Venezia 82: Elisa

A Venezia 82 Elisa, dramma psicologico con Barbara Ronchi

Arriva a Venezia Elisa, tratto dalla storia vera di Stefania Albertani, condannata a 20 anni di carcere per aver ucciso la sorella e averne bruciato il corpo.

La vicenda giudiziaria di Stefania Albertani ha scosso l’opinione pubblica quando, nel 2011, viene condannata per l’omicidio della sorella e il tentato omicidio dei genitori. Sempre più sospettosi nei suoi confronti. La diagnosi di malformazioni a livello celebrale, causa della sua aggressività, permettono ad Albertani di avere uno sconto di pena. La donna afferma di non ricordare quello che è successo o il motivo del suo gesto estremo. Finché non inizia un percorso psicanalitico che le permetterà di fare i conti con ciò che ha fatto.

Il film di Leonardo Di Costanzo prende ispirazione dal libro-resoconto, di due criminologi che l’hanno incontrata nel 2021, Io volevo ucciderla. Per una criminologia dell’incontro. Durante gli incontri, Stefania confessa finalmente a sé stessa quello che ha fatto e le ragioni che l’hanno guidata.

Elisa viene presentato oggi a Venezia 82 in concorso per il Leone d’oro. Nel cast Barbara Ronchi nel ruolo di Elisa/Stefania e Roschdy Zem in quello del criminologo Alaoui. Nel cast anche Valeria Golino. Dal 5 settembre nei cinema italiani.

Elisa e l’assimilazione della colpa

Di Costanzo ha affermato di aver maturato l’idea per il film durante la lavorazione del suo precedente Ariaferma (2021).

L’idea di colpa mi ha sempre interessato, come viene attribuita, cosa significa per la persona che viene giudicata colpevole e come viene vissuta dalla società e da coloro che la circondano. […] con Ariaferma, volevo entrare nella cella, sentivo il bisogno di filmare il rapporto con la colpa di chi la porta con sé.

Ha dichiarato a Deadline.

Elisa ci fa conoscere la protagonista quando sono ormai 10 anni che si trova in carcere per l’omicidio della sorella. Afferma di non ricordare nulla dell’accaduto. Finché un criminologo francese si interessa a lei e al suo caso, facendo venire a galla la verità. Continua il regista: “Inizia dicendo di non ricordare nulla, ma poi piano piano, con i piccoli passi che i criminologi le fanno fare, arriviamo al momento in cui ammette di sapere di voler uccidere la sorella”.

Un film bilingue

Elisa: Ronchi e Zem

In Elisa si parla sia in italiano che francese. Infatti, le sedute tra Elisa e il criminologo sono in francese, una scelta deliberata del regista:

Avremmo potuto fare tutto in italiano, ma la mia più grande paura con questo film era di finire con qualcosa di più simile a un film di genere crime. E quello che volevo raccontare era qualcosa di diverso.

Secondo Di Costanzo, girare in parte in francese ha lo scopo di distanziare la storia dal caso italiano che l’ha ispirata. La scelta dell’attore francese Roschdy Zem, vincitore a Cannes con Indigènes, è avvenuta dopo averlo visto nel ruolo di un “un commissario di polizia gentile, umano e sensibile” in Oh Mercy!

Il commento del regista per la presentazione del film

È la storia di un percorso interiore, quello di una donna che ha compiuto un atto di estrema violenza. Il film si ispira agli studi dei criminologi Adolfo Ceretti e Lorenzo Natali, che da anni conducono ricerche sull’agire violento e su autori di crimini efferati. Compresi quelli, come nel nostro caso, non derivanti da marginalità sociali, né da patologie psichiatriche. Crimini che colpiscono profondamente l’immaginario collettivo proprio perché commessi da persone apparentemente insospettabili [..]. Elisa è un personaggio di cui percepiamo la sofferenza, ma anche la freddezza e la capacità avuta nel manipolare le persone a lei vicine. Seguendo la sua vicenda, oscilliamo tra la comprensione del suo percorso interiore e il rifiuto profondo verso chi è stato capace di compiere un atto tanto estremo.