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Disney+ rilancia Animorphs: ritorna il cult sci-fi anni ’90

Disney+ rilancia Animorphs: ritorna il cult sci-fi anni ’90

Disney+ sviluppa la serie di Animorphs con Ryan Coogler produttore e Bayan Wolcott alla scrittura: ritorna un cult YA sci-fi tra nostalgia e invasioni aliene

Disney+ sta sviluppando una nuova serie di Animorphs, e già questo basta a far drizzare le antenne a chiunque sia cresciuto tra fantascienza anni Novanta, invasioni aliene e copertine impossibili da dimenticare.

Il progetto è in early development per 20th Television: Ryan Coogler sarà executive producer con Sev Ohanian e Zinzi Coogler per Proximity Media, mentre Bayan Wolcott scriverà e produrrà la serie. Alla produzione partecipano anche Iole Lucchese e Caitlin Friedman per Scholastic.

Perché Animorphs ritorna al momento giusto

La saga creata da K.A. Applegate e Michael Grant, pubblicata da Scholastic tra il 1996 e il 2001 in 54 volumi, raccontava un gruppo di ragazzi capaci di trasformarsi in animali per combattere gli Yeerks, una specie aliena parassitaria che invade gli esseri umani dall’interno.

Era una serie per ragazzi solo in superficie: sotto c’erano guerra, trauma, identità, sacrificio e paranoia. Animorphs non torna perché è vecchia abbastanza da essere riciclata, ma perché il suo nucleo narrativo oggi suona di nuovo attuale.

In un’epoca ossessionata da controllo invisibile, corpi manipolati e realtà infiltrate, l’idea di un’invasione nascosta sotto la normalità quotidiana ha ancora una forza immediata. Per questo il progetto può funzionare: non come operazione vintage, ma come aggiornamento di una fantascienza young adult che aveva già capito quanto l’orrore più efficace sia quello che si confonde con la vita di tutti i giorni.

Il reboot di X-Files dice che Coogler non sta scegliendo a caso

Animorphs è il secondo progetto dentro l’overall TV deal tra Proximity Media e Disney; l’altro è il reboot di The X-Files, che a febbraio 2026 ha ottenuto un pilot order da Hulu. Coogler scriverà, dirigerà ed executive produrrà il pilot.

Coogler non sta mettendo quindi il suo nome su revival casuali, ma su franchise sci-fi fondati su paranoia, identità e crisi del reale.

Arrivando da Sinners, che gli ha portato l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale, è chiaramente uno dei pochi autori-produttori che oggi possono trasformare un vecchio brand in un evento culturale.