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Abbas Kiarostami, colpita dai missili la casa a Teheran
La casa del leggendario regista Abbas Kiarostami a Teheran è stata danneggiata durante i recenti raid aerei che hanno colpito il distretto di Chizar.
La notizia, riportata da The Hollywood Reporter lo scorso 24 marzo, segna un momento drammatico per il patrimonio culturale internazionale: l’abitazione del cineasta è stata centrata dai bombardamenti che stanno martoriando la capitale iraniana.
L’eredità di Abbas Kiarostami
Abbas Kiarostami, scomparso il 4 luglio 2016 a Parigi all’età di 76 anni, rimane la figura più iconica del cinema iraniano moderno. Autore di capolavori assoluti come Dov’è la casa del mio amico? (1987) e Il sapore della ciliegia (1997) — con cui vinse la Palma d’Oro a Cannes — Kiarostami ha saputo conquistare il plauso di giganti come Akira Kurosawa, Jean-Luc Godard e Martin Scorsese.
Il regista aveva un legame speciale con l’Italia. Nanni Moretti, suo grande estimatore, gli dedicò il cortometraggio Il giorno della prima di Close-Up (1996), girato proprio in occasione dell’arrivo della pellicola al Cinema Nuovo Sacher di Roma.
Attraverso opere come la “trilogia di Koker”, Kiarostami è riuscito a raccontare l’Iran con una sensibilità universale, rendendo la sua casa non solo un bene privato, ma un simbolo della cultura mondiale.
Il racconto del figlio Ahmad
È stato Ahmad Kiarostami, figlio del cineasta, a diffondere la notizia attraverso i social media, descrivendo una notte di terrore segnata da blackout e pesanti esplosioni. “Ieri notte è stato bombardato il quartiere di Chizar, dove si trovano sia la casa di mia madre che quella di mio padre”, ha dichiarato Ahmad. “Mia madre mi ha chiamato con voce tremante per rassicurarmi sulle sue condizioni, ma stamattina ho appreso che la casa di mio padre è stata colpita”.
L’attacco si inserisce nella violenta escalation iniziata il 28 febbraio, che vede contrapposti Israele e gli Stati Uniti all’Iran. Mentre le autorità israeliane dichiarano di aver effettuato oltre 3.000 raid mirati contro infrastrutture strategiche, la spirale di violenza si sta allargando al Libano e alle regioni curde dell’Iraq, arrivando a colpire tragicamente anche i luoghi della memoria artistica e storica.
