Lo Stargate riapre su Prime Video, tra mito e stelle

Lo Stargate riapre su Prime Video, tra mito e stelle

Il nuovo capitolo di Stargate prende forma su Prime Video: arrivano grandi nomi da Star Wars e Hollywood per rilanciare uno dei franchise sci-fi più amati di sempre.

Il ritorno di Stargate non è più solo una voce: la nuova serie targata Prime Video inizia a prendere forma concreta, e lo fa con nomi pesanti dietro le quinte. Dopo anni di silenzio, uno dei franchise più influenti della fantascienza televisiva si prepara a rientrare nel panorama streaming con ambizioni decisamente alte.

Un ritorno ambizioso per un classico della fantascienza

Nato con il film Stargate del 1994, diretto da Roland Emmerich, il franchise ha costruito la sua identità su un’idea semplice ma potententissima: lo stargate, un portale antico, costruito da una civiltà aliena, capace di collegare mondi lontani attraverso lo spazio.

Ma dietro la tecnologia si nascondeva qualcosa di più: un immaginario chiaramente ispirato all’antico Egitto. Dei che scendono dal cielo, geroglifici che diventano codici, divinità che sono in realtà esseri provenienti da altri pianeti. Stargate non era solo viaggio spaziale, era archeologia cosmica.

Da lì nacque Stargate SG-1, una delle serie sci-fi più longeve di sempre, capace di durare 10 stagioni e creare una fanbase ancora oggi attiva.Negli anni, l’universo si è espanso con spin-off come Stargate Atlantis (con un giovane Jason Momoa), Stargate Universe e Stargate Origins (uno dei pochi Youtube Originals prodotti), ma senza mai tornare davvero al centro della scena mainstream.

Nuovi architetti per un universo antico

A guidare questo ritorno come creatore, showrunner e produttore esecutivo c’è Martin Gero (Blindspot, Quantum Leap), che in una intervista dichiara: “Vent’anni fa, il mio primo vero lavoro in televisione è stato come Story Editor per Stargate: Atlantis. Ho trascorso cinque anni nel franchise lavorando su tutte e tre le serie. Stargate mi ha insegnato tutto sul fare televisione: è scritto nel mio DNA. Per coloro che hanno mantenuto il gate attivo attraverso convention, riesami e una fede incrollabile, questa è per voi. E per coloro che sono nuovi al nostro mondo, vi prometto che vi aspetta qualcosa di straordinario”.

La serie sarà prodotta da Amazon MGM insieme a figure chiave della saga storica, come Dean Devlin e Roland Emmerich, creatori del film del 1994, affiancati da Brad Wright e Joe Mallozzi come produttori consulenti. Al loro fianco, Joby Harold e Tory Tunnell di Safehouse Pictures si uniranno come produttori esecutivi, portando esperienza da altre serie di alto profilo come Obi-Wan Kenobi.

Il design visivo sarà affidato al premio Oscar Nathan Crowley, già collaboratore di Christopher Nolan su film come Interstellar e Dunkirk: la sua presenza lascia presagire un’estetica cinematografica monumentale, capace di trasmettere una sensazione di sacralità anche tra le stelle.

Ancora più interessante è l’arrivo come VFX Supervisor di Mohen Leo, premiato agli Emmy per il suo lavoro su Andor e coinvolto in produzioni come Rogue One: A Star Wars Story e The Martian di Ridley Scott.

Cosa aspettarci dal nuovo Stargate

Questa combinazione di esperienza televisiva e visione cinematografica indica chiaramente la direzione: Stargate vuole competere con i colossi moderni dello streaming, non limitarsi a vivere di nostalgia.

Il successo di questo ritorno non dipenderà solo dalla qualità tecnica, ma dalla capacità di aggiornare il cuore della saga. Stargate andava oltre la semplice fantascienza: univa scienza e storia, conoscenza e mito, guidando lo spettatore in un sentiero ancestrale, che attraversava simboli, civiltà e universi.

Oggi però il pubblico è cambiato, e la fantascienza deve fare i conti con temi ben più complessi, tra tecnologia, identità e futuro. Se il nuovo Stargate, oltre ad avere la potenza visiva di una saga moderna, saprà recuperare quella dimensione arcana, allora potrà tornare a funzionare davvero.