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Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, Recensione su Almanacco Cinema

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban: vent’anni dopo

Il terzo capitolo della fortunata saga di Harry Potter: Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, torna al cinema per festeggiare i vent’anni dall’uscita.

La saga di romanzi di Harry Potter creata dalla scrittrice J.K. Rowling, tradotta in 77 lingue, è l’opera letteraria più popolare del ventesimo secolo. Non poteva essere da meno l’altrettanto fortunata trasposizione cinematografica dei romanzi, che a differenza dei libri (7 volumi), è composta da 8 film.

Harry Potter dal libro al film

La prima edizione di Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, ideato nei primi anni 90 dalla Rowling, risale al 1999 ed arriva in Italia un anno dopo.

Composto da 22 capitoli, Harry Potter affronta un nuovo anno ad Hogwarts, è più grande ed assieme ai suoi amici affronta quel periodo critico della vita conosciuto come pubertà. Voldemort, il nemico di Harry, è sempre più forte nonostante un horcrux sia stato distrutto, e sta radunando a sé tutti i suoi seguaci. Anche Harry Potter scoprirà chi sono i suoi veri alleati ed aggiusterà errori del passato.

Come ogni adattamento cinematografico di un libro che si rispetti, anche Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (2004) ha subito qualche taglio qua e là…nonostante ciò la regia affidata ad Alfonso Cuarón, subentrato dopo Chris Columbus regista dei due film precedenti, ha egregiamente restituito al pubblico la crescita dei personaggi e ha dato la svolta necessaria a l’intera saga.

Il tocco del regista

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, diretto da Alfonso Cuarón, introduce molto merchandising legato alla saga. Basti pensare alla collana Giratempo di Hermione, la Mappa del Malandrino che i gemelli Weasley danno ad Harry e l’inconfondibile burro-birra.

Va aggiunto anche un utilizzo frequente, ad esempio del mantello dell’invisibilità, degli strumenti ricevuti nei film precedenti. Questa caratteristica persisterà successivamente anche per sconfiggere Voldemort. Harry imparerà ad usare l’incantesimo Expecto Patronum (trovando il suo elemento, ovvero il cervo come la mamma) grazie all’insegnante Severus Piton.

Cuarón firma un fantasy che parla direttamente al suo pubblico giovane con un’attitudine colta. Il fulcro della storia sono i sui suoi protagonisti, cuore dell’azione, scavando nelle loro riflessioni, dagli stati d’animo e dalle ossessioni. Soprattutto Harry, attraverso il sogno/incubo di vivere una realtà al di fuori della realtà conosciuta e accettata.

Molto più che nei precedenti film, in Harry Potter e il prigioniero di Azkaban si avverte l’ombra scura e minacciosa della morte. È l’unico film della saga a riflettere in modo compiuto, e per niente banale, sul concetto del tempo. Nella sua infedeltà al libro, riesce a cogliere in profondità il significato intimo del romanzo, oltre la sua spettacolarità.

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban: trama

Harry Potter (Daniel Radcliffe) è tornato nel mondo dei babbani, a casa degli zii i Dursley, per passare l’estate. Dopo aver gonfiato come un palloncino, con la magia, la sorella dello zio Harry scappa di casa. Sul ciglio della strada, s’imbatte in un misterioso cane nero che scopare all’arrivo del Nottetempo (un mezzo di trasporto simile ai bus londinesi, ma per i maghi e invisibile ai babbani).

Con il Nottetempo arriva al Paiolo Magico dove si ricongiunge ai sui due cari amici Ron Weasley (Rupert Grint) ed Hermione Granger (Emma Watson). Assieme a loro la famiglia di Ron, che avvisa Harry che il pericoloso Sirius Black (Gary Oldman), seguace di Voldemort e colui che ha tradito i genitori di Harry causandone la morte, è evaso da Azkaban.

La scuola di magia Hogwarts è sorvegliata, per ordine del ministero della magia, dai Dissennatori. Il nuovo insegnante di Difesa contro le Arti Oscure è il professor Remus Lupin (David Thewlis), mentre Hagrid (Robbie Coltrane) è diventato insegnante di Cura delle Creature Magiche. Durante la lezione di Divinazione, con la professoressa Sibilla Cooman (Emma Thompson), Harry è protagonista di una delle profezie della Cooman, la quale lo avverte di un presagio di morte.

