Il cinema italiano oggi

Il cinema italiano oggi

Il cinema italiano non era così in forma da decenni, un livello autoriale che non si raggiungeva da tempo e non possiamo esserne piu’ felici. 

Qualcosa si muove. Magari è solo un’illusione, pero’ il fatto che escano due film d’autore di grande portata come questi nello stesso periodo non è un caso. Il 2 Ottobre sono usciti Testa o Croce? di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis e Le città di pianura di Francesco Sossai, presentato già dal 25 Settembre esclusivamente in alcuni cinema del Triveneto. Due film ad un primo sguardo diversi ma che hanno molto in comune. Entrambi, infatti ci dimostrano che il cinema italiano c’è, ci sono gli autori e riescono persino a fare dei film con libertà creativa.

La depressione cinefila italiana infatti ha radici ben salde nell’alta richiesta, rimasta delusa e inappagata per molto tempo. “Non ci sono piu’ i registi di una volta” e “Non ci sono piu’ le idee” sono state tra le risposte piu’ utilizzate alla domanda “Ma cosa è successo al cinema italiano?”

Pre Covid e post

Si puo’ parlare di numeri e statistiche ma non si puo’ non partire dal Covid. La pandemia ha stravolto notevolmente il mondo moderno in tutti i settori e le industrie. Se uniamo il lockdown al mutamento socio-culturale dovuto sll’rvoluzione social e del formato verticale principalmente grazie a TikTok, il cinema è una delle arti e, da un punto di vista economico, uno dei business che ne ha risentito di piu’ con un crollo globale.

A tutto cio’ va aggiunta anche la crisi dovuta ai blocchi dei fondi e dei finanziamenti pubblici per le produzioni audiovisive che sono rimaste bloccate e a conti fatti, il numero di film realizzati è diminuito notevolmente. Il blocco dei fondi fu dovuto sempre in collegamento alla bazzicante ripresa dal periodo del Covid ma comunque nessuno si interessò di fare una riforma per ripristinare la situazione arrivando così alla sospensione dei finanziamenti stessi. Non con poche peripezie, ricordiamo lo sciopero di gran parte del settore cinematografico italiano dell’anno scorso dallo sciopero di Hollywood, l’Italia è riuscita pero’ a superare questo periodo anche grazie a investimenti privati e al tax credit, un meccanismo che sottoforma di imposta riesce ad ammortizzare i costi permettendo di recuperli in parte.

Breve ripresa o resurrezione?

Ma quindi il cinema italiano, sta bene o no? Dati alla mano, il botteghino del cinema italiano sta raggiungendo quest’anno numeri che non si vedevano dal pre-covid . Il botteghino del 2024 ammonta a 121 milioni mentre dal 1 Gennaio di quest’anno l’andamento è stabile e a tratti superiore all’anno scorso. Per i film italiani invece, fino ad Agosto si conta un incasso di 68,5 milioni. Chiaramente a guidare gli incassi degli ultimi tempi sono registi affermati e gettonati come Sorrentino o Ozpetek, anche le solite “commedie” italiane ma non mancano sorprese come Berlinguer-la grande ambizione o Iddu-l’ultimo padrino Dunque viene spontaneo dirsi che il cinema in italia si puo’ ancora fare.

Il problema non sta nella mancanza di idee ma nel coraggio produttivo. Il coraggio di avere voglia ed ambizione di dare soldi ad autori che respirano cinema e riescono a fare del cinema vero, per le sale. Per questo, lasciando stare il lato economico che purtroppo sarà sempre una realtà, le recenti uscite possono far ben sperare. La strada è lunga e tortuosa ma aggiungendo anche La valle dei sorrisi di Paolo Strippoli, vedere tre film di genere come film di punta del panorama italiano non puo’ che farci sorridere e correre in sala.