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Emma Corrin, news almanacco cinema

Emma Corrin: dalla corona di Diana al trionfo a Hollywood

Dallo storico debutto in The Crown al premio Variety Power of Women come prima star non-binaria: la rivoluzione fluida di Emma Corrin nel cinema.

Se c’è una dote che definisce la carriera cinematografica e televisiva di Emma Corrin è il suo camaleontismo. In pochissimi anni, la star britannica (che si identifica come non-binaria e usa i pronomi they/them) è passata dall’essere un volto quasi sconosciuto al diventare una delle icone più magnetiche, fluide e imprevedibili dello schermo contemporaneo.

The Crown e il mito di Lady Diana

Prima del 2020, il nome di Emma Corrin diceva poco al grande pubblico. Poi è arrivata la quarta stagione di The Crown, dove l’attrice ha  interpretato una giovane Diana Spencer intrappolata in un matrimonio infelice, riuscendo mirabilmente a catturare la vulnerabilità emotiva, la solitudine e la complessa battaglia contro i disturbi alimentari della “Principessa del Popolo”.

La sua performance, un mix perfetto di candore e sofferenza psicologica, ha fatto epoca, regalandole la vittoria di un Golden Globe, una candidatura agli Emmy, dimostrando la sua capacità di reggere il peso di un’aspettativa globale senza farsi schiacciare dal personaggio.

Emma Corrin e la copertina di Vogue America

Il successo di The Crown non ha solo accelerato la carriera cinematografica di Corrin, l’ha anche proiettata al centro del discorso culturale globale. Nel 2022, l’attrice ha segnato una svolta storica nel mondo della moda e del costume diventando la prima persona apertamente non-binaria a conquistare la copertina di Vogue America.

Quel servizio fotografico e la relativa intervista non sono stati solo un traguardo estetico, ma un manifesto politico e personale in cui Corrin ha parlato apertamente della fluidità del proprio genere, aprendo la strada a una maggiore visibilità e rappresentazione queer sulle testate più prestigiose del pianeta.

Drammi in costume e identità complesse

Dopo il trionfo nella serie Netflix, il cinema ha immediatamente bussato alla sua porta. Invece di adagiarsi su ruoli comodi, Corrin ha iniziato a esplorare i confini del genere e della sessualità attraverso storie d’epoca come in My Policeman  ̶̶  Storia di un amore segreto (2022) in cui interpreta Marion, una donna intrappolata in un triangolo amoroso negli anni ’50, costretta a fare i conti con l’omosessualità clandestina del marito; L’amante di Lady Chatterley (2022) nell’adattamento Netflix del classico di D.H. Lawrence.

Emma Corrin dietro le quinte: l’intervista a Variety e il “Nonbinary Power”

Ai microfoni di Variety, Emma Corrin ha riflettuto a fondo sul peso della fama e sulla necessità di destabilizzare le aspettative del pubblico dopo il successo travolgente dei suoi primi ruoli drammatici.

Parlando del drastico cambio di rotta che l’ha portata verso interpretazioni più oscure, Corrin ha confessato:

C’è una tendenza a volerti incasellare quando interpreti figure così iconiche o legate al dramma classico. Ho amato profondamente quei ruoli, ma sentivo il bisogno viscerale di fare qualcosa che spiazzasse me per prima. Volevo esplorare parti di me e della recitazione che fossero l’esatto opposto della compostezza regale o della vulnerabilità storica“.

Nell’intervista, ha anche affrontato la complessità di navigare nell’industria di Hollywood come persona non-binaria, sottolineando come la scelta dei ruoli sia diventata un atto di pura libertà espressiva:

“Cerco personaggi che esistano negli spazi intermedi, che sfidino i confini tradizionali. L’arte deve essere fluida e imprevedibile, proprio come lo siamo noi esseri umani”.

Questa sua centralità nel ridefinire i canoni dell’industria l’ha portata a essere celebrata all’evento londinese Variety Power of Women.

Essendo la prima persona dichiaratamente non-binaria a ricevere questo riconoscimento, Corrin ha commentato lo storico momento sottolineando la potenza di decostruire le vecchie etichette di Hollywood e definendo l’evoluzione di questo spazio inclusivo come qualcosa di “F—ing fantastico”.

La svolta “Villain” e il cinema di genere

È stato proprio questo desiderio di rottura, espresso nelle pagine di Variety, a guidare le sue scelte successive. Il vero shock artistico (e visivo) per il pubblico è arrivato quando Corrin ha dovuto abbandonare definitivamente i corsetti e le acconciature reali per abbracciare l’oscurità, i blockbuster e l’horror d’autore.

Nel blockbuster Deadpool & Wolverine, Corrin ha sorpreso il mondo rasandosi a zero e interpretando la spietata Cassandra Nova, la gemella malvagia di Charles Xavier, dando vita a uno dei cattivi più memorabili e psicologicamente disturbanti del Marvel Cinematic Universe.

L’incursione nel macabro è continuata con il visionario regista Robert Eggers nel remake di Nosferatu, dove ha interpretato Anna Harding, confermando una predilezione per atmosfere cupe e produzioni dall’alto valore artistico.

Emma Corrin: una filmografia senza confini

Oltre ai grandi schermi, Corrin ha continuato a spaziare tra progetti unici, come la miniserie investigativa A Murder at the End of the World (dove veste i panni di una hacker detective nativa digitale) e la partecipazione alla stagione antologica di Black Mirror, fino al ruolo da protagonista nel fantasy romantico 100 Nights of Hero.

Oggi, Emma Corrin non è più semplicemente “l’attrice che ha interpretato  Diana”. È un’icona di stile e un’interprete fluida, audace, capace di passare da un dramma intimo della BBC a un horror gotico, dalla storica copertina di Vogue alle vette del Marvel Cinematic Universe senza mai perdere un briciolo di credibilità.