Norimberga: James Vanderbilt racconta la “banalità del male” attraverso la rappresentazione dello storico processo ai gerarchi nazisti.
Ieri si è concluso il 43° Torino Film Festival, guidato da Giulio Base, con la proiezione di Norimberga del regista James Vanderbilt. Un film dal cast stellare, con gli attori Premi Oscar Russell Crowe e Rami Malek.
A dieci anni esatti dal suo esordio con Truth (Il prezzo della verità), Vanderbilt torna a misurarsi con la regia, calandosi in un film di memoria storica, dal forte contenuto emotivo, che trae ispirazione dal libro The Nazi and the Psychiatrist scritto da Jack El-Hai.
In un incontro con la stampa internazionale, il regista ha dichiarato:
“Ho letto la proposta di libro di Jack El-Hai, Il nazista e lo psichiatra, tredici anni fa. Erano solo poche pagine, ma fu il sì più rapido della mia vita. Parlava di un personaggio che non conoscevo, il dottor Douglas Kelley, psichiatra dell’esercito americano chiamato a valutare i sopravvissuti dell’alto comando nazista. Non sapevo neppure che durante la guerra ci fossero stati psichiatri con un compito simile. Ho usato i miei risparmi per acquistare i diritti e da lì è iniziato tutto”.
Non è la prima volta che il cinema prova a ricostruire il processo di Norimberga. Nel 2000 toccò a Yves Simoneau con Nuremberg (Il processo di Norimberga) e attori del calibro di Alec Baldwin, Brian Cox e Christopher Plummer.

Norimberga, la trama
Il film racconta la storia di un giovane psichiatra dell’esercito americano, Douglas Kelly (Rami Malek), a cui viene affidato il gravoso compito di valutare lo stato mentale degli imputati per stabilire se siano in grado di affrontare il processo di Norimberga.
L’attenzione di Kelly si concentra in particolare su Göring (Russell Crowe), spietato braccio destro di Adolf Hitler.

Al Torino Film Festival, il film è stato proiettato in versione originale con sottotitoli in italiano. Norimberga verrà distribuito nei cinema italiani dal 18 dicembre da Eagle Pictures.