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Il grande ritorno degli UFO tra cinema, documentari e politica

Il grande ritorno degli UFO tra cinema, documentari e politica

2026. UFO, alieni. C’è una cosa curiosa che succede ciclicamente nella storia dell’umanità: ogni tanto torniamo a guardare il cielo con sospetto.

Nel 2026 il fenomeno UFO, che oggi per sembrare più seri chiamiamo burocraticamente UAP (Unidentified Aerial Phenomena), è tornato prepotentemente di moda. E non parliamo solo dei soliti appassionati che passano le notti con il binocolo aspettando che una luce nel cielo del Nevada o nei campi del Wiltshire faccia qualcosa di interessante.

È come se il tema extraterrestre fosse uscito dalla cantina delle teorie strambe e fosse tornato nel salotto buono della discussione pubblica: parliamo di documentari, servizi segreti, audizioni parlamentari e governi che iniziano a dire cose tipo: “Ok, forse alcune di queste robe meritano di essere studiate”.

E quando succede qualcosa del genere, significa che siamo entrati nella fase della storia in cui la realtà diventa indistinguibile da una puntata di X-Files, e inevitabilmente entrano in scena tre categorie di persone: i registi di Hollywood, i giornalisti investigativi e i politici che improvvisamente scoprono che parlare di UFO fa parecchio audience.

Hollywood ha fiutato qualcosa, e così torna a guardare alle stelle

Quando Hollywood fiuta un cambiamento culturale, non lo ignora mai. Lo trasforma in film da 200 milioni di dollari. Ed ecco quindi che nel 2026 torna a parlare di UFO Steven Spielberg.

Ora, Spielberg non è uno che arriva per caso nel mondo degli alieni.

È quello che nel 1977 ha fatto venire voglia al mondo intero di salire su una montagna nel Wyoming per salutare una nave spaziale con cinque note musicali. E soprattutto è quello che ci ha fatto commuovere con E.T., cioè probabilmente il primo alieno della storia del cinema che non voleva conquistare la Terra ma semplicemente telefonare a casa.

Il nuovo film, Disclosure Day, sembra voler tornare proprio a quello spirito. Niente alieni che distruggono grattacieli e polverizzano patrioti americani, ma qualcosa di più stimolante per l’immaginazione: cosa succede davvero se scopriamo di non essere soli? Sceneggiato da David Koepp e musicato da John Williams, Disclosure Day vanta un cast che include Emily Blunt, Josh O’Connor, Colman Domingo, Eve Hewson e Colin Firth.

Il film segna la trentesima (sì, trentesima) collaborazione tra Spielberg e Williams, probabilmente il compositore cinematografico più iconico degli ultimi cinquant’anni che ha firmato le colonne sonore di Lo squalo, Star Wars, Indiana Jones, Jurassic Park e Harry Potter.  Nonostante abbia superato i novant’anni dichiara: “Ritirarmi dalla musica? Sarebbe come smettere di respirare”. E francamente, uno che ha scritto il tema di Star Wars può permettersi di dire quasi qualunque cosa.

Non solo fantascienza: gli UFO come thriller politico

Spielberg non è l’unico a riportare gli UFO sul grande schermo. Il regista Joseph Kosinski, quello che ha riportato in vita Top Gun con Top Gun: Maverick, sta lavorando a un thriller prodotto da Apple Original Films che promette di affrontare il tema da un’altra prospettiva. Non più fantascienza romantica, ma intrigo politico stile Watergate. L’idea è raccontare la storia di whistleblower e programmi segreti dedicati al recupero di oggetti volanti non identificati. E qui entriamo in un territorio interessante: quello in cui la fantascienza si mescola con la realtà.

Diversi ex funzionari governativi raccontano oggi l’esistenza di programmi militari dedicati allo studio di velivoli di origine sconosciuta. Alcune di queste testimonianze sono finite perfino davanti al Congresso degli Stati Uniti. Kosinski ha dichiarato di voler trattare il film non come fantascienza ma come “science fact”. Il che significa sostanzialmente questo: raccontare una storia che potrebbe, almeno teoricamente, essere vera.

E negli ultimi anni di testimonianze strane ne sono arrivate parecchie. Ex funzionari militari, analisti dell’intelligence e piloti della Marina hanno raccontato di aver osservato oggetti che si muovono con caratteristiche non replicabili né analizzabili dalla scienza contemporanea, portando dati su accelerazioni impossibili, virate senza inerzia o oggetti che passano dall’aria all’acqua come se la fisica fosse opzionale.

Fin qui potremmo pensare che il ritorno degli UFO sia solo una moda culturale, un interesse pseudo scientifico, ma nel 2026 è successo qualcosa che ha cambiato drasticamente il tono della conversazione: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l’avvio di un processo per declassificare progressivamente tutti i documenti governativi su UAP e fenomeni aerei non identificati dichiarando che: “È di enorme interesse pubblico”.

Il Congresso ha organizzato audizioni dedicate al fenomeno, il Pentagono ha creato un ufficio specifico per studiare questi eventi: l’All-domain Anomaly Resolution Office.

