Dal rosso iconico agli Oscar: ecco come gli abiti di Valentino, scomparso ieri a 93 anni, hanno segnato la storia del cinema e dei red carpet internazionali.
Il rosso era il suo colore, quasi come se lo avesse inventato lui: era conosciuto con il nome di rosso Valentino, ed era una tonalità unica, inconfondibile. Una tonalità che ha dato il nome anche a una linea giovane di abiti della maison, chiamata appunto Red Valentino.
Valentino è stato, parafrasando il titolo di uno dei film più famosi di Bernardo Bertolucci e il titolo del documentario a lui dedicato, l’”ultimo imperatore” della moda. Non solo italiana, ma globale.
Ieri sera è morto, all’età di 93 anni, dopo una vita intera passata a creare bellezza: dagli esordi parigini fino alla trasformazione in vera e propria icona e modello. Con il suo gusto squisito e un’idea di femminilità senza tempo, Valentino ha influenzato non solo il mondo della moda, ma anche quello del cinema, esercitando una grandissima influenza nel tempo: dagli anni Sessanta ai giorni nostri.
I costumisti hanno fatto proprie le sue lezioni, a partire dall’abito rosso come simbolo massimo di empowerment per la donna: non vedete il suo zampino in tutti gli abiti rossi che incontrate al cinema, incluso l’abito da cocktail che indossa Vivian Ward / Julia Roberts in Pretty Woman? Dopo di lui l’abito rosso si è preso prepotentemente la scena e ha definito e impresso nell’immaginario collettivo molti personaggi femminili.

Alcune apparizioni indimenticabili dei capi made in Valentino
Gli abiti disegnati da Valentino attraversano il tempo e lo spazio. Negli anni Sessanta appaiono indosso a dive indimenticabili come Monica Vitti ne La notte di Michelangelo Antonioni prendendo le sembianze di uno splendido abito da cocktail nero, ma anche della mise doposcii della divina Audrey Hepburn in Sciarada di Stanley Donen.
In tempi molto più recenti, un paio di decolleté rosse modello Rockstud fanno la loro comparsa ai piedi della temibile e potentissima Miranda Priestley di Il diavolo veste Prada 2, interpretata da Meryl Streep. Perché vestirà pure Prada, sì, ma non disdegna un pezzo iconico marchiato Valentino.
Mentre nell’episodio finale di And Just Like That, serie seguito di Sex And The City, è lo stilista milanese a firmare l’iconico vestito a spalle scoperte indossato da Carrie Bradshaw / Sarah Jessica Parker. Un’apparizione che, all’indomani della messa in onda dell’episodio, incrementerà le ricerche online di “abiti Valentino” del 1.085%.

Non solo cinema: anche teatro
Lungi dal limitare il proprio campo d’azione, il celeberrimo couturier si è dedicato con passione anche alla realizzazione di abiti di scena per alcuni spettatori teatrali e opere. Ultimo in ordine di tempo è stato il debutto nel mondo dell’opera, datato 2020, della regista cinematografica Sofia Coppola con La traviata. Per l’opera Valentino ha creato personalmente gli splendidi costumi della protagonista Violetta, tra i quali un fastoso abito in taffetà rosso, mentre agli allora designer della maison,
Ma non si è occupato solo dei costumi: ha anche dato supporto al progetto con la Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti.
Una curiosità: La traviata è anche l’opera che il personaggio di Julia Roberts va a sentire a teatro con Richard Gere indossando l’abito rosso del succitato Pretty Woman.

Valentino sul red carpet
Un abito Valentino significa successo: come quello di Scarlett Johansson, apparsa sul red carpet nel 2006, all’età di 22 anni e appena all’inizio della propria sfolgorante carriera cinematografica. La giovanissima diva indossava un vestito della maison, poco prima di raggiungere la fama globale con Match Point di Woody Allen.
E porta fortuna, come dimostrano gli outfit di moltissime attrici premio Oscar.
Valentino e le dive Premio Oscar: un sodalizio fortunato
Jessica Lange, 1983
Negli anni Ottanta degli eccessi, Jessica Lange vinse come migliore attrice non protagonista per Tootsie con un abito Valentino corto al ginocchio, tutto ricoperto di paillettes color latte, con tacchi e borsa argento coordinati. Un look sorprendentemente fresco e fuori dagli schemi dell’epoca.
Sophia Loren, 1991
Per ricevere il premio alla carriera, ventinove anni dopo il suo primo Oscar per La Ciociara, Sophia Loren si affidò ancora all’amico Valentino, che la vestì con una colonna di paillettes nere scintillanti e un velo di seta leggerissima sulle spalle. Il look più “loreniano” possibile.
Mercedes Ruehl, 1992
Vincitrice come migliore attrice non protagonista per La leggenda del Re Pescatore, Mercedes Ruehl indossò un abito nero lungo a collo alto, con un triangolo sulla schiena che liberava le spalle. Un design “valentiniano” perfetto, spesso ingiustamente dimenticato nelle liste dei migliori look agli Oscar.
Julia Roberts, 2001
Quando Julia Roberts salì sul palco per ritirare l’Oscar per Erin Brockovich, indossava un abito nero e bianco Valentino Couture del 1992, già sfilato con Christy Turlington e indossato da Lorella Cuccarini a Sanremo 1993. Quel look, con la candida linea centrale che si apre a triangolo sulle spalle e lo strepitoso disegno sulla schiena, è stato definito “l’abito più bello della storia degli Oscar”. Fu il primo caso di “vintage Valentino” sul red carpet, che diede il là alla tendenza a recuperare di collezioni passate. “Julia Roberts mi ha fatto sentire tanto, tanto felice” confessò lo stilista. L’attrice conserva ancora l’abito “in una scatola sotto il letto”.
Cate Blanchett, 2005
Per ritirare l’Oscar come migliore attrice non protagonista per The Aviator, Cate Blanchett scelse un abito monospalla in taffetà di seta giallo con ricamo sulla spalla e fascia borgogna. “Volevo qualcosa di classico e Valentino è un maestro in questo” raccontò l’attrice, spiegando di aver scelto il giallo perché il tessuto si riempiva di riflessi rosa e blu alla luce del sole. L’abito fu così iconico che i grandi magazzini americani lo copiarono in versione low cost.
Frances McDormand, 2018 e 2021
Due Oscar, due Valentino firmati Pierpaolo Piccioli. Nel 2018 per Tre manifesti a Ebbing, Missouri un gioco di oro e nero dalla linea millimetrica; nel 2021 per Nomadland un’insolita linea peplum con piume nere. Quando parla la vera couture, make up e styling diventano superflui.