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Park Chan-Wook

Park Chan-wook a ruota libera

Dai videogiochi a Hitchcock passando per gli Oscar: Park Chan-wook, regista di Oldboy e del recentissimo No Other Choice, ospite del podcast Awards Chatter.

No other choice, di Park Chan-wook

Park Chan-wook non ha certo bisogno di presentazioni.

Con all’attivo numerosissime pellicole ad oggi considerate capolavori quali Joint Security Area (2000), I’m a Cyborg, But That’s Ok (2006) e la Trilogia della Vendetta (Mr. Vendetta, Old Boy e Lady Vendetta), il regista sudcoreano è tornato alla carica con una nuova opera già destinata a suscitare discussione e dibattito, No Other Choice.

Da The Hollywood Reporter al New York Times, tutti hanno tessuto le lodi di Park, ad oggi ritenuto uno dei più grandi maestri del cinema coreano, un autore poliedrico capace di raccontare le contraddizioni della società come i più infimi e brutali sentimenti, nonché uno dei principali responsabili della scoperta e dell’apprezzamento del cinema coreano da parte del pubblico occidentale.

Durante una lunga conversazione presso il podcast Awards Chatter di The Hollywood Reporter, il regista sessantaduenne ha raccontato della sua carriera e della sua formazione artistica, un percorso tortuoso e non facile, passato anche attraverso svariate sconfitte, come il fallimento dei suoi primi due film, usciti rispettivamente nel ’92 e nel ’97.

Da queste ha appreso numerose e importanti lezioni che ha applicato al suo terzo film, Joint Security Area, il cui straordinario successo ha aperto la strada a quella Trilogia della Vendetta che lo ha consacrato presso il pubblico internazionale, facendogli ottenere il plauso di nomi di peso quali Quentin Tarantino.

No Other Choice, l’ultima fatica di Park Chan-wook

Da sempre amante della sperimentazione, sia di nuove tecniche narrative che delle nuove tecnologie, Park Chan-wook ha anche raccontato del percorso pluridecennale che ha portato a No Other Choice.

Il film, oltre a segnare la nuova collaborazione del regista con l’attore Lee Byung-hun, già suo collaboratore ai tempi di Joint Security Area, e oggi riconosciuto in tutto il mondo come il volto del Front Man, antagonista della serie Netflix Squid Game, potrebbe anche rappresentare anche la prima candidatura all‘Oscar per Park Chan-wook: proposta sudcoreana per la corsa al premio per il Miglior Film Straniero, No Other Choice rientra già nei quindici finalisti, e la possibilità di ricevere una nomination appare sempre più concreta.

No Other Choice (del quale vi abbiamo parlato approfonditamente qui) è una tagliente e brutale satira del sistema capitalistico, il cui protagonista Man-soo (Lee Byung-hun) dovrà dimostrare fin dove è disposto a spingersi, e quali limiti etici è disposto a superare, pur di mantenere intatto il suo tenore di vita e la sua posizione sociale.

No Other Choice è nei cinema italiani dal 1 gennaio 2026.