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libro

Giornata del libro 2025: 5 film consigliati

In occasione della giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, ecco 5 film consigliati tratti proprio da opere letterarie, tutti con mini-recensione.

 

 

Che mondo sarebbe senza libri? Sicuramente più grigio e raccontato peggio.

E’ il cinema? Che cinema sarebbe senza libri? Non possiamo saperlo. La verità è che il cinema è ed è stato il frutto di tante influenze diverse, in primis dal teatro per modo di raccontare e inscenare e dalla fotografia per la tecnologia.

Dobbiamo ricordarci che quello che siamo abituati a conoscere come cinema è solo un tipo di cinema. Ma il cinema è raccontare con il movimento; con immagini in movimento. Ecco quindi che (per quanto ci possa dolere ammetterlo) anche il video di un tik toker è comunque cinema. 

Magari chissà, senza l’influsso narrativo portato anche della letteratura, il cinema che avremmo considerato come tale sarebbe stato proprio questo. O magari uno più simile a quelli neorealisti o di Cassavetes.

Comunque sia, oggi siamo qui per consigliarvi 5 titoli (che potreste non conoscere) ognuno tratto proprio da un libro. Magari li conoscete tutti ma forse non sapete che sono tratti da libri. Nel caso contrario (e spero che sia il vostro) non vi resta che prendere carta e penna.

 

 

1- Jackie Brown (1997)

Tarantino

REGIA: Quentin Tarantino;

LIBRO DA CUI E’ TRATTO: Punch al rum di Elmore Leonard;

BUDGET: 12 milioni $;

INCASSI: 74,7 milioni $;

MINI-RECENSIONE: Una protagonista femminile veramente in gamba e il cui rapporto d’amore platonico con Max tocca vette di tenerezza che sono stati difficilmente eguagliati nel resto della filmografia di Tarantino.

E’ il meno tarantiniano dei suoi film? Può darsi nell’estetica e nella violenza messa a freno, ma sul fronte della sceneggiatura il suo stile si nota a meraviglia.

Ritmo perfetto, la trama il punto forte, intricata il giusto ma che comunque non ti lascia indietro e che alla fine ti ritorna perfettamente.

Il tasso di attenzione sale soprattutto perché sai che quando c’è di mezzo il buon Quentin tutto può succedere da un momento all’altro, nonostante qui ci siano meno stravolgimenti o colpi di scena di quanto si possa pensare.

 

2 – Lasciami entrare (2008)

Lasciami entrare - Almanacco Cinema

REGIA: Tomas Alfredson;

LIBRO DA CUI E’ TRATTO: Lasciami entrare di John Ajvide Linqvist;

BUDGET: 4 milioni $;

INCASSI: 11,2 milioni $;

MINI-RECENSIONE: Abbiamo già trattato questo film in una recensione più estesa, a cui vi rimandiamo.

L’errore più grande che si potrebbe fare approcciandosi a questo film è quello di considerarlo un horror. Un horror classico, almeno, o uno di quelli maggiormente diffusi attualmente.

Una storia squisitamente agrodolce, che parla di amicizia ma anche di violenza e della malvagità umana. Una lettura del vampiro originale, fortemente drammatica e che è un piacere vedere.

Un film che riesce a riflettere perfettamente lo spirito e l’atmosfera del libro, risultando fedelissimo. Casting perfetto, bellissime (come anche nel libro) le scene di interazione tra Oskar ed Eli.

Titolo consigliatissimo, come anche il libro, tutt’oggi il più celebre dello bravissimo scrittore svedese.

 

 

3 – L’arminuta (2021)

Arminuta

REGIA: Giuseppe Bonito;

LIBRO DA CUI E’ TRATTO: L’arminuta di Donatella Di Pietrantonio;

BUDGET: non noto;

INCASSI: 596 547 €;

MINI-RECENSIONE: Libro molto famoso in Italia (premio Campiello 2017) e che vi consigliamo assolutamente di leggere prima di vedere questo film. Molto breve e scritto di un bene raro.

Sofia Fiore e Carlotta De Leonardis reggono praticamente il film solo con la loro interpretazione. La De Leonardis ultimamente la abbiamo anche potuta apprezzare in L’ultima volta che siamo stati bambini di Claudio Bisio.

Il film è molto bello, riesce a trasmettere le emozioni di questa bambina che si trova ad affrontare la crescita passando da due famiglie diverse. Forse il film riesce meno ad esplorare alcuni aspetti psicologici della stessa Arminuta, ma è un piccolo difetto comprensibile dal passaggio pagina-film e glielo si fa passare.

Un buon supporto è offerto dalle musiche di Giuliano Taviani e Carmelo Travia.

 

 

4 – I tre moschettieri: D’Artagnan (2023)

Moschettieri - Almanacco Cinema

REGIA: Martin Bourboulon;

LIBRO DA CUI E’ TRATTO: I tre moschettieri di Alexandre Dumas;

BUDGET: 72 milioni €;

INCASSI: 32 milioni €

MINI-RECENSIONE: In questo caso soffermarsi sul libro da cui è tratto questo film è del tutto superfluo. Anche questo film è stato trattato in una recensione più estesa.

Una lettura dei moschettieri (che tornano in Francia, dopo le versioni britanniche e statunitensi) più sporca e meno romanzata, ma non per questo priva di fascino.

Ottime le scene d’azione, dove si vede molto l’ispirazione (dichiarata) a Alejandro González Iñárritu. Meno montaggio, più piani sequenza.

Casting coi fiocchi, dai regnanti a Tréville. Vincent Cassell, Eva Green e Romain Duris sono perfetti nei rispettivi ruoli di Athos, Milady ed Aramis. Duris torna a lavorare con Borboulon dopo Eiffel (2021).

 

 

5 – Jojo Rabbit (2019)

Jojo Rabbit, il focus per Almanacco Cinema

 

REGIA: Taika Waititi;

LIBRO DA CUI E’ TRATTO: Il cielo in gabbia di Christine Leunens;

BUDGET: 14 milioni $;

INCASSI: 90,3 milioni $;

MINI-RECENSIONE: Anche a questo film abbiamo già dedicato una recensione più estesa.

Film sì tratto da un libro, ma che Taika Waititi adatta piuttosto liberamente. Basti pensare che nel libro, finita la guerra, Johannes, per non separarsi da Elsa, le facendole credere che sia stata la Germania nazista a vincere la guerra, impedendole così di uscire di casa.  Adatta bene, però. Grazie a questa sua riscrittura Waititi riceverà l’Oscar e il BAFTA alla migliore sceneggiatura non originale nel 2020.

Ad oggi di certo il miglior lavoro di Waititi. Dolce, divertente e commovente. Un film che lancia bei messaggi sul razzismo, l’amore, la guerra e la propaganda.

Una prova davvero ottima per Sam Rockwell che ha la sua scena migliore nell’arrivo della Gestapo a casa di Jojo e nell’ultima che lo riguarda. Molto brava anche la Mckenzie, che con questo film si fa conoscere al grande pubblico per la prima volta.

Regia davvero ispirata ed originale, soprattutto per modo di trattare il contesto. Anche La vita è bella trattava gli stessi temi con comicità, ma era tutt’altra storia. La comicità di Jojo Rabbit si muove in equilibro tra il no-sense e l’iperbolico, in totale contrasto con lo sfondo della shoah e della guerra. Un agrodolce veramente molto gradevole. Esilarante, ad esempio, la questione del saluto nazista.

 

 

 

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