas Jerome Newton, un alieno intenzionato a salvare il suo pianeta, una figura ascetica e androgina che guarda all’umanità con curiosità ma anche distacco emotivo.

Oltre a ricordare sotto molti aspetti l’alter ego di Bowie, Ziggy Stardust, Newton setta anche lo standard di tutte le successive apparizioni cinematografiche dell’artista, le quali saranno relativamente poche, è vero, ma tutte memorabili e d’impatto.

Dal politico e freddo Ponzio Pilato de L’Ultima Tentazione di Cristo di Martin Scorsese, allo psicopatico Jack Sikora in Il Mio West, da Nikola Tesla in The Prestige di Christopher Nolan al ruolo da doppiatore in Arthur e il Popolo dei Minimei di Luc Besson, passando per l’irresistibile cameo nei panni di sé stesso in Zoolander.

L’esperienza cinematografica di David Bowie sembra essere stata segnata dallo stesso mantra che ha caratterizzato quella musicale: mai in alcun modo ripetersi, non fare in modo di essere dato per scontato e cogliere sempre di sorpresa il pubblico, mettendo in scena ciò che si vuole mostrare, non necessariamente quello che gli altri vogliono vedere.

Un’approccio filosofico all’arte grazie al quale David Bowie ha potuto rendere immortale il suo nome, e noi spettatori abbiamo la fortuna di aver goduto di uno dei più grandi performer di tutti i tempi.