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Asia-Pacifico: ricavi video verso i 196 miliardi nel 2030

Il mercato Asia-Pacifico punta ai 196 miliardi di dollari entro il 2030: lo streaming e i social guidano la crescita mentre la TV tradizionale crolla.

I numeri non mentono mai, e quelli appena rilasciati da Media Partners Asia raccontano una rivoluzione silenziosa ma inarrestabile. Secondo il nuovo report Asia-Pacific Video & Broadband 2026, l’industria audiovisiva della regione raggiungerà un fatturato monstre di 196 miliardi di dollari entro il 2030. Ma attenzione, non è una crescita per tutti. Se il settore nel suo complesso avanzerà con un ritmo costante (+2,8% annuo), la vera locomotiva è il video online, destinato a crescere del 7% l’anno, cannibalizzando letteralmente la vecchia televisione. (NOTE: Frase chiave in grassetto nel primo paragrafo. Dati finanziari precisi).

Il dato più scioccante riguarda proprio il sorpasso storico: l’India è pronta a scavalcare la Cina per numero di abbonati ai servizi SVOD, con una previsione di 358 milioni di sottoscrizioni attive entro la fine del decennio. È la fine dell’egemonia quantitativa di Pechino, anche se il Dragone (insieme al Giappone) manterrà ancora il primato per fatturato complessivo grazie a un ARPU (ricavo medio per utente) decisamente più alto

l boom dei Social Video

Un altro dato che farà riflettere i produttori di cinema è l’esplosione dei contenuti generati dagli utenti (UGC) e dei social video. Questo segmento da solo genererà 11,4 miliardi di dollari di nuova ricchezza, diventando il singolo motore di crescita più potente dell’intera regione.

In definitiva, il futuro dell’intrattenimento asiatico (e quindi globale) è sempre più polarizzato: da una parte le grandi produzioni Premium VOD (che varranno 52 miliardi), dall’altra l’oceano infinito dei video social.