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Quando i supereroi non sono buoni
Da grandi poteri derivano grandi responsabilità, ma non sempre questo principio viene rispettato. E, quando i supereroi non sono più eroi, è un problema.
Dopo la recente uscita di quel gran film di Superman e dell’ultimo pessimo I Fantastici Quattro, gli animi generali del pubblico verso i supereroi ed i cosiddetti cinecomics sembrano essersi ristabiliti verso una parte della bilancia. E ci si è ricordati di quei valori più delicati, e quindi più scontati, e più fanciulleschi che il genere stesso ci ha quasi sempre dato.
Dopo un periodo molto dark per il genere supereroistico, oggi sembra che la corrente sia parzialmente passata ma comunque rimane lì. Chissà se il motivo per cui gli antieroi o le versioni opposte dei supereroi sono comunque così apprezzate, non siano in qualche modo legato all’umore sociale del pubblico. Comunque, oggi vedremo alcuni film in cui i supereroi cambiano lato e diventano cattivi.
Andrew – Chronicle
In questo interessantissimo film del 2012 girato in modalità found footage, la chiave principale sta proprio nella sottile linea di demarcazione tra bene e male ed il quesito perenne su quanti dovrebbero poter avere accesso ad importanti poteri. Ai tre giovani protagonisti – Dane DeHaan, Alex Russell e Michael B. Jordan – accade casualmente di aquisire dei poteri di telecinesi, e non solo. Uno dei tre non riuscirà a controllare il suo demone interiore.
Peter Parker – Spider-Man 3
Nel sottovalutatissimo capitolo conclusivo – purtroppo – della trilogia di Sam Raimi sull’Uomo Ragno, i cattivi inizialmente sarebbero dovuti essere solo l’Uomo Sabbia ed Harry, con una breve apparizione dell’Avvoltoio. Ma il produttore Avi Arad insisté affinchè venisse inserito anche Venom, costringendo Raimi ed il fratello a stravolgere la sceneggiatura. Ad ogni modo, il risultato riesce: seppur con qualche pecca diventata comunque iconica – la scena del ballo – Peter che viene lentamente mangiato dal simbionte è una trasformazione brutale. Come il costume nero. Come la scena in Chiesa.

Anakin Skywalker – Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith
Tanto tempo fa, in una galassia non troppo lontana, la saga di Star Wars riusciva occasionalmente a fare qualche film almeno decente. Dopo la pessima escalation da Episodio I a Episodio II, non si poteva fare peggio. Infatti, il terzo capitolo della trilogia prequel è il migliore e ci offre il ritratto di una ragazzo ferito ed orgoglioso, l’angelo caduto di Cabanel ed un Lucifero che scende negli inferi. Carismatico e potente. Era il 2005. Poco è cambiato, ma in peggio.
Loki – Thor
Nonostante il 2011 fosse ancora una fase in cui la Marvel riusciva a soddisfare i propri intenti commerciali e le volontà del pubblico, il primo Thor non è un granchè. Ma ci offre l’uomo destinato a diventare il personaggio meglio scritto dell’intera saga. Loki inizia da buono, diventa cattivo e torna nel lato luminoso per compiere il suo glorioso destino. Gran personaggio e grandi interpretazioni di Tom Hiddleston.
Erik Lehnsherr/Magneto – X-Men – L’inizio
Quando uscì X-Men – L’inizio, il pubblico tornò ad appassionarsi con gli X-Men dopo il fallimentare flop di X-Men: Conflitto finale. La nuova storia era interessante, allora originale ed aveva un grande cast. In particolare, James McAvoy e Michael Fassbender – Professor X e Magneto – offrono due grandi performance – che culmineranno all’apice nel grande X-Men: Giorni di un futuro passato – ed una relazione tanto umana quanto supereroistica.

Harvey Dent – Il cavaliere oscuro
Harvey Dent è personaggio molto complicato, nei fumetti, nelle serie d’animazione – Batman del 1992 – ed anche al cinema. Christopher Nolan riesce a dare vita ad un personaggio ambivalente ma che splende molto più quando è al sole, piuttosto che nella sua zona d’ombra. Aaron Eckhart è quasi perfetto per il ruolo – nonostante le differenze fumettistiche – e senza di lui, il film non sarebbe lo stesso.
Patriota – The Boys
Variazione sul tema film: una serie tv. Se c’è qualcosa che non è quasi mai cambiato durante l’arco narrativo di The Boys – che si avvicina sempre più all’uscita della sua quinta ed ultima stagione – è l’interesse verso il personaggio di Patriota. Nettamente quello scritto meglio e Anthony Starr è incredibile nel ruolo. Anche perchè, purtroppo, la qualità della serie ha trabballato parecchio ultimamente, ma, per un motivo o per un’altro, il futuro ed il passato di Patriota riescono comunque a tenerci incollati.
Michael Corleone – Il padrino
Lo so. Michael Corleone non ha superpoteri – altrimenti anche Andreotti avrebbe dovuto averli – ed Il padrino non è un film su supereroi. Ma è l’archetipo umano più verosimile che ci sia ad un bravo supereroe che man mano perde il controllo dei suoi stessi poteri e si invortica in una spirale di supremazia. Come anche il Walter White ed il Saul Goodman di Breaking Bad – anche più in Better Call Saul.
Un uomo comune che viene corrotto dal potere. Un burattinaio a sua volta burattino, ed una lunga trama di velluto che si estende come un virus mortale. Il vero problema sta nel comprendere che non bisogna tifare sempre e comunque il protagonista. Siamo umani ed anche il diavolo potrebbe esserlo. E Il potere logora chi non ce l’ha.