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Ritratto di Sara Salgoughi su sfondo verde

Le interviste: Sara Salgoughi, debutto da protagonista

Sara Salgoughi è l’attrice protagonista del nuovo film di Brando Improta: ecco com’è stato per lei il suo esordio al cinema con Come il giorno e la notte.

Sarà al cinema il 12 giugno a Roma e il 23 giugno a Napoli, poi su Amazon Prime Video: Sara Salgoughi è la protagonista femminile del nuovo film di Brando Improta, che con lei per questo progetto ha condiviso anche la scena.

Per Sara è il primo film, ma da quando si è trasferita nella capitale per studiare recitazione ha già preso parte a uno spettacolo teatrale e a diversi spot e videoclip.

In quest’intervista ci ha raccontato un po’ delle sue origini, tra Trento e l’Iran, e di come ha lavorato al suo personaggio, che le sembra le sia stato cucito addosso: l’ispettrice di polizia Fiorella Giordano.

Nella pacifica Caorle, in Veneto, Fiorella si trova a seguire la pista di alcuni omicidi che il nuovo collega da Napoli, Vincenzo Buonocore, considera compiuti da un serial killer. Lei è sempre pronta all’azione, ma si attiene molto alle regole, lui al contrario spesso si prende libertà con la legge stessa.

Come il giorno e la notte è una produzione Volumineide APS e NaNo Film.

Tra gli altri interpreti figurano il David di Donatello Angelo Orlando, Stefania Delia Carnevali, Federico Perrotta, Antonella Morea, la cantante Fabiana Martone e Alessandro Freschi di Casa Surace.

Andrea Malpighi firma la fotografia. La musica è a cura di Jacopo Mazia con canzoni originali di Carlo De Rosa e Francesco Lettieri.

Almanacco Cinema presenta: l’intervista all’attrice Sara Salgoughi

Come il giorno e la notte è il tuo primo film: com’è stato per te lavorare su un set di cinema e come ci sei arrivata? 

È nato tutto in maniera molto graduale perché ho iniziato con qualche spot nel 2024, poi ho partecipato al mio primo cortometraggio a inizio 2025 e alla fine dello stesso anno sono arrivata a girare il film. È successo in realtà credo un po’ per fortuna, devo ringraziare le mie origini perché stavano cercando proprio un’attrice del nord.

Io vivo a Roma dal 2021 e dico che Roma è casa mia, però se non fossi nata e cresciuta a Trento non avrei incontrato questo progetto. Avevo visto il casting e mi ero proposta per via di questa caratteristica.

Mi è arrivato il self tape con due scene e le ho girate a gennaio, però poi non ho avuto notizie per alcuni mesi. Perciò essere stata contattata e scelta è stata una sorpresa. Mi hanno contattata a giugno, all’inizio dell’estate, e dopo due/tre mesi ero sul set.

Set - Sara Salgoughi

Come hai incontrato il regista Brando Improta?

Brando io prima non lo conoscevo, abitava in Campania. Lui è anche il protagonista maschile del film: è stato sia la mia spalla e il mio collega, sia il mio regista.

È stato bello il fatto che abbiamo rivisto insieme la sceneggiatura e l’abbiamo provata prima di andare sul set. Ho apprezzato il fatto che lui ha cambiato dei dettagli seguendo la mia biografia. Ad esempio le origini del mio personaggio sono diventate le mie e ci ha messo un po’ della mia storia: uno dei genitori di Fiorella non è italiano.

L’esperienza sul set

E com’è andata col resto del cast e della troupe?

Credo di essere stata fortunata perché abbiamo avuto la possibilità di diventare una famiglia, di condividere le nostre giornate. Un po’ di persone erano campane, altre pugliesi e altre venete e siamo andati tutti insieme a Caorle dormendo nello stesso posto e questo mi ha aiutata molto.

Stando con loro mi sono potuta ambientare prima e ho potuto scoprire la città: Caorle è davvero molto bella. Abbiamo girato anche in spiaggia e la sera facevamo delle passeggiate e ci ritrovavamo in una sala giochi dopo aver cenato insieme.

Set - Sara Salgoughi

Non essendo stato solo un rapporto di lavoro ho potuto conoscere la squadra ed è stato molto più facile recitare, anche perché appunto era il mio primo film e c’è stata anche l’occasione di divertirmi, di essere in una situazione piacevole.

Con qualcuno sono ancora in contatto, eravamo un gruppo variegato anche per età. Mi sono trovata bene con l’assistente alla regia, Caterina Anna Cuccovillo, che era la più giovane ma è già molto brava e aveva già lavorato con Brando. È stato un piacere, tra l’altro, veder lavorare Angelo Orlando – col quale purtroppo non sono stata in scena; però siamo stati insieme in questo contesto di socialità dopo le riprese.

Parli di Caorle, in Veneto: è stato particolare girare in un ambiente che in effetti richiama le tue origini più nordiche?

A me fa molto ridere che sono cresciuta a Trento e non ho mai trovato occasione di studiare recitazione lassù, sono venuta a Roma e gran parte dei lavori che ho realizzato finora sono legati alle mie origini: uno spettacolo teatrale, English, per la regia di Elena Stauffer, per via del fatto che sono per metà iraniana e il film perché sono del nord. Se non fossi passata per la strada di Trento probabilmente non avrei preso parte a questo progetto.

