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Tyra Banks contro Netflix: causa per diffamazione
Tyra Banks cita in giudizio Netflix per diffamazione: la modella accusa la docuserie su America’s Next Top Model di aver distorto le sue dichiarazioni.
La celebre modella Tyra Banks ha avviato un’azione legale contro Netflix, sostenendo che la sua immagine sia stata gravemente danneggiata dalla docuserie Reality Check, distribuita dalla piattaforma a febbraio e dedicata al fenomeno televisivo America’s Next Top Model.
Secondo la denuncia presentata presso un tribunale federale della California, Banks avrebbe partecipato a una lunga intervista di circa tre ore e mezza per discutere dell’eredità del programma, riflettendo anche su alcune scelte che oggi affronterebbe diversamente. Tuttavia, stando alle sue accuse, soltanto una minima parte delle sue dichiarazioni sarebbe stata inclusa nel montaggio finale.
I legali della conduttrice sostengono che i produttori abbiano selezionato e riorganizzato i suoi interventi in modo tale da creare una narrazione fuorviante, diversa da quanto realmente espresso durante l’intervista. In particolare, affermano che siano stati eliminati diversi passaggi nei quali Banks si assumeva responsabilità per alcuni episodi controversi avvenuti durante il programma.
La versione di Tyra Banks
Uno dei punti centrali della causa riguarda il caso di Shandi Sullivan, concorrente della seconda edizione del talent. Nella docuserie, Sullivan racconta un episodio che considera una presunta aggressione sessuale, sostenendo che la produzione dell’epoca avrebbe presentato l’accaduto come un tradimento nei confronti del suo fidanzato anziché approfondire la sua versione dei fatti.
Durante Reality Check, a Tyra Banks viene chiesto se ricorda la vicenda. La docuserie mostra una sua esitazione seguita da un taglio improvviso della scena, suggerendo che non fosse in grado di ricordare l’episodio. La causa sostiene invece che il filmato originale racconti una realtà diversa: secondo i legali, prima del taglio Banks avrebbe annuito chiaramente e dichiarato di ricordare la storia della concorrente.
L’imprenditrice ritiene che il montaggio abbia trasmesso al pubblico l’idea che stesse evitando deliberatamente di affrontare il tema, con conseguenze pesanti sulla sua reputazione.
Un altro aspetto contestato riguarda le dichiarazioni dell’ex giudice del programma, Miss J Alexander, che nella docuserie afferma di non aver ricevuto visite da Tyra Banks dopo aver subito un ictus. La modella replica che, all’epoca dei fatti, viveva in Australia e che esistono numerosi messaggi, chiamate e scambi di comunicazioni che dimostrerebbero i suoi tentativi di restare in contatto con lui e con la sua famiglia.
La causa afferma inoltre che la docuserie avrebbe causato danni concreti alla sua immagine professionale e alle sue attività imprenditoriali. Tra le conseguenze citate figurano un peggioramento della percezione pubblica del suo marchio e una possibile perdita di opportunità economiche future.
Tyra Banks chiede ora che sia una giuria a stabilire l’entità dell’eventuale risarcimento. Al momento, Netflix non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alle accuse contenute nella denuncia.