Cannes 2026: nell’ultima edizione del famoso festival, conosciuto in tutto il mondo, l’attore Vin Diesel ha deciso di raccontarsi in un toccante saggio.
Vin Diesel, noto volto cinematografico, famoso per saghe come Fast and Furious, ha deciso di condividere la sua storia al festival di Cannes 2026, con tono sincero e veritiero.
Cannes, il racconto di Vin Diesel
Difende il cinema popolare definendolo non una forma d’arte inferiore, in un coinvolgente saggio sulla sua storia.
Il racconto è stato condiviso ed apprezzato dal grande pubblico presente al festival, e non solo.
Le sue parole
Era il lontano 1895 quando i fratelli Lumiere decisero di puntare una macchina fotografica su di un treno, e il pubblico si alzò poco dopo dalle rispettive poltrone su cui era seduto.
Nel 1995, Cannes ha celebrato il centenario di quel momento. Proprio in quell’occasione, ricorda l’attore, decisero di dare spazio, con sua grande sorpresa, ad un cortometraggio di 20 minuti in totale, realizzato da un emergente che non possedeva all’epoca nemmeno un vestito della sua taglia esatta.
Un emergente di soli 27 anni. Multi-Facial era il titolo.
Diesel ricorda di essere partito in aereo con un suo amico, di nome Johnny, il quale vendeva attrezzi per telefono proprio insieme a lui. Nessun piano programmato, solo un sogno e tante speranze di riuscita. Un pasto al giorno, e niente albergo, dal momento che ancora non potevano permettersi di alloggiare.
Il film era incentrato su un giovane artista troppo multiculturale per i tempi in cui viveva. Un artista che non riusciva in alcun modo ad apparire sullo schermo. Cannes gli diede fiducia dicendo di portare comunque il progetto. Da lì in poi partì tutto quanto. All’epoca, sempre secondo le parole di Diesel, non vi erano nemmeno gli smartphone, come oggi, il grande schermo era l’unica cosa importante.
Nonostante ciò, quello fu l’inizio di un grande percorso. Fino a quest’anno, nel 79esimo anniversario del Festival, dove Fast and Furious è stato ufficialmente riconosciuto come un classico.
La saga che divenne sempre più importante. 25 anni fa, il primo film contribuì a dimostrare che il cinema popolare, quando realizzato con amore, e con il cuore, non deve mai essere snobbato o considerato di natura inferiore.
Nel 2001 Hollywood divise il pubblico in base ai criteri demografici. Aveva smesso di credere che un solo film potesse raggiungere un tale successo. Diesel dice che gli attori non erano assolutamente in accordo. E Fast and Furious ne è stato la prova.
Qui arriva per l’attore l’emozione. Si aspettava che sarebbe tornato, ma non che il film sarebbe stato proiettato davanti ad un pubblico di duemilacinquecento persone, tutte in una stanza, pronte ad assistere al capolavoro.
Un cast d’eccezione, insieme a Michelle Rodriguez, Jordana Brewster, Neal H.Moritz, insieme a Rob Cohen, uno dei registi che Diesel stesso definisce più collaborativi di sempre.
Ricorda poi di aver incontrato il suo caro amico Thierry Fremaux, conosciuto per la prima volta nel lontano 2006. Elogi per lui, considerato artista di grande fattura sin dai primi momenti insieme.
Per Fremaux, Diesel è ormai parte del DNA di Cannes, quasi come un figlio.
La visione della scena con il compianto Paul Walker, ha tenuto tutti con il fiato sospeso, per un momento di unione e al tempo stesso di malinconia.
Chiusura con ringraziamenti per Donna Langley, sua amica da anni, proprio come Fremaux.
Ricordando anche la famiglia di Paul, la star della saga sottolinea come le cose più vere alla fine siano quelle più semplici. Più della fama, del successo, e di qualsiasi altra soddisfazione materiale.
L’amore è ciò che conta, e Vin Diesel in questo saggio sulla sua storia lo ha dimostrato appieno.