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Meryl Streep, l'attrice più premiata agli Academy Awards

Meryl Streep, le sue parole forti su stile e potere

Meryl Streep: l’attrice, presto di nuovo al cinema nel sequel de Il diavolo veste Prada, ha usato parole decise per criticare le distinzioni di genere.

Meryl Streep, star del cinema americano e mondiale, torna a far parlare di sè non solo per i suoi progetti lavorativi (in uscita il sequel de Il diavolo veste Prada), ma anche per alcune sue recenti dichiarazioni.

Meryl Streep, le sue critiche

Critica lo stile di Melania Trump e la destabilizzazione delle donne al potere.

“Devono mostrare le braccia scoperte in TV mentre gli uomini sono coperti da abito elegante.”

Le parole dell’attrice

Mentre si trova sulla copertina di Vogue al fianco di un altro mito come Anna Wintour (per l’uscita del film sopra menzionato), la star ha anche partecipato ad una interessante e sincera conversazione, moderata da Greta Gerwig. 

Nel bel mezzo del discorso, la Wintour ha tirato in ballo Melania Trump, portando di conseguenza la Streep a criticare direttamente la first lady.

“Credo che il messaggio sia più …potente che le nostra attuale first lady abbia trasmesso sia stato quello del cappotto con la scritta ‘Non mi importa davvero, e a te? quando si è recata a trovare i bambini migranti incarcerati”, ha iniziato l’attrice.

“Ogni abito è un modo per esprimere se stessi, ma siamo anche soggetti a più ampie pressioni storiche e politiche che ci impongono delle aspettative.”

Trump ha cercato in seguito di motivare la sua scelta.

“Era una sorta di messaggio, si, ma è ovvio che non ho indossato la giacca per i bambini, l’ho indossata per salire e scendere dall’aereo. Era per la gente e per i media di sinistra che mi criticano. Voglio dimostrare loro che non me ne importa niente. Potete criticare quello che volete, ma questo non mi impedirà di fare ciò che ritengo giusto.”

La Streep ha così commentato, passando poi a parlare della moda femminile in generale:

“Sono sbalordita dal fatto che le donne al potere debbano mostrare le braccia scoperte in televisione mentre gli uomini sono coperti da camicie e cravatte o da un abito. C’è una sorta di scusa insita nelle donne.

Devono mostrare la loro piccolezza. E’ una compensazione: i progressi delle donne nella seconda metà del XX secolo e all’inizio di questo sono stati destabilizzanti. E’ come se le donne dovessero dire ‘Sono piccola’. Non posso camminare con queste scarpe. Non posso correre. Sono nuda, non minacciosa.”

Anche nel sequel in uscita il suo personaggio, Miranda Priestly, si trova alle prese con la battaglia contro i media, con la sua rivista e la sua carriera, messe continuamente alla prova da critiche continue ed esigenze sempre più forti.

“Ero interessata alla parte commerciale, al fatto di dover portare il peso del lavoro di tantissime persone, di gestire una grande organizzazione, di mantenerla in qualche modo in vita.

Con questo film, ho pensato: Beh, dove andremo a finire? Ora che tutto si sta disintegrando, ora che queste istituzioni vengono minate o fatte esplodere in un modo che chissà cosa sta succedendo nel mondo in questo momento, mi chiedevo cosa avrebbero fatto. E credo che abbiano colto qualcosa di vero riguardo al mondo degli affari di oggi.”

Parole molto dirette quelle dell’attrice, che ha dimostrato non solo di saper scegliere i progetti giusti, ma anche di sapersi esprimere nel modo corretto, con stile ed intelligenza. Proprio come il suo personaggio, che rivedremo presto al cinema, Miranda Priestly.

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