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Heated Rivalry, la serie HBO Max tra sport e identità LGBTQ+

Heated Rivalry, la serie HBO Max tra sport e identità LGBTQ+

Heated Rivalry, la nuova serie fimata HBOMax, intreccia sport professionistico, sesso, identità e rappresentazione LGBTQ

Heated Rivalry, la nuova serie TV HBO Max prodotta in Canada, è una delle serie più discusse al momento per il modo in cui racconta una relazione LGBTQ+ all’interno dello sport professionistico.

Adattata dall’omonimo romanzo di Rachel ReidHeated Rivalry mette al centro una storia d’amore tra due giocatori di hockey su ghiaccio, uno degli spazi più ostili alla visibilità queer nella cultura sportiva contemporanea.

La serie non si limita a raccontare una storia romantica: utilizza l’hockey come strumento narrativo per riflettere su mascolinità tossica, identità e desiderio, mostrando come la pressione del successo, dell’immagine pubblica e delle aspettative sociali possa trasformarsi in un sistema di controllo.

Heated Rivalry, la trama

Heated Rivalry segue Shane Hollander e Ilya Rozanov, due giocatori di hockey professionisti e capitani di squadre rivali. In pubblico sono avversari sportivi, simboli di una rivalità alimentata da tifosi, media e sponsor. In privato, però, intrattengono una relazione segreta che si sviluppa nel corso degli anni, lontano dai riflettori e dalle aspettative imposte dallo sport professionistico.

Il desiderio diventa qualcosa da nascondere, negoziare, rimandare, mentre la carriera impone silenzi e compromessi. Heated Rivalry racconta così il prezzo della visibilità nello sport, mostrando come ogni deviazione dalla norma possa mettere a rischio una carriera costruita con fatica e disciplina.

Dai romanzi alla serie TV: Game Changers

Heated Rivalry nasce all’interno della saga di romanzi Game Changers, scritta da Rachel Reid e pubblicata tra il 2018 e il 2022. La serie TV HBO Max è tratta dalsecondo libro della saga, Heated Rivalry, diventato rapidamente un punto di riferimento del romance sportivo LGBTQ+ grazie alla centralità della relazione tra i due protagonisti.

Nei romanzi, Shane e Ilya tornano protagonisti anche in The Long Game, che approfondisce le conseguenze di una relazione vissuta per anni nell’ombra e il peso del tempo sulle scelte dei personaggi.

Il sesso come linguaggio narrativo

La regia di Jacob Tierney adotta uno stile essenziale e fortemente fisico, in cui la messa in scena privilegia i corpi e gli spazi chiusi. Spogliatoi, camere d’albergo e corridoi anonimi diventano luoghi di confronto emotivo, dove ciò che non può essere detto pubblicamente prende forma attraverso gesti, silenzi e prossimità. In Heated Rivalry, il corpo diventa così il primo strumento narrativo, prima ancora della parola.

Non a caso, uno degli aspetti più discussi della serie è l’uso della sessualità come elemento strutturale della narrazione. Le scene di sesso non sono mai decorative o gratuite, ma funzionano come un vero linguaggio, attraverso cui i personaggi comunicano ciò che non riescono – o non possono – esprimere a parole.

Hudson Williams e Connor Storrie

Parte del successo di Heated Rivalry è dovuto anche alle interpretazioni di Hudson Williams Connor Storrie. Entrambi con ruoli marginali alle spalle, sono riusciti a costruire personaggi solidi e riconoscibili, dando forma a una relazione credibile e stratificata.

Se da una parte Williams offre una rappresentazione misurata e intensa di Shane – fatta di silenzi, esitazioni e disagio trattenuto – dall’altra Storrie compie un lavoro particolarmente accurato nel restituire un personaggio russo attraverso accento, postura e identità culturale (da citare il monologo completamente in russo).

