I BAFTA Film Awards 2026, tenutisi il 22 febbraio al Royal Festival Hall di Londra, non sono stati ricordati solo per i premi e le grandi performance cinematografiche.
Una polemica, ormai sulla bocca di tutti, è legata alla controversia legata alla trasmissione televisiva di parole offensive. Durante la cerimonia dei BAFTA 2026, trasmessa dalla BBC, sono stati uditi tic vocali involontari da parte di John Davidson, attivista e promotore della consapevolezza sulla sindrome di Tourette, che includevano un insulto razziale.
Cosa è successo durante la cerimonia dei BAFTA
Il momento controverso è avvenuto mentre gli attori Delroy Lindo e Michael B. Jordan presentavano il premio per i migliori effetti visivi. Davidson, presente in platea, ha emesso tic vocali involontari che sono stati trasmessi nella diretta televisiva, suscitando immediate reazioni da parte del pubblico e degli utenti sui social. La BBC ha ammesso di non aver filtrato la sequenza prima della trasmissione.
La sindrome di Tourette spiegata
La sindrome di Tourette è un disturbo neurologico caratterizzato da tic motori e vocali improvvisi e involontari. In alcuni casi può manifestarsi la coprolalia, cioè l’emissione di parole o espressioni offensive senza controllo della persona. Questi tic non riflettono opinioni o intenzioni e non sono volontari. Nel caso di Davidson, le parole offensive erano dunque involontarie e legate ai sintomi della Tourette.
Le scuse della BBC e la gestione della diretta
La BBC ha diffuso una scusa ufficiale, spiegando che il linguaggio forte udito “deriva da tic verbali involontari associati alla sindrome di Tourette e non era intenzionale”. L’emittente ha rimosso la cerimonia da iPlayer e annunciato che verrà rieditata per eliminare il passaggio incriminato. Anche il presentatore Alan Cumming ha chiarito al pubblico che le espressioni verbali possono essere parte dei sintomi della Tourette.
Il dibattito tra responsabilità mediatica e inclusività
La vicenda ha aperto un ampio dibattito: da un lato, le associazioni per la Tourette chiedono comprensione e sensibilità, ricordando che i tic sono involontari; dall’altro, critici e spettatori evidenziano la necessità di proteggere il pubblico da linguaggi offensivi durante le dirette. Nonostante la polemica, il film I Swear, ispirato alla vita di Davidson, ha ottenuto premi importanti, trasformando la serata in un’occasione sia di celebrazione cinematografica sia di riflessione su inclusività e responsabilità editoriale.