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Mike Nichols

Mike Nichols, il ricordo di Clive Owen a vent’anni da Closer

Vent’anni fa usciva in sala Closer, penultimo film di uno dei più acclamati registi al mondo, Mike Nichols. Clive Owen lo ricorda come uno dei punti più alti della sua carriera.

Recentemente l’attore è stato ospite al Karlovy Vary International Film Festival in Repubblica Ceca per introdurre proprio Closer. Il film è stato, infatti, proiettato in occasione del suo ventesimo anniversario. In una recente intervista per The Hollywood Reporter Clive Owen ha poi raccontato quanto l’esperienza con Mike Nichols sia stata una delle più importanti della sua carriera.

Il film nel 2004 ebbe un grande successo ricevendo candidature ai più prestigiosi premi internazionali. Clive Owen e Natalie Portman furono candidati all’Oscar, e riuscirono a conquistare i Golden Globes nelle rispettive categorie di attori non protagonisti.

Dal teatro al cinema

Closer è tratto dall’omonima opera teatrale scritta dal drammaturgo inglese Patrick Marber nel 1997. Ambientato a Londra, il testo racconta le vicende e gli intrecci sentimentali di quattro personaggi: Alice, Dan, Larry e Anna. Una traduzione italiana del testo fu portata in scena durante la stagione 2001/2002 da un giovanissimo Luca Guadagnino.

Clive Owen, prima di essere scelto da Mike Nichols per interpretare Larry, aveva preso parte alla pièce teatrale a Londra. Interpretava, però, Dan, ruolo che nel film andrà a Jude Law. L’attore di Children of Men ammette di ricordare esattamente dove si trovava quando lesse per la prima volta Closer. Il testo lo aveva colpito particolarmente e per questo quando ricevette la chiamata di Nichols per tornare a lavorarci fu entusiasta.

Lavorare con Mike Nichols

Nonostante la sua conoscenza pregressa del testo, Clive Owen ha dichiarato di aver affrontato sul set un’esperienza non facile. Lavorare con Mike Nichols vuol dire riuscire a stare al suo passo ha affermato, definendo il regista una persona profondamente intelligente.

Le prove si svolsero in due settimane a New York e diversi mesi prima dell’inizio delle riprese. Non si discuteva di come costruire la scena o di come lavorarla. Insieme a Mike Nichols, Owen, Portman, Law e Julia Roberts si limitavano a leggere la scena sviscerando le questioni che andava a sollevare. Un lavoro, dunque, intellettuale, di comprensione delle dinamiche relazionali.

Per i mesi successivi poi gli attori ebbero modo di assorbire quei discorsi. La costruzione della scena vera e propria avvenne sul set. In particolare, Owen ricorda il momento in cui girarono la scena in cui Larry e Anna discutono. Lui ammette di averla tradita e lei ammette di avere una relazione da mesi. Owen sottolinea come il litigio che segue ha un linguaggio estremamente grafico, brutale. Lui e Julia Roberts erano in qualche modo a disagio.

Mike Nichols

Mike Nichols allora ebbe l’idea di farli spostare nell’appartamento. Nel film, infatti, la conversazione scorre fluida tra i loro movimenti. Lei sale le scale, lui la segue, poi riscendono. Nichols credeva fortemente nelle scene che accadono mentre altre cose stanno avvenendo. Non amava le conversazioni con due attori uno di fronte all’altro che si dicono le battute.

Mike Nichols, i successi

Il ricordo a distanza di vent’anni di Clive Owen non stupisce gli appassionati di cinema. Nichols, infatti, nella sua lunghissima carriera ha firmato la regia di diversi capolavori. Dopo l’esordio con Chi ha paura di Virginia Woolf? nel 1966, arrivò Il laureato, forse il film manifesto degli anni ’60. Tra le attrici più vicine a lui Meryl Streep che il regista ha diretto ben quattro volte.

Inoltre, è tra i pochi a essersi aggiudicato l’EGOT, sigla che indica i principali premi statunitensi dedicati all’intrattenimento. Nel 1962 vince il Grammy grazie all’album comico dal vivo registrato con Elaine May dal titolo An Evening with Mike Nichols ed Elaine May. Nel 1964 è la volta del primo di tanti Tony Award grazie alla regia di A piedi nudi nel parco. Con Il laureato vince il suo unico Oscar come Miglior regista nel 1968. Infine, nel 2001 completa l’EGOT con l’Emmy grazie al film per la tv Wit con Emma Thompson.