Henry Cavill indossa il classico costume da Superman di Christopher Reeve nelle foto pubblicate da Zack Snyder sul suo profilo instagram ufficiale.

La storia mai finita di Zack Snyder
“Nostalgia nostalgia canaglia” cantavano Albano Carrisi e Romina Power, e immaginiamo che l’autore di 300 e Watchmen ne abbia parecchia del suo tanto lungo quanto complesso periodo passato in DC.
Zack Snyder aveva infatti pianificato una saga di cinque film dedicata ai personaggi della Distinta Concorrenza: iniziata con L’Uomo d’Acciaio e Batman V Superman: Dawn of Justice e destinata a svilupparsi e a culminare con tre film sulla Justice League dei quali però ne abbiamo avuto solo uno.
Già fortemente limitato dalla Warner Bros., sempre meno fiduciosa in seguito all’accoglienza controversa dei primi due capitoli, Zack Snyder abbandonò la regia di Justice League in seguito al suicidio della figlia Autumn, lasciando la post produzione del film in mano a Joss Whedon, già regista dei primi due film della saga di Avengers: il risultato finale, in cui le visioni chiaramente diverse e contrastanti dei due autori cozzavano in maniera evidente senza amalgamarsi mai, fu accolto in maniera dubbia dalla critica, dagli spettatori e anche dallo stesso Snyder, il quale, superato il periodo del lutto, non mancò mai di far notare quanto il montaggio da lui realizzato fosse differente da quello di Whedon.
Ciò portò i fan del regista a lanciare l’hashtag #releasethesnydercut, una campagna online senza precedenti per ottenere il rilascio della pellicola come originariamente concepita dal regista, una campagna di un’insistenza tale, da culminare nel 2021 con il rilascio da parte della Warner (forse intenzionata a proporre al pubblico un prodotto già finito in un periodo magro di contenuti come quello della pandemia) di Zack Snyder’s Justice League, director’s cut dall’incredibile durata di ben quattro ore: una scelta di cui la major deve essersi pentita, dato che portò semplicemente i fan lanciare un altro hashtag, #restorethesnyderverse, col quale si chiedeva che il regista venisse reintegrato a capo dell’universo cinematografico DC, e che gli venisse concessa libertà totale per girare gli ultimi due film previsti dalla sua tabella di marcia.
Il resto è storia: nel 2022, la Warner scelse di ignorare i fan, rebootando il franchise della DC nel nuovo universo condiviso noto come DCU, ponendovi a capo James Gunn, già regista della trilogia dei Guardiani della Galassia per la Marvel e di The Suicide Squad (2021).
Il progetto è iniziato nel 2025 con Superman, diretto dallo stesso Gunn.
L’avventura di Zack Snyder in DC rimane un curioso capitolo della storia del cinema, un coito interrotto a metà strada dal quale ognuno ha tratto qualcosa di diverso: per qualcuno è il sollievo che un periodo nel quale la cupezza e il realismo non necessario la facevano da padrone nei cinecomic sia finalmente terminato, per qualcun altro è il rimpianto che un autore che ha deciso di improntare la sua visione sull’epicità e la grandiosità non abbia avuto modo di completare la sua opera, e lo stesso Snyder, che nel corso degli anni non ha mai fatto mancare nuovi aneddoti, dettagli, o come in questo caso, foto dietro le quinte del suo defunto universo cinematografico, sembra guardare a quegli anni con un mix di rimpianto e tenerezza.
Ad oggi, mentre il DCU si avvia verso il 2026, che vedrà il rilascio del film Supergirl (diretto da Craig Gillespie e con protagonista Millie Alcock) e della serie Lanterns (con protagonisti Kyle Chandler e Aaron Pierre), Zack Snyder, che pur avendo trovato una nuova casa in Netflix, non ha riscontrato il successo sperato lanciando i franchise Army of the Dead, Rebel Moon e Twilight of the Gods, si prepara a rilasciare un nuovo film sulla piattaforma, The Last Photograph, che si preannuncia molto differente da quanto realizzato finora dal regista.