Ben Affleck e Matt Damon, l’Oscar che ancora li imbarazza

Ben Affleck e Matt Damon, l’Oscar che ancora li imbarazza

Ben Affleck e Matt Damon ricordano Will Hunting – Genio Ribelle: l’Oscar vinto nel 1998 e il discorso improvvisato che ancora oggi li mette in imbarazzo.

A quasi trent’anni dall’uscita di Will Hunting – Genio Ribelle, Ben Affleck e Matt Damon guardano a quel film con affetto e orgoglio.

La pellicola del 1997, diventata un classico del cinema contemporaneo, segnò la loro consacrazione a Hollywood e valse a entrambi l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale. Eppure, c’è un dettaglio di quella notte che i due amici di Boston preferirebbero dimenticare: il discorso di ringraziamento.

Will Hunting – Genio Ribelle, la trama

Will Hunting – Genio Ribelle è un film del 1997 diretto da Gus Van Sant e interpretato da Matt Damon e Ben Affleck. La storia segue Will Hunting, un giovane bidello che lavora al MIT di Boston e conduce una vita segnata da rabbia, insicurezze e scelte autodistruttive. Dietro un’esistenza apparentemente marginale, Will nasconde però un talento matematico straordinario, che emerge quando risolve anonimamente un complesso problema universitario.

Scoperto dal professor Gerald Lambeau, interpretato da Stellan Skarsgård, Will viene coinvolto in un percorso che potrebbe garantirgli un futuro brillante, a patto di affrontare però i nodi irrisolti del proprio passato. Determinante è l’incontro con lo psicologo Sean Maguire, interpretato dal compianto Robin Williams, che lo aiuta a confrontarsi con i traumi dell’infanzia e con la paura di accettare il proprio talento.

Il film ottenne un enorme successo di pubblico e critica, collezionando nove nomination agli Oscar. Robin Williams vinse l’Oscar come miglior attore non protagonista, mentre Will Hunting – Genio Ribelle perse il premio per miglior film a favore di Titanic (vincendo, però, per l’appunto, quello per la miglior sceneggiatura originale).

Ben Affleck e Matt Doman: Il discorso dell’imbarazzo

Ospite del The Howard Stern Show, Affleck ha ammesso di provare ancora un certo imbarazzo nel rivedere quel momento. “Ho ringraziato Boston come città tre volte”, ha raccontato sorridendo. “Era davvero necessario?”.

Un’emozione comprensibile per due giovani attori e sceneggiatori che, fino a poco tempo prima, guardavano la cerimonia degli Oscar dal divano di un piccolo appartamento nel Massachusetts.

Affleck e Damon, però, non avevano preparato alcun discorso.

“Non ne abbiamo mai parlato tra di noi”, ha spiegato Damon. “Se lo avessimo fatto e poi non avessimo vinto, oggi saremmo in un bar di Boston a prenderci in giro per aver scritto un discorso per niente”. Così, saliti sul palco, l’improvvisazione prese il sopravvento, tra ringraziamenti ripetuti e un evidente stupore.

Nonostante l’imbarazzo a posteriori, entrambi riconoscono quanto quell’istante sia stato decisivo.

Affleck ha ricordato anche il momento in cui il presentatore Billy Crystal li citò sul palco: “È una cosa che resterà con me per tutta la vita”.

Per Damon, invece, il successo fu più difficile da assimilare: “Ci sono voluti anni perché tutto questo si sedimentasse davvero”.

Ben Affleck e Matt Damon, i progetti futuri

Oggi Affleck e Damon continuano a collaborare e a condividere il set. L’ultimo progetto è The Rip (in uscita in Italia il 16 gennaio), un nuovo film Netflix ambientato a Miami, a dimostrazione che quell’amicizia nata a Boston – e consacrata con un Oscar un po’ imbarazzante – è ancora uno dei sodalizi più duraturi di Hollywood.