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Sundance Festival, l’addio dolceamaro dell’evento

Sundance Festival: il prestigioso evento ha dato da poco addio alla sua sede storica, preparandosi ad affrontare un percorso tutto nuovo e pieno di successi.

Il Sundance Film Festival ha ufficialmente detto addio alla sua storica sede, nello Utah, pronto a trasferirsi in una nuova località per intraprendere un viaggio altrettanto importante e ricco di gloria.

Sundance Festival, il nuovo percorso

Il dolce addio allo Utah è stato ovviamente carico di nostalgia. E’ finalmente giunto il momento di guardare al futuro. L’ultimo evento in questo stato è stato celebrato incredibilmente con grande calma e professionalità, senza mai scadere nel noioso o scontato.

La folla si era già diradata, l’impianto era già pronto per essere smantellato del tutto. Le strade di Main Street erano già più libere. Unico luogo con un afflusso maggiore è stato l’esterno dell‘Egyptian, il piccolo teatro, ottimo sfondo per i post annuali da condividere sui social media.

Ci sono stati alcuni momenti di svolta, come la guerra di offerte riguardanti The Invite dell’attrice Olivia Wilde.

Il Festival è dunque pronto per essere trasferito in via definitiva a Boulder.

“Negli ultimi anni ho sentito lamentele sincere su quanto sia costoso tutto- ha dichiarato un veterano del Festival, Richard Linklater– è proibitivo per  i giovani registi che vogliono venire a vedere film o portare un cortometraggio al festival e trovare un posto dove alloggiare. Spero che la nuova situazione tenga conto anche dei budget più bassi, perchè è proprio questo il punto.”

La nuova sede

Il trasferimento del Sundance a Boulder coincide con un momento fortunato nel settore dei film specializzati, con un notevole aumento dell’interesse post-pandemia dei giovani spettatori.

La presidente di Universal, Donna Langley, ha parlato di coinvolgimento con la generazione Letterboxd, ovvero i giovani spettatori che considerano le proprie abitudini di visione parte del loro capitale sociale (mediatico).

La CU Boulder in totale ospita circa 23.000 studenti universitari, la maggior parte dei quali ha trascorso la propria adolescenza nel corso della pandemia, arrivando alla maggiore età senza avere la possibilità di frequentare il teatro.

“Interagisco con studenti che vogliono in qualche modo intraprendere la carriera cinematografica, quindi tutti questi studenti non vedono l’ora di impegnarsi in qualsiasi modo possibile”- afferma Erin Espelie, responsabile del dipartimento di Cinema Studies & Moving Image Arts della CU Boulder, che conta circa 500 studenti iscritti al programma.

Gran parte del campus è più che entusiasta del nuovo trasferimento.

“Sono stato davvero incoraggiato da Eugene e da molti curatori che hanno detto: Questa è una nuova era per noi, sosteniamo con forza le voci giovani e l’indipendenza artistica, e vogliamo assicurarci di tornare davvero alle radici del Sundance. Spero davvero che ci siano modi in cui i nostri studenti possano dare la loro energia, e loro possano dare energia a noi.”