Attraverso un post sui propri account social, Netflix annuncia l’arrivo di Lost, una delle serie più popolari al mondo, disponibile dal prossimo 15 agosto.
Creata da J. J. Abrams, Damon Lindelof e Jeffrey Lieber per il network televisivo ABC, Lost è stata trasmessa dal 22 settembre 2004 al 23 maggio 2010, per un totale di sei stagioni e 114 episodi. La serie è stata successivamente distribuita su Disney Plus, ma ora è pronta a raggiungere la top 10 anche sulla nota piattaforma streaming Netflix.
Questa serie ha portato al successo e alla notorietà di numerosi attori tra cui Hugo Reyes, Jack Shephard, James Ford e Kate Austen, ed è stata considerata come una delle serie più importanti degli ultimi decenni per le tematiche affrontante e per la storia produttiva della serie. Infatti, Lost ha riportato costi molti alti (ne è l’esempio il primo episodio pilota con 12 milioni di dollari) rispetto ai budget generali delle serie tv, redendola un caso unica nel suo genere.
Tra i numerosi riconoscimenti ricordiamo il Premio Emmy per la miglior serie drammatica nel 2005, il Golden Globe nella stessa categoria nel 2006, lo Screen Actors Guild Award per il miglior cast in una serie drammatica e il Writers Guild of America Award per la miglior sceneggiatura televisiva.
Lost è stato innovativo anche dal punto di vista del marketing virale. La narrazione è un mix tra avventura, dramma, fantascienza e reality e la trama è ricca di sorprese e colpi di scena. Tutto questo ha fatto in modo che nel corso degli anni gli spettatori si siano posti diversi interrogativi sul proseguire e sul finale della serie.
L’aereo di linea 815 della compagnia australiana Oceanic Airlines in volo da Sydney a Los Angeles, il 22 settembre 2004 precipita su un’isola nell’Oceano Pacifico apparentemente deserta.
Sono 48 i sopravvissuti all’incidente tra cui: il dottore Jack, la fuggitiva Kate, la rockstar Charlie, il torturatore iracheno Sayid, lo scontroso Sawyer, l’incinta Claire e un misterioso uomo di nome Locke. I passeggeri si rifugiano sulla spiaggia e cercano di resistere fino all’arrivo dei soccorsi, che però tardano ad arrivare.
Inizialmente il loro obiettivo primario è sopravvivere, ma presto si rendono conto che il loro incidente non è frutto del caso…
Al centro della storia c’è l’Isola, la vera protagonista dei 118 episodi che compongono la serie. E’ un luogo misterioso che non fa semplicemente da sfondo ai passeggeri del volo 815, ma ne diventerà croce e delizia. C’è chi la vuol lasciare, chi ci vuol tornare, chi fa di tutto per trovarla, chi per nasconderla, chi per proteggerla, chi per distruggerla.
La serie è una delle più acclamate perché rappresenta l’evoluzione dei rapporti interumani, trasmettendo allo spettatore libertà che siano vere o fittizie. Seguire Lost significa riconoscere che il concetto di verità è relativo: a prescindere dalla relazione tra immaginazione e realtà, la sensazione più immediata è che il tema principale sia proprio quello delle relazioni, intese come relazioni umane, fallaci eppure necessarie.
La sensazione è che Lost sia costruita intorno alle interpretazioni soggettive: quei dispersi non sono semplici naufraghi, ma probabili provocatori archetipi di parti dannate della comune esistenza umana. Dal passato burrascoso alla criminalità, passando per amori falliti e somme di denaro pericolose, ciascuno di loro ha un demone da espiare tra gli alberi di quell’isola.
Il Lost del titolo, infatti, non sta semplicemente a indicare il fatto che i protagonisti sono dispersi nell’Oceano Pacifico. Sono delle persone che avevano “perso”, appunto, le redini delle proprie esistenze. Con le loro debolezze e i loro problemi, stavano attraversando delle difficoltà prima di arrivare sull’Isola.
Teoresi, etica e materialismo: queste sembrano essere le chiavi di lettura al tempo stesso più provocatorie e significative di Lost. Fisica e metafisica s’intrecciano in questa serie, la trama riconfigura le categorie di spazio e tempo, rendendo cinematografico il pensiero di alcuni celebri filosofi che in maniera piuttosto noiosa si erano occupati di predestinazione e altre amenità.
L’unicità di Lost sta nella tecnica narrativa delle varie trame e sotto-trame che avvengono attraverso l’utilizzo di flashback, flashforward, cliffhanger… è raro trovare un prodotto seriale in cui alla tecnica di scrittura si uniscono grandi interpretazioni e grandi maestranze. Proprio per questo Lost è un’opera unica che non sente il passare degli anni.
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