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Gilda Cannes 2024, Almanacco Cinema

Gilda la donna fatale torna a Cannes 2024

Il cinema internazionale torna con la 77ª edizione del Festival di Cannes. La sezione Cannes Classics 2024 riporterà sul grande schermo Gilda.

Il Festival di Cannes 2024, l’evento cinematografico più atteso dell’anno, dal 14 al 25 maggio al Grand Théâtre Lumière, oltre la gara con i maggiori cineasti vedrà moltissimi ritorni.

L’attrice Meryl Streep inaugurerà il Festival e riceverà la Palma d’Oro Onoraria, dopo 35 anni dalla palma vinta per la migliore interpretazione in Un grido nella notte, e il regista Xavier Dolan, Palma d’Oro nel 2014 per Mommy, ci sarà ma in veste di giudice.

Cannes Classics presenta Gilda

Il programma della 77ª edizione del Festival di Cannes, nella sezione Cannes Classics, conta 16 titoli riproposti sul grande schermo della sala.

Gilda, il capolavoro noir del 1946 diretto da Charles Vidor, racconta il triangolo amoroso fra Gilda (Rita Hayworth), Johnny Farrell (Glenn Ford) e Ballin Mundson (George Macready) in pieno stile star-system.

Gilda

I dadi e la femme fatale

La fotografia di Rudolph Maté (vincitore di cinque premi Oscar) rimanda all’ambiguità dell’espressionismo tedesco. La prima inquadratura, in cui la camera si sposta dal dettaglio in primo piano di due dadi da gioco al volto di Johnny sullo sfondo, crea un collegamento con la prima inquadratura di Gilda.

Anticipata dalla frase «Gilda sei presentabile?», lei ricrea lo stesso movimento della macchina da presa. I due sono legati da una passata storia d’amore, ma ormai Gilda è sposata con Frank, nonché datore di lavoro di Johnny.

Gilda è consapevole della sua sensualità e di essere oggettificata sia dallo sguardo dell’uomo che della macchina da presa. Non è però una manipolatrice, semplicemente appare estraniandosi dal ruolo della dark lady.

La spavalderia in Amado Mio è la maschera delle sue insicurezze, cantando di una femme fatale che non vuole essere dichiarata tale.

Vidor attraverso Gilda, critica le dinamiche spettatoriali nei confronti dello star-system: oggetto di desiderio di un corpo che esiste solo se guardato, rappresentando la forza e la fragilità di un sogno.

Frank e Johnny, i due uomini che si contendono l’ambito premio Gilda, sono calcolatori e alle prese con la risoluzione dei propri tormenti. Spesso parlano del loro rapporto a tre confondendo l’arma di Frank con la contesa Gilda.

La critica europea, e gli stessi attori Ford e Macready, alludono ad una celata omosessualità fra i due personaggi; complice l’allusività del linguaggio del corpo e la repressione delle pulsioni in misoginia.

Gilda

Gilda, la vita oltre lo schermo

Gilda è il personaggio che ha consacrato alla notorietà planetaria Rita Hayworth, riconoscendone l’iconicità però non riuscì più a liberarsene, rimanendo vittima di un mito.

Il triangolo amoroso proposto dalla pellicola è un rimando alla vita di Margarita Carmen Cansino. Rita Hayworth nasce a tavolino nel 1935, dopo il suo ingresso alla Columbia Pictures. Il capo della casa di produzione era geloso della sua creazione e questo lo portava a diversi scontri con il regista Vidor.

Ma d’altronde tutta la sua vita sembra essere un costante rimando al film.

Fra le citazioni troviamo l’immortale capolavoro neorealista del 1948, diretto da Vittorio De Sica Ladri di biciclette, Antonio (Lamberto Maggiorani) sta appendendo un poster di Gilda proprio quando la sua bicicletta viene rubata.

Ma il personaggio più recente dell’iconografia pop è certamente Jessica Rabbit (in Chi ha incastrato Roger Rabbit, 1988 di Robert Zemeckis), che non è solo un riferimento estetico a Gilda in Put The Blame On Mame, ma anche morale: “Non sono cattiva, è che mi disegnano così!”.

Gilda
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