Jafar Panahi, il regime iraniano lo condanna di nuovo
Non si interrompe la lunga scia di persecuzioni giudiziarie che coinvolge Jafar Panahi, tra i più importanti registi del cinema contemporaneo.
Fresco vincitore della Palma d’oro di Cannes con Un semplice incidente, Jafar Panahi vive da anni un rapporto tormentato con la giustizia iraniana ed è stato nuovamente condannato dal Tribunale di Tehran.
Jafar Panahi
La sentenza emessa dal tribunale prevede un anno di reclusione, accompagnato dal divieto assoluto di lasciare il Paese per due anni e dall’impossibilità di aderire a qualsiasi gruppo politico o sociale. L’accusa, ancora una volta, è quella di “propaganda contro il regime”.
Il regista si trova attualmente negli Stati Uniti, ma vive da tempo in questo limbo giudiziario condito da arresti, divieti di espatrio e interdizioni. Nonostante le restrizioni, ha continuato a lavorare, trasformando le sue opere in veri e propri atti di resistenza. Il suo ultimo film, Un semplice incidente, presentato di recente anche alla Festa del Cinema di Roma, ed è un racconto duro e crudo sul trauma e sulla violenza politica, seguendo il percorso di un ex prigioniero che rapisce un uomo credendolo il suo torturatore.
La nuova condanna aggiunge un ulteriore capitolo alla vicenda di un autore che continua a pagare a caro prezzo il suo impegno artistico. Resta solo da capire quale impatto avrà questa decisione sulla sua presenza nel panorama internazionale.
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