Hollywood e IA

Intelligenza artificiale, amica o nemica?

Gli utenti del web festeggiano se YouTube rimuove i finti trailer realizzati con l’intelligenza artificiale, ma perché la piattaforma non ha mai agito prima?

 

Come parte di Rendering, rubrica dedicata al ruolo dell’intelligenza artificiale nel mondo dello spettacolo, Deadline ha pubblicato un interessante approfondimento sulla percezione da parte del web, e delle major hollywoodiane, dei contenuti fake realizzati con l’IA.

La scorsa settimana, la piattaforma YouTube ha chiuso Screen Culture e KH Studio, due tra i più prolifici canali dedicati alla pubblicazione di fake trailer, e la reazione dell’utente medio è stata di giubilo ed esultanza, con qualcuno che arrivava a definire il provvedimento come “tardivo” o “una rara vittoria per YouTube”.

Nello specifico Screen Culture e KH Studio erano tra i canali più attivi e longevi di questa categoria, e sfruttando l’algoritmo di YouTube per indurre gli utenti a cliccare sui loro video (trailer che mescolavano le scene ufficiali dei film ad altre realizzate con l’IA), convincendoli che si trattasse di trailer ufficiali, erano arrivati a fatturare milioni di dollari.

YouTube, preso atto delle azioni dei suddetti canali, iniziò a vietare le pubblicità nei video in questione in quanto contenuti ingannevoli: ciò costrinse i due canali a rendere chiari i titoli dei propri trailer, non più definiti “nuovi”, quanto piuttosto “fanmade” o “concept”. Ma come si dice, “il lupo perde il pelo ma non il vizio”, e lentamente e silenziosamente i due canali erano tornati ai vecchi metodi, cosa che ha portato YouTube alla decisione di rimuoverli.

Ciò indica come i due canali siano stati chiusi per ragioni esclusivamente tecniche, non legate all’uso dell’IA generativa o alla violazione del copyright, e come quindi gli studios hollywoodiani non abbiano mai agito in maniera sistematica contro questo tipo di contenuti. Certo, ciò è ormai quasi impossibile data la quantità di materiale realizzato con l’intelligenza artificiale sul web, ma pare che anziché rimuovere i video fake, grandi major come Warner Bros., Sony e Paramount abbiano reclamato le entrate pubblicitarie dei finti trailer basati sulle loro proprietà intellettuali.

Le major in questione hanno rifiutato di rilasciare commenti sulla vicenda, motivo per cui a noi non rimane che la speculazione: perché non agire realmente contro questi contenuti mal sopportati anche dagli stessi utenti? Improbabile si tratti di una questione di soldi, visto che i guadagni generati da canali come Screen Culture erano poco più che spiccioli per major di questo calibro, così come la possibilità che li lasciassero agire per marketing gratuito, dato che toglievano potenziali click ai trailer ufficiali.

La spiegazione più credibile, è che nell’epoca dell’intelligenza artificiale è semplicemente troppo difficile tenere sotto controllo proprietà intellettuali ormai sempre più di pubblico dominio, e ogni major sceglie il proprio metodo per approcciarsi alla questione: ci basti pensare a Disney, che dopo aver stretto un accordo con OpenAI, ha richiesto a Google, ottenendola, l’immediata rimozione di decine di contenuti che violano sistematicamente i propri diritti d’autore, non riuscendo ciononostante a contenere il fenomeno dei finti trailer di Avengers: Doomsday realizzati con l’IA.

Tuttavia, l’esultanza generale per la chiusura di Screen Culture e KH Studio potrebbe costituire un indizio sulla direzione da intraprendere per gli studios nella gestione della questione.