Nella prima lezione di Hagrid, gli studenti fanno conoscenza con l’ippogrifo Fierobecco. Questo però ferisce Draco Malfoy (Tom Felton), perché si è avvicinatosi incautamente all’animale. Per questo motivo il padre di Malfoy, che ha un certo spessore al ministero, riesce a condannare a morte l’animale.

Durante la lezione di Lupin, invece, scopriamo la paura del professore per la luna piena. Proprio quando Lupin si assenta, entra in sostituzione il professor Severus Piton (Alan Rickman), che introduce ai ragazzi proprio l’argomento sui lupi mannari. Dopo le lezioni, arriviamo alla partita di Quidditch in cui, a causa di un attacco dei Dissennatori, Harry subisce un grave infortunio, a causa del quale non può partecipare alla gita ad Hogsmeade. 

In soccorso ad Harry arrivano Fred e George Weasley (James e Oliver Phelps) che gli regalano la Mappa del Malandrino, un artefatto con cui monitorare in tempo reale gli abitanti ed i luoghi di Hogwarts, grazie alla quale riesce ad andare alla gita per vie secondarie. Arrivato a Hogsmeade, Harry utilizza il mantello dell’invisibilità e lì scopre la verità su Sirius Black. Tutti sono convinti sia fuggito per ucciderlo.

Tutte cambia quando Harry, Ron ed Hermione scoprono che Sirius è un animagus, quindi il cane che Harry ha visto nel mondo dei babbani, il professor Lupin è un lupo mannaro e in realtà il topo di Ron Crosta è Peter Minus detto Codaliscia (Timothy Spall), seguace di Voldemort. Quando tutti si ritrovano nello stesso posto, la situazione cambia ancora: Sirius, padrino di Harry, in realtà è innocente e il suo amico Lupin è anche lui dalla sua parte. La colpa della morte dei suoi genitori la si deve a Codaliscia, che per l’ennesima volta riesce a fuggire.

Una volta fuori, Lupin si trasforma a causa della luna piena e Sirius per proteggere i ragazzi viene ferito gravemente. Lupin scappa nel bosco. Sirius perde i sensi, ma Harry è con lui che cerca di difenderlo dai Dissennatori senza riuscirci. A salvarli è una figura che lancia un patronus a forma di cervo.Harry Potter

Albus Silente è onnisciente

Nel terzo atto della storia, Harry è nell’ospedale della scuola. Hermione lo informa che Sirius è prossimo alla condanna e, da quanto sappiamo, Fierobecco è stato giustiziato. Ma a cambiare le sorti della storia è il preside della scuola Albus Silente (Michael Gambon), il quale a inizio anno scolastico, aveva dato ad Hermione la Giratempo. Un oggetto capace di far viaggiare indietro nel tempo le persone, con la condizione di non essere visti.

Con questo stratagemma, Hermione durante l’anno era riuscita a frequentare più lezioni contemporaneamente. Con tre giri i due giovani maghi possono rivivere le ultime ore trascorse, da un diverso punto di vista, e modificare le sorti della storia. Eccoci quindi al giorno dell’esecuzione di Fierobecco. L’animale si salva e, scopriamo chi ha lanciato il patronus visto da Harry: lui del futuro. In questo modo riescono a liberare Sirius dalla cella e a farlo scappare su Fierobecco. Alla fine i due riescono a tornare in tempo nel presente.

Nell’ultima scena, Harry festeggia la fine dell’anno con la nuova scopa Firebolt, donatagli dal padrino Sirius assieme a una piuma dell’ippogrifo, nessuno sa chi gliel’abbia regalata eccetto i tre protagonisti.

Si conclude così il terzo anno ad Hogwarts.

Conclusioni

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, per me, è il capitolo essenziale di tutta la saga. Da questo momento Harry inizia la vera avventura alla quale eravamo stati introdotti nei film precedenti. Ritengo Cuarón il regista più azzeccato per raccontare questo momento cruciale di svolta, per la crescita dei protagonisti.

Ovviamente consiglio leggere prima i libri e poi godere delle splendide immagini, supervisionate dal direttore della fotografia Michael Seresin. Una nota di merito anche al trucco e agli effetti speciali, che hanno dato ancora più magia a questa storia. Doveroso, infine, citare il cambio dell’attore che interpreta Silente. Con il volto più duro, è comunque riuscito fondere la dolcezza del primo attore Richard Harris (scomparso nel 2002) con le note più aspre e cupe che la storia prende andando avanti. 

Recensione a quattro stelle su Almanacco Cinema