Il Signore delle Mosche diventa una serie Netflix: Jack Thorne (Adolescence) adatterà il classico di Golding dopo i film cult del ’63 e del ’90
Dopo anni di tentativi, rumor e versioni al femminile mai realizzate, il capolavoro di William Golding ha trovato una nuova casa. Netflix (US) ha annunciato oggi di aver acquisito i diritti per trasformare Il Signore delle Mosche in una serie limitata di alto profilo. A rassicurare i fan del romanzo, preoccupati dall’ennesimo adattamento, c’è il nome dello showrunner: Jack Thorne. Lo sceneggiatore britannico, reduce dal successo di critica del drama Adolescence (e già penna di His Dark Materials), sembra la scelta perfetta per esplorare la brutalità psicologica dell’infanzia perduta senza filtri hollywoodiani.
Il progetto, prodotto dalla Eleven (la stessa casa di produzione di Sex Education), promette di essere l’adattamento più fedele e crudo mai realizzato. Il formato seriale permetterà infatti di analizzare la discesa nella follia di Ralph, Piggy e Jack con una lentezza inesorabile che i film non potevano permettersi.
Un’eredità pesante: Brook vs Hook
Questa serie dovrà confrontarsi con due “fantasmi” cinematografici ingombranti. Il primo è l’adattamento del 1963 diretto da Peter Brook: un film in bianco e nero, quasi documentaristico, che terrorizzò il pubblico per il suo realismo scarno e le interpretazioni amatoriali (ma vere) dei bambini. Il secondo è la versione a colori del 1990 di Harry Hook: più “americanizzata” e violenta in senso grafico, divenne un cult per la generazione VHS, pur perdendo parte della sottigliezza filosofica del libro.
Perché ora?
La scelta di Netflix non è casuale. Il successo recente di serie come Yellowjackets (chiaramente ispirata a Golding) ha dimostrato che il pubblico è affamato di storie di sopravvivenza che esplorano le dinamiche tribali. Ma Thorne ha chiarito nel comunicato stampa: “Non faremo un survival show generico. Torneremo al testo originale per capire come la democrazia muore nel buio”.
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