Ora, è importante chiarire una cosa. Finora non esiste nessuna prova ufficiale che gli UFO siano extraterrestri, secondo i report dell’Office of Director of National Intelligence per la quasi totalità dei casi analizzati è stato provato e documentato che si trattava di:

  • Allucinazioni strumentali quali: malfunzionamenti dei radar, distorsioni delle telecamere o dei sistemi a infrarossi, riflessi ottici sugli obiettivi, interferenze elettroniche, errori di triangolazione o tracciamento, errori di misurazione o danneggiamento della sensoristica;
  • Oggetti reali identificabili quali: satelliti o frammenti satellitari, razzi o stadi di lanci spaziali, droni civili o militari, aeromobili sperimentali, velivoli militari classificati, palloni sonda e persino lanterne cinesi;
  • Fenomeni naturali quali: meteore o bolidi, fulmini globulari, plasma atmosferico, rifrazioni della luce nel cielo, illusioni ottiche dovute alle condizioni metereologiche, riflessi di pianeti o stelle stagionalmente luminose;
  • Errori percettivi umani quali: allucinazioni dei piloti o dei testimoni, effetti prospettici e di parallasse, interpretazioni errate di oggetti lontani, fenomeni psicologici di suggestione individuale e collettiva.

Ma rimane una piccola, marginale, limitata, ridotta, contenutissima, minima, minuscola, esigua, microscopica, impercettibile, infinitesima e quasi irrilevante e trascurabile percentuale di avvistamenti che non ha ancora una spiegazione chiara.

E per un cervello umano questa è una situazione insostenibile.

I documentari sugli UFO: il vero ecosistema del mistero

Se il cinema trasforma i misteri in spettacolo, i documentari li trasformano in ossessione.

Negli ultimi anni è esplosa una vera e propria industria di serie dedicate agli UFO e ai misteri governativi. Canali come History Channel e persino la piattaforma Netflix, hanno costruito intere programmazioni basate su dossier segreti, fenomeni inspiegabili e anomalie storiche. A voi un breve elenco delle principali.

The UnXplained (2019): presentato da William Shatner, il leggendario capitano Kirk di Star Trek, esplora enigmi scientifici attraverso la storia umana.

Unidentified – Inside America’s UFO Investigation (2019): segue l’ex ufficiale dell’intelligence Luis Elizondo che presenta dossier desecretati avendo lavorato in un programma del Pentagono dedicato allo studio degli UAP.

Fantastic Fungi (2019): esplora il mondo dei funghi come un ecosistema quasi extraterrestre, mostrando la complessa rete miceliare sotterranea chiamata “wood wide web“, che collega le radici degli alberi e permette la comunicazione tra le piante, tema speculativamente trattato anche in Star Trek Discovery

The Phenomenon (2020): per la regia di James Fox (Out of the Blue, I Know What I Saw), è considerato come il più completo documentario moderno sugli UFO, ricostruendo 70 anni di storia degli avvistamenti, include interviste a politici, militari e scienziati, trattando casi celebri in USA e nel mondo.

History’s Greatest Mysteries (2020): narrato da Laurence Fishburne, e chi se non Morpheus di Matrix a guidarci nella tana del bianconiglio, riesamina i grandi misteri del passato con nuovi documenti.

Alien Worlds (2020): docuserie fantascientifica speculativa targata Netflix che immagina come potrebbe evolversi la vita su pianeti lontani utilizzando le leggi della biologia e della fisica che conosciamo sulla Terra.

Top Secret UFO Projects: Declassified (2021): incentrato sui programmi governativi desecretati legati agli UAP.

UFO (2021): docuserie Showtime prodotta da J.J. Abrams con protagonista Aidan “Dito Corto” Gillen, che analizza video militari UAP, spettacolarizzando la nuova fase della disclosure americana

Moment of Contact (2022): sempre ad opera di James Fox, si focalizza su uno dei casi più discussi di ritrovamento alieno, il caso Varginha in Brasile

Encounters (2023): una docuserie prodotta nientemeno che da Steven Spielberg che analizza alcuni casi di avvistamenti collettivi in diverse parti del mondo.

Secrets Declassified with David Duchovny (2025): distribuito in Italia come Storie Top Secret, è una serie documentaristica in 10 episodi, presentata dall’iconico protagonista di X-Files, David Duchovny aka Fox Mulder.

E inoltre: The Proof Is Out There, UFOs: Investigating the Unknown, The President’s Book of Secrets, The Secret of Skinwalker Ranch, Unacknowledged, Mirage Men, Moment of Contact, Investigation Alien, John Was Trying to Contact Aliens, e l’incredibilmente longeva Ancient Aliens che con le sue 21 stagioni e 277 episodi rappresenta da sola un caso di studio.

Naturalmente, come sempre succede in questo campo, la linea tra investigazione seria e intrattenimento spettacolare è sottilissima. Ma una cosa è certa: se queste serie continuano a esistere significa che le persone continuano a guardarle, e questo se non altro documenta qualcosa di molto interessante sulla nostra specie.

Davanti all’ignoto non riusciamo proprio a distogliere lo sguardo.