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John Waters sogna l’Oscar (ma preferisce presentarlo)
John Waters non ha mai fatto mistero del suo spirito provocatorio. E a 80 anni resta più tagliente che mai, ammettendo di aver sognato l’Oscar… ma a modo suo.
John Waters, regista di cult come Grasso è bello e Cry Baby, si è sempre mosso nel panorama del cinema statunitense indipendente, con coraggio e irriverenza. Eppure non fa mistero di un sogno decisamente mainstream: “Quale ragazzino gay non ha mai fatto un discorso di ringraziamento agli Oscar?”.
Più che sognare di vincere l’Oscar, afferma, con ironia: “Preferirei essere il presentatore degli Oscar. Ho presentato gli Spirit Awards molte volte, quindi ho già fatto un’audizione”.
Ha già una formula perfetta, ovviamente ironica e dissacrante come nel suo stile, per i presentatori della cerimonia cinematografica più glamour al mondo: “Farei presentare Chris Rock e Will Smith. Entrerebbero sul palco mentre proiettiamo il film Sissy Boy Slap Party. È un esilarante film underground”.
John Waters, una carriera lunga oltre 60 anni
Sono passati 62 anni dal suo primo film, il cortometraggio muto Hag in a Black Leather Jacket (1964). Il debutto nel lungometraggio arriva nel 1969 con Mondo Trasho, seguito dal cult Multiple Maniacs.
Negli anni, la sua filmografia si evolve: dagli eccessi di Pink Flamingos e Female Trouble ai successi più accessibili al grande pubblico come Grasso è bello (1988), Cry Baby (1990) e La signora ammazzatutti (1994).
E la voglia di dirigere non è finita. Come ha confessato John Waters: “Stavo per adattare il mio primo romanzo Liarmouth. Era stato opzionato. Ho scritto la sceneggiatura. Aubrey Plaza avrebbe dovuto interpretarlo, ma nessuno vuole darci i soldi”.
Ecco che cosa ha dichiarato il regista in una recente intervista a Variety.
L’intervista a Variety
La tournée in occasione dei suoi 80 anni
John Waters celebra i suoi 80 anni con lo show Going to Extremes: A John Waters 80th Birthday Celebration.
Così il regista: “L’anno scorso ho fatto 59 spettacoli in giro, inclusi 19 natalizi. Ho sempre fatto uno show per il compleanno. Ne ho uno per San Valentino. Ne ho per ogni tipo di festa. L’unica che non ho mai fatto è il Giorno della Marmotta”.
E a chi gli dice di rallentare? “La gente lo dice, e anche: “Non hai già avuto abbastanza attenzione?” Ma nessuno nello spettacolo ne ha mai abbastanza”.
John Waters, l’umorismo come arma
Per John Waters, la comicità non è solo intrattenimento: “L’umorismo è terrorismo. È come si vincono le guerre. È quello che usavo come protezione al liceo per non essere picchiato”. E aggiunge: “È molto più efficace far ridere il nemico che fargli la predica”.
Politica, provocazioni e libertà
Waters non risparmia nessuno: “Per questo odio sia la sinistra che la destra. Sono sempre il radicale del mezzo”.
Sulla possibilità di entrare in politica, afferma che “non paga abbastanza”.
Un radicale ottimismo
Nonostante tutto, Waters resta incredibilmente positivo: “Sono sempre ottimista. Non sono nemmeno uno da “bicchiere mezzo pieno”: il mio trabocca sempre”.
E spiega il perché: “Non credo in un aldilà. Voglio fare ogni cosa possibile mentre sono qui, questa unica volta”.
Vita privata, vizi e abitudini
Sul passato e le abitudini, John Waters confessa: “Non fumo da 8498 giorni, lo segno ogni giorno”. E sulla marijuana: “L’ultima volta probabilmente a Provincetown un paio d’anni fa. Ora mi rende nervoso, non mi rilassa”.
Il desiderio ancora irrealizzato di John Waters
Dopo una carriera così lunga, resta ancora qualcosa da fare: “Forse scrivere una pièce teatrale. Non l’ho mai fatto. È praticamente l’unica cosa rimasta. Non ho mai incontrato Eminem“.
Mentre sul matrimonio afferma: “Non ho alcun desiderio di imitare una cerimonia che non mi è mai piaciuta. Ma credo nel matrimonio”.
L’arte di restare scandalosi
A 80 anni, John Waters continua a fare ciò che ha sempre fatto: provocare, far ridere e, soprattutto, non conformarsi mai.
“Cerco prima di tutto di far ridere me stesso, poi voglio far ridere gli altri”. Una missione che, a quanto pare, non ha alcuna intenzione di abbandonare.