Un piccolo cinema di Lecco, in Lombardia, si è opposto duramente alle imposizioni della distribuzione del nuovo film di Checco Zalone e Gennaro Nunziante.
Il 25 dicembre scorso è uscito il nuovo film evento di Checco Zalone, dal titolo Buen Camino. Il film è diretto da Gennaro Nunziante – già uscito a inizio 2025 con il deplorevole ed orrendo Io sono la fine del mondo con Angelo Duro – ed è scritta a quattro mani proprio da lui e da Zalone stesso, che riveste ovviamente il ruolo totalitario da protagonista.
La pellicola, alla mattina di domenica 3 gennaio, ha registrato un totale incredibile di circa 49 milioni di euro al botteghino e più di 6 milioni di biglietti staccati, diventando già il film uscito a Natale di maggiore incasso di sempre in Italia, nonchè, al momento, quinto film per incassi in madrepatria. Ma qualcuno ha deciso di opporsi a questa ascesa in solitaria.
A Bellano, un comune in provincia di Lecco da meno di 4.000 abitanti, un piccolo cinema locale ha scelto di non programmare Buen Camino. Questa decisione è venuta spontaneamente non tanto quanto una presa di posizione contro il film di Zalone, ma dal rifiuto totale alle condizioni imposte dalla casa di distribuzione, la quale richiedeva una programmazione obbligatoria per diverse settimane consecutive, senza poter inserire altri titoli.
Il cinema ha spiegato che, nonostante molte sale abbiano cecamente accettato le condizioni per riuscire ad ottenere Zalone in prima visione, loro preferiscono tutelare il concetto di varietà dell’offerta, ritenuta essenziale per il pubblico. E, al posto di Buen Camino, il cinema ha deciso di programmare Avatar 3 – Fuoco e cenere, Zootropolis 2, Un topolino sotto l’albero, Duse e Norimberga.
Anche il sindaco bellanese Antonio Rusconi, ha appasionatamente sostenuto la scelta, in quanto considera le piccole sale presidi culturali e sociali, sostenendo che per i piccoli territori e le aree interne del Nord Italia, la “programmazione monocorde” penalizza pesantemente l’economia e l’interesse del pubblico stesso. Per il sindaco, il cinema deve assolutamente restare uno spazio di aggregazione e cultura, non solamente un luogo dedito al consumo.
Ovviamente, questo singolo caso non è proprio isolato e serve a mettere in luce un problema più ampio: le piccole sale non possono reggere le logiche deii grandi distributori. Sacrificare la pluralità dell’offerta è un rischio che non si possono permettere. Comunque, la sala di Bellano programmerà ugualmente Buen Camino, ma solamente a fine gennaio, quando il periodo di sfruttamento esclusivo imposto dalla distribuzione sarà terminato.
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