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Cannes 2026

Cannes 2026, Hollywood arretra e gli autori avanzano

Il Festival di Cannes 2026 apre oggi, martedì 12 maggio, e andrà avanti fino al 23 maggio, giorno della consegna della Palma d’Oro.

È la 79ª edizione e parte con una competizione da 22 film, una giuria presieduta da Park Chan-wook e un’assenza abbastanza vistosa: quest’anno non ci sono grandi blockbuster hollywoodiani né quei lanci muscolari da major che in passato hanno trasformato la Croisette in una pista promozionale per franchise globali come Indiana Jones o Top Gun.

Una corsa molto aperta, senza titoli già indicati come favoriti assoluti. Tra i registi in concorso ci sono Pedro Almodóvar con Amarga Navidad, László Nemes con Moulin, Asghar Farhadi con Histoires Parallèles, Ryusuke Hamaguchi con Soudain, Cristian Mungiu con Fjord e Hirokazu Kore-eda con Sheep in the Box.

Quest’ultimo, già Palma d’Oro nel 2018 con Shoplifters, porta un film che intreccia lutto e intelligenza artificiale. Mungiu, vincitore nel 2007 con 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni, cerca invece una seconda Palma con un dramma familiare ambientato in un villaggio norvegese.

La Vénus Électrique apre la 79ª edizione

Il film d’apertura è La Vénus Électrique di Pierre Salvadori, presentato fuori concorso dopo la cerimonia inaugurale.

La cerimonia sarà condotta da Eye Haïdara e trasmessa in diretta da France Télévisions e Brut; in Francia diversi cinema proietteranno l’evento seguito dal film. La storia è ambientata nella Parigi del 1928 e segue Antoine Balestro, giovane pittore di successo bloccato dalla morte della moglie. Una sera, durante una seduta spiritica, crede di poterla contattare, ma dall’altra parte trova Suzanne, una ragazza del luna park entrata nella roulotte della medium per rubare del cibo.

Da lì nasce un gioco di finte apparizioni e manipolazioni sentimentali, con l’aiuto del gallerista Armand. Nel cast ci sono Pio Marmaï, Anaïs Demoustier, Gilles Lellouche, Vimala Pons, Gustave Kervern e Madeleine Baudot. Salvadori arriva al film dopo una lunga collaborazione con il produttore Philippe Martin di Les Films Pelléas, che lo accompagna fin dai suoi primi lavori.

Frémaux tra politica, IA, no selfie e Italia assente

Alla vigilia dell’apertura, Thierry Frémaux ha affrontato alcuni dei temi che girano attorno a questa edizione: politica, intelligenza artificiale, regole del red carpet, presenza femminile e assenza italiana. La linea “no selfie” resta in vigore nonostante Meta sia sponsor della Croisette: Frémaux ha spiegato che il Festival separa “la dimensione artistica da quella economica”.

Sull’intelligenza artificiale ha indicato come rischio principale “le menzogne che può produrre”, anche nel cinema, rivendicando la vicinanza del Festival ad artisti, sceneggiatori, attori e stunt, cioè alle categorie su cui l’IA potrebbe avere un impatto diretto. Sulla politica ha detto che “l’arte, e il cinema in particolare, sono strumenti di pace”, pur precisando che né giurati né organizzatori sono obbligati a esprimere opinioni fuori dai film.

Sull’Italia, quasi assente quest’anno, ha scherzato amaramente: oltre a Cannes, è anche l’anno in cui l’Italia non sarà ai Mondiali, “due volte desolato”. Ha ricordato però Le città di pianura di Francesco Sossai, passato a Cannes l’anno scorso e poi premiato con otto David.

Giuria di Cannes 2026, star e Palme onorarie

La giuria che assegnerà la Palma è composta da nove membri ed è guidata da Park Chan-wook, primo regista coreano a presiedere la giuria principale di Cannes. Accanto a lui ci sono Demi Moore, Chloé Zhao, Stellan Skarsgård, Ruth Negga, Laura Wandel, Diego Céspedes, Isaach De Bankolé e Paul Laverty.

Anche senza blockbuster, il tappeto rosso non resterà vuoto: sono attesi John Travolta, Adam Driver e Barbra Streisand. Travolta presenterà il suo debutto alla regia, Propeller One-Way Night Coach, tratto dal suo libro per bambini del 1997 e legato alla sua passione per il volo.

Barbra Streisand e Peter Jackson riceveranno invece la Palma d’Oro onoraria alla carriera. Per compensare la scarsità di grandi lanci hollywoodiani, Cannes celebrerà anche il 25º anniversario di The Fast and the Furious, con la presenza di alcuni membri del cast, tra cui Vin Diesel.

Il caso Neon: sei Palme consecutive e nove film al Festival

Il nome industriale da tenere d’occhio è Neon.

La società indipendente americana, fondata nel 2017 e guidata dal cofondatore Tom Quinn, arriva a Cannes dopo sei Palme d’Oro consecutive: Parasite, Titane, Triangle of Sadness, Anatomy of a Fall, Anora e It Was Just an Accident. AP sottolinea che nessuno studio si è mai avvicinato a una serie del genere.

Quest’anno Neon sostiene nove film al Festival, più di un quarto dei 22 film in concorso.

Tra i titoli più attesi ci sono Soudain di Hamaguchi, Hope di Na Hong-jin e Paper Tiger di James Gray, con Scarlett Johansson e Adam Driver, di nuovo insieme dopo Marriage Story. Cannes 2026 parte quindi con meno fuochi d’artificio da major, ma con una competizione piena di autori pesanti, ritorni da Palma e un distributore indipendente che ormai sulla Croisette gioca quasi da favorito istituzionale.

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