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Gioventù ribelle
È la società che influenza l’arte o l’arte che riesce a manipolare le menti delle persone: un’analisi del mondo della gioventù e quello del cinema.
Allo stato attuale delle cose nel mondo in cui siamo costretti a vivere, esiste un moto ciclico strutturato in gradi di separazione che distanzia i diversi animi e le differenti personalità che compongono la società. Nell’epoca attuale, soprattutto per via dell’influenza culturale e politica degli Stati Uniti d’America, tutto sembra essere polarizzato e diviso in bianco o nero.
In questo, l’arte ci viene in aiuto, il cinema ci viene in aiuto. Un rapporto di osmosi reciproca tra società e settima arte che si è instaurato inconsciamente già dai primi del ‘900, con film importanti – ed altrettanto dannosi – come Nascita di una nazione, ed anche prima, con i fratelli Lumière con L’uscita dalle officine Lumière e L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat. Il progresso, le differenze tra classi, gli scontri, i vecchi, i giovani.
Ribelle senza causa
Soprattutto nella zona del Nord America, nel secondo dopoguerra, gli USA vissero un’esponenziale crescita economica che li rese la più grande potenza al mondo ma che, paradossalmente, fu accompagnata da uno stato sociale estremamente contraddittorio, segnato da totale conformismo e rigido controllo. Già dalla metà degli anni ’50 ci sono moti di ribellione da figli stanchi della media borghesia.
Esiste un personaggio tragico e shakesperiano come il Jim Stark–James Dean del cult Gioventù bruciata? Un ribelle senza motivo apparente per esserlo, in una linea che parte da lì e si muove fino ai giorni nostri: potrà sembrare ridicolo, ma anche un film come Project X condivide questo. L’alienazione da un mondo non proprio e la voglia di rompere la monotonia, anche con la violenza ingiustificata. Esempio nostrano: Funeralopolis di Alessandro Redaelli.
Figli della violenza
Ma la violenza è un qualcosa che si autoalimenta e campa su sè stesso. Nel 1950, il visionario Luis Buñuel gira e scrive Los Olvidados – I figli della violenza. Un gruppo di giovani che vive nei bassifondi è costretto a ricorrere alla violenza ed alla criminalità per riuscire a sopravvivere, permettendo così di lasciar corrompere moralmente chiunque graviti nel cerchio.
La connessione tra povertà e criminalità non serve a giustificare le conseguenze di nessun tipo di azione, ma ci aiuto a comprendere. A trent’anni dalla sua uscita, L’odio di Mathieu Kassovitz rimane indissolubilmente, ancora oggi, un manifesto di gioventù in rivolta e di contestazione che parte dal basso, dagli ultimi, coloro che cercano di sopravvivere e, se riescono, di vivere, e basta.

Giovani contro vecchi
La violenza porta altra violenza e lo scontro, che sia ideologico o bellico o sociale o culturale, è inevitabile. Oggi più che mai vediamo contrapposti lati ben diversi di una medaglia sbiadita, ma sembra più che si viaggi su guerra generazionale piuttosto che classista o sociale. L’inerme gioventù bruciata contro la vecchia dirigenza che ha condannato questo mondo. Lester contro la figlia Jane – Kevin Spacey e Thora Birch – in American Beauty.
Ne La rabbia giovane, esordio al cinema del maestro Terrence Malick, uno scontento e giovane Martin Sheen inizia una relazione con la quindicenne Sissy Spacek. I due si mettono contro tutto pur di stare insieme per fare… nulla. Cercare solamente di vivere lontano dal controllo dei genitori, anche se questo significa assolutamente niente. L’Enea di Pietro Castellitto, come il suo I predatori, si muove proprio su questa linea di confine tra ribellione contro i propri padri e le proprie madri, il confronto di classe e la criminalità giustificata solamente dalla voglia di farlo, senza che nessuno possa dire nulla.
Conflitto di classe
E se adesso sembra che il divario che porta al contrasto tra due parti della nostra società sia una questione tra generazioni per fatto cronologico di età, dai primi del ‘900 per quasi tutto il 20esimo secolo si è parlato di lotta di classe e di conflitto tra poveri e ricchi, tra proletariato e capitalisti, tra classe media e borghesia. Un divario economico-culturale. Dalla fine di quell’età del consenso alla fase della contestazione: Il processo ai Chicago 7 ed il ’68 – proprio il 2 settembre 1945 il Vietnam proclamava la sua indipendenza dalla Francia, aprendo le strade per il futuro conflitto.
Impossibile non pensare al capolavoro Arancia meccanica, l’ibrido grottesco-fantascientifico del genio assoluto Stanley Kubrick, che sfidava il pubblico in periodo non così liberi e semplici. E sicuramente, senza la Nouvelle Vague e film come I 400 colpi, non sappiamo se ci sarebbe riuscito. Ma mentre prima si provava a mostrare un lato diverso e più nascosta della società, oggi questo viene trasformato, ed un cult importante – seppur non così straordinario come si pensi – come Fight Club si trasforma in una base per meme dei social.
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