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John Travolta cerca un assassino nel blindato mondo militare
Qui John Travolta non è come Tony Manero ma è – per certi – versi una sua versione moderna che si deve destreggiare tra titoli e cerimoniale militare
La figlia del generale (The General’s Daughter) è un film del 1999 che tratta lo scottante tema della condizione femminile nell’esercito.
In particolare, il detective militare Paul Brenner (aka John Travolta) si trova a dover indagare sulla morte della figlia del generale Joe Campbell (interpretato da James Cromwell), Elizabeth Campbell (Leslie Stefanson). Proprio il generale è un pezzo davvero grosso dei marines che sta cercando di entrare in politica e vuole cercare di trovare il colpevole senza che vengano divulgati particolari su come è morta la figlia.
Brenner, aiutato dalla psicologa Sara Sunhill (interpretata da Madeleine Stowe), entra nel mondo a doppio binario delle donne e degli uomini nell’esercito e delle discrepanze di trattamento ma, soprattutto, nel complesso mondo tra padre e figlia e della divisa.
La giovane e brillante Elizabeth è ritrovata morta e, probabilmente, prima stuprata; questo porta ad una serie di congetture e di indagini interne al mondo militare (rigido e pieno di etichette). Le prove faranno emergere un mondo sommerso fatto si sesso estremo e di controllo della mente dove nulla è ciò che sembra.
La pellicola risulta abbastanza fedele all’opera originale anche se John Travolta un po’ stona!
La regia di Simon West è convincente forse ciò che stona un po’ è l’aria da continuo sbruffone di Paul Brenner che sembra sempre un po’ troppo fuori luogo considerando che si starebbe trattando dello stupro e della morte di una giovane donna ai vertici del comando militare del centro di arruolamento di West Point.
Si apre un film giocato sul sottile filo che lega la giustizia all’obbligo e, soprattutto, che tratta il delicatissimo tema della violenza e del senso di colpa patriarcale ad esso legato e, a volte, reiterato. Insomma, un film dalla tematica importante e realizzato in modo che risulti scioccante ma non induca del pietismo.
Tratto dal romanzo del 1993 da Nelson DeMille che è stato un vero e proprio successo al botteghino nonostante alcune recensioni non proprio positive ricevute.
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