Set - Sara Salgoughi

Fiorella Giordano, una poliziotta risoluta

Come ti sei preparata per il ruolo di Fiorella Giordano, tuo esordio e in più da protagonista?

Io scherzo molto perché quando ho visto che realmente volevano darmi questo ruolo da poliziotta dicevo a tutti che non mi ci vedevo, ma quando poi ho conosciuto Fiorella ho capito che ero io. Io e lei siamo simili nel modo di lavorare: Fiorella è determinata, scrupolosa, precisa, con le sue cartelline, abituata ad analizzare tutto.

Fiorella ha la sua routine e il suo spazio in una cittadina tranquilla, è molto ligia al dovere e non vuole mai andare in ferie perché vuole continuare a lavorare. Non pensavo, ma in realtà quando ho iniziato a notare come ho studiato il personaggio e com’ero sul set mi sono resa conto che ero letteralmente come Fiorella.

Ritratto-di-Sara-Salgoughi-ph-Roberto-Giordano

Per studiarla ho cercato di avvicinarmi allo stile di vita di una poliziotta, di entrare in contatto con lo sguardo di una poliziotta.

La cosa che mi ha fatto ridere è che ero in Iran quando dovevo prepararmi per il film e studiavo con un’acting coach, Camilla Silvestris: i primi incontri con lei sono stati in videochiamata. Dopodiché ci siamo incontrate di persona, ma tutto agosto è stato così. Ero partita non sapendo che avrei preso parte a un film a settembre.

Cosa ti ha lasciato Fiorella?

Fiorella si scontra con Vincenzo Buonocore (n.d.r. Brando Improta), che è completamente il suo opposto. La cosa bella che mi ha dato lei è che si è permessa di fare questo viaggio con Vincenzo: lui pian piano ha rotto qualche sua barriera e lei si è lasciata trasformare. La capacità di cambiare è una qualità che apprezzo molto nelle persone.

 

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Il rapporto con Vincenzo Buonocore

Quindi chi è il giorno e chi la notte? Come si incontrano questi due poli opposti?

Ci sono vari scontri, ci vuole tanto prima che Fiorella e Vincenzo riescano a parlare la stessa lingua. Lui è quello da tenere più a bada, lei è più seria. Il giorno sono io con il mio personaggio, che si muove con rigore alla luce del sole; lui si porta dietro la confusione della notte.

Vincenzo si trova a Caorle perché ha fatto troppi casini a Napoli, quindi partiamo già così: me lo hanno proprio affidato per tenerlo calmo. Mi approccio a lui dicendo che sono la sua babysitter, quindi ti lascio immaginare quanto è stato difficile per Fiorella tenerlo buono – e infatti non ce l’ha fatta, si è fatta trasportare.

A proposito di duo poliziesco, tu eri un’appassionata del genere prima di girare?

No, ma con questo progetto ho avuto modo di avvicinarmici un po’ di più. Ho guardato un po’ di film e di serie prima delle riprese: Piedone l’africano, Kiss Kiss Bang Bang, Imma Tataranni, Piedipiatti e L’uomo ombra.

Mi sono documentata in questa direzione anche perché stavo per lavorare con un registro comico. Il genere stava molto a cuore al regista, era un progetto che aveva in serbo da anni e sono contenta di essere stata scelta e aver potuto interpretare io Fiorella.

Anche Caorle non è casuale: lui ci è stato spesso per il Caorle Film Festival e vivendola l’ha percepita come contesto ideale per Fiorella. Il film è molto curato: Brando ha costruito tutto partendo dalle immagini dei luoghi che aveva già in testa.

Foto dal set di Come il giorno e la notte, fornita dall'attrice Sara Salgoughi

Una piccola curiosità: c’è stata qualche difficoltà tecnica da affrontare sul set? 

Io ho fatto boxe, karate, mi considero abbastanza atletica e sportiva essendo anche insegnante di tennis; arriva la scena d’azione, la proviamo, arriva il momento in cui la dobbiamo girare ed è un flop totale. Siamo rimasti fino alle due di notte con tutto il cast e ancora non mi veniva. Quindi magari devo un po’ allenare queste skill di combattimento scenico (n.d.r. ride)!

Come il giorno e la notte e Sara Salgoughi presto al cinema

Il film uscirà a Roma al Cinema delle Provincie il 12 giugno e poi a Napoli a CasaCinema il 23 giugno. Poi sarà su Amazon Prime in autunno. Tu che tipo di aspettative hai?

Io spero di aver trasmesso tutti i lati di Fiorella, perché la vediamo forte ma ci sono dei momenti in cui è anche più dolce e accogliente e sono stata molto contenta delle scene in cui ha abbassato un po’ le difese. Spero di essere stata un buon mezzo di trasmissione di quello che è stato il percorso di Fiorella.

Io ho difficoltà a riguardarmi, se posso non lo faccio. Ho un po’ paura di vedermi sul grande schermo, quindi all’anteprima del 12 giugno porterò con me tutto il supporto possibile da casa! Nonostante questo, sono veramente molto contenta e grata.

 

Ringraziamo Sara Salgoughi per la simpatia e la generosità con cui ha presentato sé stessa e il suo primo film da attrice protagonista ad Almanacco Cinema.

Foto professionali a cura di Roberto Giordano (@roberto.giordano.foto).