Un impero gigante, tirannico come non si era mai visto nell’industria cinematografica che ha imposto un monopolio e che ora sta crollando mano a mano.
Luglio 2007. Alla trentasettesima edizione del San Diego Comic-con International, la convention di fumetti più importante al mondo, viene annunciato un primo e, ancora a nostra insaputa storico film sull’eroe filantropo e miliardario dei fumetti Marvel, Ironman, alter ego di Tony Stark. Con John Favreau alla regia, il film fu distribuito nelle sale statunitensi il 2 maggio 2008 e da lì in poi è storia nota. Per la prima volta si ha un vero e proprio franchise duraturo ispirato ai fumetti, Kevin Feige, produttore del film, diventa presidente dei Marvel Studios, la carriera di Robert Downey Jr vive una seconda vita e diventa lui stesso Ironman, nonché una star mondiale, e tutti gli occhi sono puntati addosso a questo colosso che aveva solo iniziato a prendere forma.
In termini economici, il film fu un successo al botteghino incassando quasi 600 milioni di dollari in tutto il mondo perché si sa, non si puo’ parlare di MCU senza parlare di soldi, un impero fondato proprio sulle larghe produzioni e sull’eterno legame con i fan fedeli che hanno iniziato a conoscere sempre di piu’ i film ignorando completamente i fumetti. Dopo Ironman verranno Hulk, Capitan America e Thor fino al primo crossover, The Avengers, anche qui, una prima volta storica. Ovviamente tutti grandi successi, economici e d’impatto culturale e l’MCU diventa sempre piu’ indiscutibile. C’è anche spazio per un po’ di autorialità, come nel caso dei magnifici Guardiani della galassia di James Gunn ma il perno degli studios e di zio paperone Kevin Feige rimangono sempre i fratelli Russo, registi dei film degli avengers e richiamti proprio ora, nel momento del bisogno, nel periodo piu’ critico per l’MCU da quando ha preso vita. Ma come si è arrivati a questo punto?

L’impero di Feige
La prima pietra della muraglia Feige, il primo tassello per costruire l’impero fu il casting. La prima vera e propria mossa vincente dell’MCU fu il casting di Robert Downey Jr, uno che era nato per quel ruolo, per interpretare quel playboy, miliardario e filantropo sotto l’armatura di metallo. Così come tutti gli altri personaggi, vedi Chris Evans nel ruolo del patriota americano e Chris Emsworth come il dio del tuono. Attori che non hanno interpretato un ruolo ma che lo sono diventato. Come disse sua maestà Martin Scorsese (perdonami Martin per citarti in un articolo sull’MCU) uno dei problemi più importanti inflitti all’industria da parte dei Marvel studios era proprio la distruzione del concetto di Star o Divo, che dir si voglia. Un parco giochi di pupazzi pompati che non sono piu’ riconosciuti in quanto attori, bensì per i loro personaggi e gli Studios ci erano riusciti alla perfezione, facendo diventare i protagonisti dei loro film come dei conoscenti per i fan, un obiettivo raggiunto con calma e soprattutto con molti film per far familiarizzare il pubblico.

Ad oggi, l’hype eccessivo creato dagli stessi Studios ha creato un rapporto di aspettativa così come di domanda ed offerta tra i fan e i film effettivi irrealistico tanto quanto irrazionale. La quantità è stata preferita alla qualità che già prima peccava ma che almeno offriva una certa garanzia a livello di personalità del film. Prima non si aveva quella sensazione di fac simile o formato base ripetuto piu’ volte. Andare a vedere un film marvel prima, seppur la tecnica non fosse il loro forte, è sempre stato un evento, una data che si ricordava. Ora è diventato banale e ripetitivo persino per i fan piu’ affezionati che hanno iniziato ad aprire gli occhi e le critiche sui social, ciniche altrettanto che giuste, si riflettono sugli incassi. Il web è ormai insorto da anni contro uno squallore innegabile, cringe dilaniante e trame e personaggi piatti. Persino il grande successo di Deadppol and Wolverine si è rivelato un misero fuoco di paglia (e per fortuna).
La fase del multi-flop
Chiaramente, le critiche ed il totale rigetto da parte di veri cinefili ed amanti di cinema che di cinema nei film marvel ne hanno sempre visto poco, ci sono state sino dal primo Ironman ma la massa era troppo fidelizzata al prodotto e ai loro personaggi, con le loro storie e i loro drammi. Seguendo lo schema delle serie tv, l’MCU ha costruito una fanbase solida che creava teorie, parlava dei film e discuteva aspettando con ansia il prossimo episodio, in questo caso il prossimo film. Un cosa terribile per il cinema ma che indubbiamente ha sempre portato la gente in sala. Da dopo Avengers: Endgame, il problema è stato chiaro sin da subito. Una volta conclusa la storia dei veri eroi, dei personaggi che il pubblico amava, non si aveva piu’ motivo di andare al cinema. E allora, alla marvel, con le spalle al muro, non aveva piu’ altro da fare se non questo…

“New mask, same task”. Come era iniziato quello stesso impero, ora si appresta a terminare, apparentemente ai suoi sgoccioli. Una mossa poetica per molti, per tanti una genialata come per altrettanti una gran paraculata che mira semplicemente a giocare sull’effetto nostalgia. Del re-casting della star indiscussa dell’MCU, da eroe principale a villain definitivo nel ruolo di Dr. Doom, si puo’ dire tutto ma è innegabile che sia la cosa più interessante fatta dall’inizio della fase 4, la saga del multiverso. Tra CGI discutibile e quasi abominevole, occasioni sprecate, buchi di trama raccapriccianti e film veramente dimenticabili, non si era mai parlato dell’MCU come dopo questa mossa da anni.
Detto cio’, i prossimi due film in uscita dopo Spiderman: Bran new day, ovvero Avengers: Doomsday e Avengers: Secret wars sembrano essere proprio l’ultima spiaggia per il vecchio MCU. Con un cast gigante ed attori come Pedro Pascal, Vanessa Kirby, il già citato Downey, Florence Pugh, Anthony Mackie e a quanto pare tutto il cast vecchio degli avengers originali, le aspettative non sono comunque così alte. Si ha sempre quell’amaro in bocca che deriva da una sensazione di tante occasione sprecate. Tra la velocità con cui è stato annunciato il progetto, la scarsa costruzione (anche per le accuse di violenza domestica ad Anthony Majors) e i flop degli ultimi film, i due colossal non si presentano per niente bene e l’MCU sembra ormai avere veramente vita breve, soprattutto dopo la sconfitta schiacciante sia economicamente che qualitativamente contro il nuovo film dell’ancora piu’ fresco DCU, Superman, contro l’ex James Gunn a discapito de I fantastici 4 dove neanche Pascal è bastato.
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