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M. - Il figlio del secolo, curiosità dal set

M – Il figlio del secolo, gli USA non vogliono trasmetterlo

M – Il figlio del secolo ha conquistato il pubblico italiano, ma negli USA nessun network vuole trasmetterlo. Il motivo? Da non credere.

La serie M – Il figlio del secolo, basata sul romanzo di Antonio Scurati e diretta da Joe Wright, ha riscosso un grande successo in Italia, con oltre un milione di spettatori sintonizzati sui primi episodi trasmessi su Sky. 

Il suo cammino internazionale, però, appare decisamente più complicato. Nessun network o piattaforma streaming statunitense ha voluto acquisire i diritti dello show. Il motivo? Il suo carattere apertamente antifascista, considerato da alcuni produttori “troppo controverso” per il mercato americano. 

M – Il figlio del secolo, le dichiarazioni di Joe Wright

Il regista britannico Joe Wright ha espresso tutto il suo sconcerto in un’intervista rilasciata al Financial Times: “C’è stato un produttore che mi ha detto: ‘Adoriamo lo show, però è un po’ troppo controverso per noi’. Scusate un attimo, quand’è che l’antifascismo è diventato controverso?”. 

Secondo Wright, negli Stati Uniti, dopo l’ascesa di Donald Trump, molte produzioni evitano di trattare argomenti politici che possano risultare divisivi. Il clima di autocensura presente nell’industria cinematografica americana riflette una crescente attenzione alle implicazioni politiche dei contenuti, che rischiano di alienare alcune fasce di pubblico. 

Questo timore avrebbe spinto le principali piattaforme di streaming e network televisivi a non investire in M – Il figlio del secolo, nonostante la qualità del progetto.

M - Il figlio del secolo, la recensione su Almanacco Cinema

Una produzione consapevole delle difficoltà

Sky era pienamente consapevole delle difficoltà che la serie avrebbe incontrato a livello internazionale. Nils Hartmann, vicepresidente esecutivo di Sky Studios, ha dichiarato a Fanpage: “Abbiamo molti file aperti, non solo su M, per la vendita all’estero. Ma questo è un tema delicato. È la sintesi di quello che succede nel nostro mercato, dove serie molto riconosciute fanno fatica a essere vendute all’estero”. 

La serie, che ripercorre la nascita del fascismo in Italia dal 1919 al 1925, offre un ritratto intenso e dettagliato delle relazioni personali e politiche di Mussolini, ma il suo messaggio antifascista sembra aver sollevato barriere che vanno ben oltre il valore artistico dell’opera.