Animali a spasso: il cinema si prepara a sostituire gli animali in carne e ossa con animali digitali. È la fine di un’era.
Da sempre, gli animali hanno avuto un ruolo fondamentale nel settore cinematografico, fungendo spesso da protagonisti di intere pellicole, fino a divenire delle vere e proprie star di Hollywood. Basti pensare agli amici a quattro zampe interpreti in film come Rintintin, Lassie, Tarzan, Beethoven fino al commovente Hachiko.
Nel tempo, la presenza degli animali nei film ha celebrato l’amicizia tra l’uomo e l’animale ma ha anche permesso di parlare degli sfruttamenti a cui molto spesso sono stati soggetti.
Tuttavia, oggi, con l’intelligenza artificiale che avanza a grande velocità, sempre più produzioni preferiscono affidarsi al digitale per le performance degli animali. CGI sofisticati, infatti, sono in grado di riprodurre quasi alla perfezione ogni tipo di animale e di farlo interagire con l’attore umano.
L’uso ricorrente al CGI è una tendenza che allarma sempre più chi di mestiere fa l’addestratore o il coordinatore di animali per le produzioni. Professioni ormai a rischio, come confermato da Karin McEhatton, proprietaria di Studio Animal Services, che ha fornito animali di talento per produzioni come Acchiappafantasmi, LA Confidenzial e CSI: Miami.
Anche Benay Karp, proprietaria di Benay’s Bird & Animal Rentals, specializzata in piccoli animali selvatici e uccelli (i suoi artisti piumati sono apparsi in Specchio Specchio e in Grace e Frankie) si dichiara preoccupata:
“Non credo di aver ricevuto una chiamata per un picchio probabilmente in tre o quattro anni, forse cinque anni. Ho uno stormo di gabbiani. Penso di aver trovato un solo lavoro per loro nell’ultimo anno, dove lavoravano sempre”.
Entrambi i film hanno utilizzato l’AI per la creazione dell’animale co-protagonista. Ne Il richiamo della foresta (2020), di Chris Sanders, accanto a Harrison Ford c’è Buck, un cane generato al computer, basandosi su un vero cane.
In Superman (2025), di James Gunn, il cucciolo aiutante Krypto è una versione digitale di Ozu, il cane del regista.
Gli animalisti hanno sempre spinto per eliminare gli animali dai set cinematografici e televisivi, come People for the Ethical Tratment of Animals. E, probabilmente, grazie all’uso dell’intelligenza artificiale ciò sarà possibile in breve tempo. Speriamo solo che agli attori “umani” non venga riservato lo stesso destino!
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