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Luke Grimes e quel debito con una star del cinema
Il legame tra Luke Grimes e Clint Eastwood ridefinisce il successo dello spinoff di Yellowstone, Marshals ora disponibile in streaming su Paramount+.
Dal poster ispirato a Gli spietati fino alla svolta lavorativa decisiva per la sua carriera, l’attore rivela come l’icona del cinema abbia profondamente influenzato il suo percorso e la sua evoluzione nel ruolo di Kayce Dutton.
Il tributo a Gli spietati e la svolta professionale
Quando la CBS ha iniziato a promuovere Marshals: A Yellowstone Story, il marketing ha puntato su un’immagine di Luke Grimes di spalle, un omaggio esplicito alla locandina del classico del 1992 diretto ed interpretato da Clint Eastwood.
L’idea è stata dello stesso Grimes, subito approvata dallo showrunner Spencer Hudnut per le evidenti analogie tra i due personaggi: entrambi sono uomini tormentati dal passato violento che lottano per mandare avanti un ranch e fare i padri da soli. Ne Gli spietati — capolavoro vincitore di quattro premi Oscar, tra cui miglior film e miglior regia — William Munny è un vecchio killer e vedovo che accetta un’ultima missione per mantenere i figli. In Marshals, dopo aver lasciato la grande fattoria di Yellowstone, Kayce Dutton si unisce a un’unità d’élite degli US Marshals e, grazie all’esperienza accumulata nel suo passato sia come cowboy sia come Navy SEAL, intende portare la giustizia nel Montana.
“Penso che Gli spietati sia il miglior western mai realizzato e ho sempre amato quel poster“, ha dichiarato Grimes a IndieWire. Ma l’influenza di Eastwood va ben oltre l’estetica. Grimes ha infatti rivelato che, se non fosse stato per il regista, forse non avrebbe mai ottenuto il ruolo in Yellowstone: “Clint Eastwood mi ha scritturato in American Sniper per un ruolo decisamente troppo grande rispetto a dove mi trovavo nella mia carriera in quel momento. Quella parte sarebbe dovuta andare a una star del cinema, ma a Clint non importano molto le regole“. Quel film fu visto al cinema da Taylor Sheridan proprio mentre scriveva la sua celebre serie, permettendo a Grimes di catturare la sua attenzione e svoltare professionalmente.
Luke Grimes: La paternità, il dramma in TV e l’autonomia sul set
Inizialmente diffidente all’idea di portare Kayce in un procedural generalista dopo il finale felice di Yellowstone — dove il personaggio era “riuscito letteralmente a cavalcare verso il tramonto” — Grimes ha accettato la sfida sia per nostalgia sia per l’arrivo del suo primo figlio, notando che “è strano rifiutare un lavoro quando hai un figlio”.
La realtà ha finito per imitare l’arte: nella serie, la tragica scomparsa della moglie Monica (Kelsey Asbille) lascia Kayce da solo a crescere Tate (Breckin Merrill), un rapporto culminato in un devastante finale di stagione in cui il ragazzo compie un atto di violenza per legittima difesa. “Per tutta la durata di Yellowstone ho solo tirato a indovinare. Non sapevo cosa significasse essere padre“, ha ammesso Grimes, spiegando come la paternità reale abbia cambiato il suo approccio emotivo sul set: “Ora vedo ognuno come un bambino che è semplicemente diventato grande”.
Questa maturazione coincide con una maggiore autonomia artistica nei panni di protagonista assoluto della serie. Pur restando collaborativo, Grimes rivendica oggi il controllo totale sul suo personaggio di fronte ai diversi registi che si alternano sul set: “Ci sono momenti in cui devi impuntarti e dire: ‘Non credo che lui farebbe questo’. Se è solo una questione legata al personaggio, penso che alla fin dei conti sia io a saperne di più”.
