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Matt Damon: su Netflix trame ripetute per spettatori distratti
Matt Damon lancia l’allarme sulla qualità dello streaming: secondo l’attore, i film oggi sono scritti per ripetere la trama a chi guarda il telefono
In un’epoca dominata dagli algoritmi, l’attore ha deciso di dire la sua senza filtri. In una recente intervista ripresa da The Hollywood Reporter, l’attore premio Oscar ha svelato un retroscena inquietante sulle produzioni destinate alle piattaforme come Netflix. Secondo Damon, gli esecutivi chiedono esplicitamente agli sceneggiatori di reiterare i punti chiave della trama più volte all’interno del film. Il motivo? I dati dicono che lo spettatore medio non guarda davvero lo schermo, ma è costantemente distratto dal “secondo schermo”, ovvero lo smartphone.
“Se stavi guardando un film degli anni ’70 e uscivi un attimo dalla stanza, al ritorno non capivi più nulla”, ha spiegato l’attore. Oggi, invece, la narrazione è costruita per essere “a prova di distrazione”. Se ti perdi un passaggio fondamentale perché stavi controllando una notifica, non preoccuparti: il film te lo spiegherà di nuovo cinque minuti dopo. Una tendenza che, secondo Damon, sta appiattendo la complessità del cinema moderno.
Il cinema come sottofondo
Questa polemica riaccende il dibattito sulla differenza tra “contenuto” e “cinema”. Mentre la sala richiede un’attenzione esclusiva e buia, lo streaming domestico è diventato spesso un rumore di fondo. Damon sottolinea come questo influenzi il montaggio e i dialoghi, rendendoli didascalici.
La battaglia per l’attenzione
Non è la prima volta che divi di Hollywood criticano il modello di consumo attuale, ma l’ammissione che le sceneggiature vengano modificate strutturalmente per accomodare la pigrizia del pubblico è un segnale forte.
