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Il mago del Cremlino

Il mago del Cremlino: altri 3 film sul potere assoluto

Il mago del Cremlino di Olivier Assayas è incentrato sulla figura di Putin e sul potere che egli incarna e se vi è piaciuto, ecco altri 3 film sul tema.

In realtà non si tratta di una mera biografia del leader russo ma della storia del suo rapporto con l’uomo che lo ha portato al potere e soprattutto lo ha mantenuto e consolidato. La pellicola è un vero e proprio trattato sul potere politico e sul suo mantenimento, propaganda compresa, che vale per qualunque Paese del globo.

Se quindi vi è piaciuto Il mago del Cremlino o se siete interessati al tema del potere ecco tre film selezionati per voi da gustarvi tutti d’un fiato.

Salò o le 120 giornate di Sodoma

Iniziamo col botto. Uno dei film più estremi mai realizzati e allo stesso tempo uno dei capolavori assoluti del cinema italiano. Pasolini sferra un pugno violentissimo allo stomaco e al cervello dello spettatore. Allo stomaco perché la pellicola a tratti può risultare veramente insostenibile per la violenza e per gli eccessi messi in scena. Al cervello per il fatto che il regista ci racconta una metafora sul potere assoluto.

I detentori del potere nel film sono dei ricchi signori del periodo fascista ma per la proprietà commutativa, anche scambiando i governanti, se essi vogliono imporre qualcosa stiamo sicuri che lo faranno. Qui siamo all’estremo assoluto: immaginiamo che alcune persone che detengono il potere decidano di rapire dei ragazzi e costringerli a subire i soprusi più efferati per soddisfare le loro più inconsce perversioni. Guardie armate ad ogni angolo ed ecco che il loro sogno malato si può avverare.

Salò è e resterà sempre un capolavoro immenso.

Il mago del Cremlino

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

Un importante dirigente di una questura uccide la su amante. Consapevole del ruolo che occupa e dei benefici che questo comporta, non solo non si preoccupa di sistemare la scena del crimine ma addirittura posiziona delle prove che normalmente lo incastrerebbero immediatamente. Abbiamo di fronte un meraviglioso film politico di Elio Petri che tratta l’infinita immunità del potere e il suo essere completamente intoccabile.

Anche davanti alla realtà e alle prove più evidenti, nessuno si può permettere di accusare l’uomo di potere, chiunque esso sia. Egli è per definizione innocente e si salverà. Caso chiuso ancora prima di essere aperto.

Regia perfetta di Petri e un Gian Maria Volontè in stato di grazia. Premio speciale della giuria a Cannes e Oscar al miglior film straniero.

Chinatown

Roman Polanski dirige questo bellissimo film incentrato su un investigatore privato, interpretato da Jack Nicholson, che indaga su un caso di infedeltà. Ovviamente sotto c’è qualcosa di molto più grande con tanto di omicidi e traffici illeciti. Quando però si scopre che a capo di tutto c’è un miliardario nonché grosso imprenditore locale, le indagini casualmente non riusciranno più a ottenere risultati.

Alla fine il potente vince sempre e il popolo è sconfitto, giustizia e forze dell’ordine comprese. Un film meraviglioso che racconta l’uomo solo di fronte a un sistema corrotto e guidato dal potere che non si può sconfiggere. Risulta impossibile fare qualunque cosa, le mani del detective è come se fossero costantemente legate col fil di ferro. Abbiamo poi uno di più bei finali mai fatti che mette in scena la triste rassegnazione e soprattutto la consapevolezza di non poter fare nulla del protagonista.