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No-AI Film Fest: Sean Baker in prima linea
Sean Baker e Matthew Weiner protagonisti del No-Ai Credo 23 Film Festival, l’evento che difende il cinema artigianale e la creatività umana contro la Gen AI
Il dibattito sull’uso dell’intelligenza artificiale nel cinema entra in una nuova fase grazie a Justine Bateman, che ha annunciato la seconda edizione del No-AI Credo 23 Film Festival, in programma dal 27 marzo a Hollywood. Tra gli ospiti di spicco figurano Sean Baker, autore del pluripremiato Anora, e Matthew Weiner. L’obiettivo dell’evento è chiaro: riaffermare il valore della creatività umana in un’industria sempre più attratta dalle scorciatoie offerte dalla Gen AI.
Baker, reduce da un periodo di enorme visibilità internazionale, presenterà la visione del suo film Starlet (2012) e dialogherà con il pubblico su come costruire storie autentiche senza ricorrere a strumenti di intelligenza artificiale. Accanto a lui, Weiner e il produttore Cassian Elwes porteranno la loro esperienza per dimostrare che esistono alternative concrete all’automazione creativa.
Secondo Bateman, il festival non vuole limitarsi a una protesta simbolica, ma creare un vero movimento dal basso che offra competenze, esempi e ispirazione ai nuovi filmmaker: “Amo quando persone davvero competenti su un tema hanno voglia di parlarne. In questo modo il messaggio diventa: non hai alcun motivo, come filmmaker, per usare l’AI. Ti mostriamo noi come fare senza”.

Credo 23 e il rifiuto della Gen AI: un movimento per il cinema artigianale
Il No-AI Credo 23 Film Festival nasce all’interno dell’organizzazione Credo 23, fondata da Bateman durante il periodo degli scioperi di sceneggiatori e attori, quando l’AI era al centro del confronto tra creativi e grandi studios. Il marchio Credo 23 certifica che un’opera è stata realizzata senza l’uso di intelligenza artificiale generativa, diventando un simbolo di resistenza culturale.
Il festival è sostenuto da sponsor come Kodak, i Teamsters e altre realtà che hanno interesse a preservare il lavoro umano e le produzioni fisiche. Tutti i film selezionati condividono una forte impronta artigianale, fatta di scelte stilistiche consapevoli e di un rapporto diretto tra autore e opera. I profitti dell’evento verranno redistribuiti ai filmmaker, rafforzando l’idea di una comunità che si sostiene reciprocamente invece di competere in un mercato dominato dalla tecnologia.
Il futuro del cinema NO-AI secondo Justine Bateman
Bateman spiega che la sua preoccupazione principale riguarda il ricambio generazionale: dove nasceranno i nuovi autori, se i festival e le piattaforme privilegiano progetti “addestrati” o facilitati dall’AI? Secondo la regista, molte opere fresche e innovative vengono ignorate perché non allineate alle logiche industriali o tecnologiche dominanti. Il No-AI Credo 23 Film Festival vuole essere lo spazio che manca: un luogo sicuro per chi sperimenta davvero.
In un momento storico in cui video generati dall’AI con volti di celebrità diventano virali e le grandi aziende stringono accordi con sviluppatori tecnologici, Bateman invita alla moderazione: “La tecnologia è una componente, non deve diventare tutto”. Il suo messaggio è semplice ma radicale: Hollywood per restare viva, deve continuare a essere guidata da esseri umani.