Skip to content Skip to footer
Warner Bros. Discovery dice no a Boycott Israel

Warner Bros. Discovery: il Medio Oriente è sempre più vicino

Mentre le Major preparano le offerte per Warner Bros. Discovery in vista della scadenza di giovedì, il Medio Oriente avanza proposte sempre più da capogiro.

Cosa sta succedendo in casa Warner Bros. Discovery? Warner deve trovare un acquirente, e la scadenza per fare le prime offerte non vincolanti, è fissata a questo giovedì. Stesso giorno in cui si apre il Doha Film Festival, evento sempre più importante, in Qatar.

Mentre Paramount , Comcast e Netflix preparano le loro offerte per Warner Bros. Discovery, aumentano le speculazioni sul ruolo della ricchezza del Medio Oriente nella transazione rivoluzionaria.

A breve ci sarà una cena formale nella Casa Bianca. Fra i partecipanti il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ed il CEO di Paramount David Ellison. Per quanto riguarda il CEO di Comcast, Brian Roberts, sappiamo essersi recato recentemente in Arabia Saudita.

Incontrato il presidente Donald Trump a Washington, Mohammed ha affermato che le opportunità di investimento negli Stati Uniti stanno “aumentando sempre di più”.

Warner Bros. Discovery: l’offerta del Medio Oriente

Trump

A confermare i rapporti commerciali fra gli Stati Uniti e il Medio Oriente, ci sono la lista degli invitati alla cena nella Casa Bianca (stando a quanto riferito su Deadline); e un articolo di Variety sempre con fonti anonime.

Ha affermato che una coalizione tra Arabia Saudita, Abu Dhabi e Qatar si è formata a sostegno di un’imminente offerta da 71 miliardi di dollari da parte della Paramount per Warner Bros. Discovery. Nettamente superiore alle offerte precedenti, che si aggiravano intorno ai 60 miliardi di dollari.

Un portavoce della Paramount ha definito il rapporto “categoricamente inaccurato” e ha affermato: “Si tratta di un processo confidenziale, che rispettiamo e, in quanto tale, non rilasceremo dichiarazioni finché non sarà completato”.

Che sia vero o no, gli accordi rimangono in stretta riservatezza, ma questa situazione evidenzia la crescente presenza di capitali mediorientali nel settore dell’intrattenimento.

Il Fondo di Investimento Privato dell’Arabia Saudita, in uno degli accordi più importanti, è diventato  uno dei principali azionisti della transazione da 55 miliardi di dollari  che porterà il colosso dei videogiochi Electronic Arts al decentramento. Soprattutto in virtù delle numerose partecipazioni nei settori dei media, della tecnologia e dello sport.

Anche Jared Kushner, genero di Trump, le cui attività commerciali si sono recentemente intensificate in Medio Oriente, partecipa all’accordo con EA.

Il Cine-mercato

TrumpI sauditi, con il boom degli investimenti, hanno preso sempre più piede nelle competizioni sportive e nel mondo dell’intrattenimento (la famosa industria cinematografica che in Italia fatica a concretizzarsi). La Disney, per citarne una, sta costruendo un parco a tema ad Abu Dhabi.

L’ Arena SNK Studios, finanziata con i fondi sauditi, è stata appena inaugurata. Alla guida dell’entità cinematografica e televisiva, in qualità di CEO, l’ex dirigente della Lionsgate Erik Feig, e l’ex responsabile del settore cinematografico Disney Sean Bailey nel consiglio di amministrazione.

Nelle ultime settimane, jet privati ​​hanno volato in entrambe le direzioni. Roberts di Comcast si è recato in Arabia Saudita per valutare il potenziale di un parco a tema.

“Sembra una pressione a tutto campo su Hollywood”, ha detto a Deadline uno dei partecipanti al pranzo. La domanda è se ci sarà un ulteriore controllo federale. Il Comitato per gli Investimenti Esteri negli Stati Uniti, presieduto dal Segretario del Tesoro, ha valutato i potenziali rischi per la sicurezza nazionale. I legislatori hanno chiesto un maggiore controllo degli investimenti esteri in altri settori.

Per quanto riguarda Warner Bros. Discovery, la Paramount è l’unica parte interessata all’acquisizione dell’intera azienda, ed Ellison è stato raggiunto dal suo team dirigenziale per una “presentazione inversa” sul lotto Warner, delineando la loro visione per la gestione delle risorse di Warner Bros. Discovery.

Le proposte delle major

Comcast e Netflix, al momento, stanno solo valutando la metà della major dedicata allo studio e allo streaming. Hanno dichiarato l’intenzione di dividersi in due società entro la metà del 2026 se non verrà effettuata un’acquisizione prima di allora.

Una vendita completa a un buon prezzo è una soluzione più ordinata che sarebbe difficile per il consiglio di amministrazione respingere. Il presidente Trump è favorevole agli Ellison. In passato non ha avuto parole gentili per Roberts, sebbene Comcast sia un finanziatore della sua nuova sala da ballo.

Il deputato Daryl Issa questa settimana ha sollevato un’obiezione alla fusione tra Netflix e HBO Max per motivi di antitrust.

Le risorse della famiglia Ellison sono considerevoli, così come le loro conoscenze. Il co-fondatore di Oracle, Larry Ellison, padre di David, è la seconda persona più ricca al mondo.

La Paramount ha già presentato tre offerte, l’ultima a 23,50 dollari ad azione. Entrambe respinte dal consiglio di amministrazione della Warner Bross. Discovery. Un articolo di Axios riporta che la Warner Bross. Discovery aveva chiesto a Paramount di aumentare l’offerta a 30 dollari ad azione.

Potrebbe essere un’esagerazione per gli Ellison, considerando che le azioni erano considerevolmente più basse prima delle speculazioni sull’acquisizione.

Si andrà dunque allo spareggio? Continuate a seguire l’Almanacco Cinema.

Show CommentsClose Comments

1 Comments

Comments are closed.