Interrogati su come siano riusciti a costruire una tale intesa sullo schermo, i due attori hanno risposto con una frase secca: Siamo attori. È il nostro lavoro.

Una risposta che ha riacceso un dibattito ormai ricorrente sulla sessualità degli interpreti che incarnano personaggi LGBTQ+. Come già accaduto con Kit Connor per Heartstopper, anche Williams e Storrie sono finiti al centro di speculazioni e pressioni riguardanti la loro sessualità.

A intervenire pubblicamente è stato François Arnaud, che nella serie interpreta Scott Hunter, difendendo la scelta dei due protagonisti:

“È molto chiedere a due giovani attori di dare così tanto, e hanno dato così tanto alla serie, ma non devono dare tutto. Questo non vuol dire che una rappresentazione positiva non sia importante, ma essere un attore non ti obbliga a condividere la tua vita privata. Se vuoi farlo, benissimo. Se non vuoi, allora non deve essere la tua missione”.

Heated Rivalry, la serie HBO Max tra sport e identità LGBTQ+

La rappresentazione LGBTQ+ in TV

Negli ultimi anni, serie TV come HeartstopperIntervista col vampiro (qui la nostra recensione) e Young Royals – citata più volte dal regista come fonte di ispirazione – hanno ripreso un discorso avviato anni fa da titoli come Queer as Folk. Una tradizione che ha messo al centro del racconto storie queer, contribuendo a ridefinire i confini tra drama, serialità e politica del corpo.

Se, come detto, la rappresentazione gay maschile ha compiuto passi avanti evidenti, i dati mostrano però come il quadro resti ancora sbilanciato. Secondo i report annuali di GLAAD, i personaggi gay cisgender maschili continuano a essere i più presenti, mentre bisessuali e donne queer risultano meno visibili o spesso raccontati attraverso stereotipi. La bisessualità, in particolare, viene frequentemente trattata come una fase transitoria: oltre la metà dei personaggi bisessuali in TV è mostrata esclusivamente in relazioni monosex, rafforzando così l’idea che si tratti di un’identità provvisoria.

Critici come Shannon Keating e Alexander Chee hanno osservato come la bisessualità venga accettata finché resta facilmente incasellabile, diventando invece scomoda nel momento in cui rivendica la propria complessità.

Quando e dove vedere Heated Rivalry in Italia

Al momento Heated Rivalry non è ancora disponibile ufficialmente in Italia. L’arrivo di HBO Max nel nostro paese a gennaio apre però nuove possibilità per l’inserimento della serie nel catalogo italiano. A rafforzare questa ipotesi c’è anche il fatto che Sky ne ha acquistato i diritti, rendendo plausibile un approdo su Sky Italia o NOW.

Nel frattempo, la serie prosegue la sua programmazione internazionale: sono già disponibili cinque episodi, mentre il prossimo è atteso per il 26 dicembre. Una data che sui social è diventata oggetto di ironia, con utenti che scherzano sul fatto che quel giorno si capirà chi è uno Stranger Things boy e chi una Heated Rivalry girl.

Perché Heated Rivalry è un caso culturale

Heated Rivalry, dunque, non è solo una classica storia d’amore che si muove all’interno di trope ben riconoscibili – enemies to loversslow burnsecret relationship – ma una serie che è riuscita a portare sullo schermo, e soprattutto fuori da esso, una discussione reale sulla rappresentazione queer nello sport. Un discorso ancora più significativo poichè ambientato in un contesto tradizionalmente ostile, come l’hockey professionistico.

È anche per questo che Heated Rivalry è diventata rapidamente la serie del momento. Se ne parla ovunque: dai social, dove circolano meme e analisi dei personaggi, fino ai contenuti più leggeri come i test di BuzzFeed (Che personaggio di Heated Rivalry sei?) o l’attenzione riservata alla skincare routine di Hudson Williams.

Ora non resta che attendere il suo arrivo ufficiale in Italia.

 

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