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Regno Unito, un 2025 eccezionale per l’audiovisivo
La produzione audiovisiva nel Regno Unito raggiunge livelli record grazie ai grandi film internazionali, mentre il cinema nazionale resta secondario.
Il 2025 si è chiuso come uno degli anni più significativi di sempre per il settore cinematografico e televisivo del Regno Unito. La spesa per le produzioni ha raggiunto livelli storici, confermando il Paese come uno dei principali poli mondiali per l’audiovisivo. Un risultato ottenuto nonostante un numero complessivamente inferiore di produzioni rispetto agli anni precedenti, a dimostrazione di un’industria sempre più orientata verso progetti di grande scala.
A sostenere la crescita sono stati soprattutto i film finanziati da capitali stranieri e le serie televisive di fascia alta, che insieme hanno generato 7,88 miliardi di dollari (circa 7,3 miliardi di euro), pari a circa l’85% della spesa totale. Un dato che fotografa chiaramente l’attuale struttura del settore britannico, sempre più attrattivo per produzioni internazionali grazie a incentivi fiscali, infrastrutture avanzate e manodopera altamente specializzata.
Cinema: meno titoli ma budget sempre più alti
Nel solo settore cinematografico sono stati investiti 2,8 miliardi di sterline (circa 3,3 miliardi di euro) su 193 film nel 2025, con un aumento del 31 % rispetto ai dati del 2024. Di questi, 58 film con finanziamento dall’estero hanno assorbito 2,5 miliardi di sterline (circa 2,9 miliardi di euro), nonostante il numero di tali produzioni sia inferiore ai 67 registrati nel 2024.
Tra i titoli che hanno contribuito in modo significativo a questi numeri ci sono pellicole di grande richiamo internazionale come Cime Tempestose di Emerald Fennell, la serie di film su The Beatles diretta da Sam Mendes e il cinecomic Supergirl: Woman of Tomorrow.
Produzioni britanniche ancora marginali
Meno incoraggiante appare il quadro delle produzioni interamente britanniche. I film nazionali hanno generato 262,2 milioni di dollari (circa 242 milioni di euro) su 96 titoli, mentre le coproduzioni internazionali si sono fermate a 92,3 milioni di dollari (circa 85 milioni di euro) distribuiti su 39 progetti, segnando un calo del 14% rispetto all’anno precedente. Nel complesso, le produzioni domestiche hanno ricevuto solo il 7% della spesa cinematografica totale, come Ragione e Sentimento (Sense and Sensibility) di Georgia Oakley.
Produzioni televisive di alto profilo
Nel quadro complessivo rientrano anche le produzioni televisive di alto profilo, che da sole hanno contribuito circa 4 miliardi di sterline (circa 4,6 miliardi di euro) alla spesa totale. Anche in questo ambito, molti progetti sono stati finanziati da investimenti stranieri o da grandi partner internazionali.
Un settore che crea lavoro e valorizza il talento
Secondo il CEO del British Film Institute Ben Roberts, questi numeri confermano come cinema e televisione continuino a rappresentare un motore fondamentale per l’economia britannica, capace di attrarre progetti ambiziosi e nomi di primo piano a livello internazionale. Allo stesso tempo, la qualità delle troupe tecniche e dei talenti britannici resta uno degli elementi più apprezzati, contribuendo alla diffusione globale della creatività del Regno Unito.
Il bilancio del 2025 restituisce l’immagine di un’industria competitiva e centrale nello scenario mondiale, ma anche fortemente dipendente dagli investimenti internazionali. La sfida per i prossimi anni sarà trasformare questo successo economico in uno sviluppo più equilibrato, capace di sostenere non solo i grandi progetti globali, ma anche il cinema britannico nella sua dimensione più autentica e creativa.