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Darren Aronofsky al Cannes AI Summit, in cerca di assoluzione
Darren Aronofsky difende a Cannes il progetto AI On This Day… 1776, nato con Primordial Soup in vista dei 250 anni della Dichiarazione d’Indipendenza.
Darren Aronofsky ha scelto il Cannes AI Summit per difendere On This Day… 1776, il progetto sulla rivoluzione americana realizzato con l’intelligenza artificiale generatica attraverso il suo studio Primordial Soup. Sin dai primi episodi di gennaio, era stato accolto molto male da fan e critica, ma Aronofsky è andato comunque avanti.
Durante la conversazione con James Manyika, President, Research, Labs, Technology & Society di Google, nel secondo giorno dell’AI for Talent Summit del Marché du Film, Aronofsky ha spiegato che l’idea iniziale era realizzare trenta o trentacinque film di circa cinque minuti ciascuno, dedicati a ciò che accadeva “in questo giorno” , ma 250 anni prima.
Il regista sostiene che il materiale pubblicato il 29 aprile mostra già un salto notevole rispetto ai primi episodi di gennaio, dovuto non solo al miglioramento dei modelli, ma anche alla pipeline di Primordial Soup e all’esperienza crescente degli artisti coinvolti.
Primordial Soup, Google DeepMind e i tre corti tra live action e AI
Aronofsky ha raccontato che il suo interesse per l’AI come strumento cinematografico è nato nel 2023, osservando le immagini generate con Midjourney. Da lì è arrivata la decisione di fondare Primordial Soup, non per sostituire il suo cinema tradizionale, ma per essere pronto a lavorare con una tecnologia che, secondo lui, avrebbe comunque cambiato il modo di produrre immagini.
Lo studio debutta quest’anno nella Selezione Ufficiale di Cannes con Goodnight Lamby, corto di Dustin Yellin in programma martedì a Cannes Classics. Il film nasce da un’iniziativa creativa con Google DeepMind, costruita attorno a tre cortometraggi che combinano live action e AI: Goodnight Lamby, Ancestra di Eliza McNitt, già passato al Tribeca Festival, e il documentario Love Rendered di Dan Cogan e Liz Garbus, attualmente in post-produzione.
Secondo Aronofsky, questi film non avrebbero preso forma senza la tecnologia usata da Primordial Soup. Il regista insiste sul fatto che, almeno nei progetti originati dallo studio, l’AI viene trattata come uno strumento aggiuntivo. Nel caso di Goodnight Lamby, il lavoro serve a portare in movimento l’immaginario di Yellin, artista noto per sculture costruite con strati di vetro e collage. Aronofsky ha descritto il corto come una storia in cui la figlia dell’artista entra in una delle sue sculture e diventa un personaggio interno a quell’opera; la figlia di Yellin interpreta se stessa, mentre Paul Rudd dà voce al padre e Chris Rock fa parte del cast vocale.
Il regista ha collegato Goodnight Lamby alla tradizione di film come Alice in Wonderland e The Red Balloon, sostenendo poi che la presenza del corto nel programma del festival è un chiaro segnale della disponibilità e lungimiranza di Cannes.
Da Ancestra a Love Rendered: gli esempi concreti portati da Aronofsky
Aronofsky ha spiegato che il film Ancestra di Eliza McNitt nasce da una vicenda personale della regista, quasi morta alla nascita a causa di un difetto cardiaco: McNitt voleva ricreare quell’evento di nascita problematica per rendere omaggio alla madre, e secondo Aronofsky, senza l’AI generativa non sarebbe stato possibile.
Love Rendered, invece, segue il lavoro tra Primordial Soup e Google DeepMind su una tecnologia pensata per aiutare persone che stanno perdendo la memoria in età avanzata, provando a ricreare alcuni ricordi. Aronofsky cerca di distinguere tra usi molto diversi dell’AI, sostenendo che la parola stessa sia diventata troppo larga e confusa: parlare con ChatGPT per sapere il meteo non equivale a saper utilizzare modelli generativi per costruire immagini cinematografiche.
Il regista ha respinto anche l’idea che un film AI nasca semplicemente dal prompt giusto inserito in un’applicazione: per ottenere qualcosa di valido, servono lavoro umano, direzione artistica, intenzione e controllo. Aronofsky ha ammesso l’esistenza di paure concrete sull’impatto dell’AI sui mestieri creativi, ma ha paragonato questa fase ad altri passaggi tecnici della storia del cinema: il sonoro, che provocò resistenze tra chi lavorava con la musica dal vivo nelle sale; la camera portatile, che rese possibili film come Breathless e contribuì alla Nouvelle Vague francese; gli effetti visivi, che hanno indubbiamente incentivato l’espansione del cinema di fantascienza.
I grandi film da sala non spariranno per effetto dell’AI
Aronofsky ha citato Orson Welles per spiegare il lato che considera più promettente: un artista costretto per anni a cercare finanziamenti, difendere il proprio montaggio e combattere con il sistema produttivo avrebbe potuto usare strumenti più accessibili per seguire direttamente la propria immaginazione.
Per ora, il dato più chiaro è che Aronofsky non sta arretrando dopo le critiche. On This Day… 1776 proseguirà fino alla fine dell’anno, con il regista che indica già il 24 dicembre, giorno in cui il progetto arriverà al passaggio di George Washington sul Delaware, come una possibile dimostrazione di quanto la qualità possa cambiare mese dopo mese.
Cannes, intanto, non si limita a discutere l’AI in teoria: la ospita nei panel, nei corti, nei progetti legati a Google DeepMind e nel percorso di un autore che ha deciso di trasformare una partenza contestata in una prova pubblica lunga dodici mesi.