Festival di Venezia 2025: annunciati i film in programma

Venezia 82, oggi la manifestazione per la Palestina

Il Lido di Venezia blindato per il corteo pro Palestina: attesi in tremila tra attivisti e tanti volti noti del cinema.

Alla Mostra del Cinema oggi gli occhi sono puntati sul corteo pro Palestina che attraverserà il Lido. La manifestazione, intitolata “Stop al genocidio – Palestina libera!”, è stata convocata da oltre 200 associazioni, centri sociali del Nordest, l’Anpi Venezia 7 Martiri e la rete Venice 4 Palestine, con l’adesione di sindacati, collettivi studenteschi e realtà del mondo cattolico. L’obiettivo dichiarato è quello di riportare l’attenzione sulla crisi a Gaza e denunciare le responsabilità della comunità internazionale.

Il corteo partirà alle 17 dall’imbarcadero di Santa Maria Elisabetta, percorrendo un itinerario circolare che non toccherà il red carpet né i palazzi principali della Mostra, come il Casinò e il Palazzo del Cinema, zone blindate dai controlli.

Secondo le stime, saranno oltre 3.000 i partecipanti. Tra i volti noti più attesi Michele Riondino (Palazzina Laf), Jasmine Trinca (Diamanti), Tecla Insolia (L’arte della gioia) e il fumettista Zerocalcare.

Riondino, presente al Lido anche per promuovere il film La Valle dei Sorrisi di Paolo Strippoli, ha confermato la sua adesione: “Sì, ci sarò. Dobbiamo esserci tutti. Non è poco ricordare, sotto i riflettori, che dall’altra parte del mare c’è chi si sveglia per morire. È nostro dovere farlo, anche davanti alle telecamere”.

L’attore ha dichiarato la sua posizione contro Netanyahu, evitando però di pronunciarsi sul boicottaggio agli attori israeliani Gal Gadot e Gerard Butler, contestati da Venice 4 Palestine e difesi invece da registi come Marco Bellocchio, che ha definito un errore chiedere l’esclusione di colleghi dal Festival.

Il caso Emanuela Fanelli VS Selvaggi Lucarelli

Resta incerta la presenza di Emanuela Fanelli (Follemente), conduttrice della Mostra, che nei giorni scorsi aveva annunciato l’intenzione di unirsi al corteo senza confermare ufficialmente. Al centro delle polemiche anche il suo discorso di apertura all’82ª edizione della Mostra: Fanelli, attrice comica di grande successo, ha spiegato di non voler parlare di Gaza da quel palco, ritenendo fuori luogo affrontare la guerra in un contesto di spettacolo e glamour.

L’attrice di C’è ancora domani ha aggiunto che una frase pronunciata sul palco avrebbe avuto più valore per la sua immagine che per la causa palestinese: sarebbe servita a inserirla nella lista dei “buoni” senza reali conseguenze per chi subisce il conflitto. Ha poi fatto presente che intenderà partecipare alla manifestazione del 30 agosto.

Le sue parole, tuttavia, sono state giudicate da molti come un errore, perché (secondo alcuni critici e giornalisti) non esistono contesti sbagliati per parlare di un popolo sotto attacco.

Tra tutti, è stata Selvaggia Lucarelli ha sferrare l’attacco più duro a Emanuela Fanelli: “Bastava dire che non avrebbe parlato di Gaza per non perdere opportunità di lavoro. Che pavidità. E che delusione”. A questo Fanelli ha replicato con una citazione di Massimo Troisi: “Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu”, a cui Lucarelli ha nuovamente replicato ricordando un episodio del 1981: quando Troisi, di fronte alla censura Rai, rinunciò a partecipare a Sanremo per non rinunciare alla libertà di parola, a costo di sacrificare visibilità e carriera. Un botta e risposta che ha creato due fazioni, chi dalla parte della giornalista, chi da quella dell’attrice.

Le altre mobilitazioni a Venezia

Ma il corteo del 30 non sarà e non è l’unica mobilitazione nel contesto del Festival: ieri, il premio Nobel Annie Ernaux e la regista francese Céline Sciamma hanno rinnovato l’appello lanciato a Cannes, leggendo un testo contro le uccisioni a Gaza davanti all’Edipo Re: “Festival dopo festival, i morti continuano a crescere. A Cannes più di un migliaio di noi si sono uniti per sostenere una dichiarazione che esprimeva il nostro dolore e la nostra posizione. Da allora le uccisioni non si sono mai fermate”.

Domenica 31 agosto, all’Isola Edipo, è previsto un incontro promosso dalla rete BDS (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni), con interventi del regista israeliano Eyal Sivan (in collegamento) e dell’attore Jacopo Crovella.

Il corteo di oggi si annuncia come uno dei momenti di maggiore tensione e visibilità politica al Lido che calamiterà l’attenzione internazionale sul Festival, questa volta non solo per il glamour e lo sfarzo.